Istituto Ramazzini di Bologna: evidenza di cancerogenesi nei ratti

L’Istituto Ramazzini di Bologna, concludendo lo studio sui ratti esposti a microonde emesse da una stazione radio di telefonia mobile, evidenzia un chiaro effetto di cancerogenesi (tumori cardiaci e cerebrali). Responsabile della ricerca la dottoressa Fiorella Belpoggi.

https://www.ramazzini.org/comunicato/ripetitori-telefonia-mobile-listituto-ramazzini-comunica-gli-esiti-del-suo-studio/

RAPPORTO FINALE STUDIO NTP

Nel rapporto finale dello studio del National Toxicology Program (NTP) emerge una chiara evidenza di tumori cerebrali e cardiaci in ratti esposti alle frequenze di un telefono cellulare, anche per valori  uguali o inferiori agli standard internazionali. Questi importantissimi dati scientifici sono confermati anche dal fondamentale studio italiano condotto dallo studio Ramazzini di Bologna, pubblicato quest’anno.

https://www.saferemr.com/2018/11/NTP-final-reports31.html?fbclid=IwAR2opdvgWHkEiRfOX_ZumPG39V_7dbvWJQxT8VhUKdu9IF3BWbhTKdxuXlI

LECCE: wi fi, i medici chiedono più tutele per i bambini!

Wi-fi, i medici scrivono al Comune di Lecce: “più cautela, rischi soprattutto per i bambini”

LECCE- Con una lettera piena zeppa di riferimenti scientifici, decine di medici, farmacisti e biologi chiedono all’amministrazione leccese molta più cautela nell’installazione delle antenne wi fi e nella diffusione della tecnologia 5G, lasciando libere, soprattutto, le aree frequentate da bambini, come scuole e parchi. Lo fanno perché i dubbi sull’impatto sanitario e ambientale ci sono e per quanto quasi tutti ad oggi trovino comodo navigare liberamente via internet, vanno bilanciati gli interessi in gioco, provando a limitare l’esposizione della popolazione alle radiofrequenze.

La missiva, che nei prossimi giorni approderà a Palazzo Carafa e che viaggia già a tamburo battente tra i professionisti della sanità, parte dal presupposto che a Lecce, solo “nel corso dell’anno 2017 sono stati installati 49 nuovi impianti operanti alla frequenza di 5 GHz al fine di estendere la copertura della rete “Lecce Wireless”; tali impianti sono stati collocati sui tetti degli Istituti scolastici (ad eccezione di quelli dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri-Diaz”); il numero di hot spot distribuiti sul territorio comunale è triplicato (da 25 a 74), con conseguente incremento peggiorativo dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza”. Tra l’altro, solo tre giorni fa, la giunta comunale ha adottato il Protocollo d’intesa con Fastweb per l’ampliamento e la realizzazione di reti Wi-Fi sul territorio comunale, prevedendo l’installazione fino a 350 nuovi hotspot in tutta la città, prevalentemente nei quartieri più periferici, in aggiunta ai circa 100 già esistenti.

I medici firmatari chiedono di andarci cauti, almeno fino a quando “non saranno effettuati studi attendibili e indipendenti sull’impatto sanitario e ambientale”, succo tra l’altro della moratoria richiesta da oltre 180 ricercatori di 37 Paesi. Chiedono ancora di riservare spazi liberi soprattutto se destinati ai bambini (parchi pubblici, asili); a invitare i Dirigenti scolastici delle scuole ad utilizzare reti cablate per il collegamento a internet; a promuovere campagne d’informazione. “La rete 5G – argomentano – usa frequenze che vanno da 3,4 a 3,8 GHz, ma prevede anche l’impiego di frequenze superiori ai 6 GHz e, in un secondo momento, di onde millimetriche (oltre 30 GHz), mai utilizzate finora su larga scala. Studi sperimentali condotti su animali esposti a onde millimetriche hanno evidenziato alterazioni della frequenza e del ritmo cardiaco, alterazioni del sistema immunitario, aumento dell’antibiotico-resistenza, cataratta, effetti teratogeni, danni a carico della cromatina, alterazione dell’espressione genica”.

(video e articolo pubblicato da teleramanews.it )