WI FI ed infertilità

Sono stati utilizzati dati ottenuti da 23 articoli scientifici,tra cui 15 studi sui ratti, tre studi sui topi e cinque studi sulla salute umana. Conteggio dello sperma, motilità e integrità del DNA erano i parametri più colpiti quando esposti alle radiofrequenze emesse dal Wi-Fi.
La struttura e le analisi fisiologiche dei testicoli hanno mostrato alterazioni degenerative, riduzione del livello di testosterone, aumento di cellule apoptotiche (morte cellulare) e danni al DNA. Questi effetti erano principalmente dovuti all’aumento della temperatura del testicolo e alla attività di stress ossidativo. In conclusione, l’esposizione alle radiofrequenze di 2,45 GHz emessa dal Wi-Fi è pericolosa per il sistema riproduttivo maschile.
DOMANDA: QUANDO VERRA’ RIMOSSA DALLE NOSTRE SCUOLE ( E CASE..) QUESTA DEVASTANTE FREQUENZA? MINISTERO DELLA SALUTE,ISS,QUALE GRAVISSIMA RESPONSABILITA’ VI SIETE ASSUNTI CON L’IRRICEVIBILE RAPPORTO ISTISAN?

C’è tutto un mondo fuori dalla Rete

FREE ZONE. Per anni la possibilità di essere sempre connessi è stata vista come una forma di progresso. Ma ora le persone hanno cominciato ad ammalarsi per l’elettromagnetismo. E le frequenze multiple del 5G rappresentano un territorio inesplorato

16/07/03 ANTENNE SULLA COLLINA DI MONTE MARIO POSTE ACCANTO ALLA SCUOLA ELEMENTARE LEOPARDI

Riguardo all’imminente attivazione del 5G, propedeutico alla rivoluzione dell’Internet delle Cose, non tutti sono allineati al coro dei tecnottimisti. A margine della proiezione del documentario Ubiquity avvenuta a Cinemambiente, Paolo Orio ha sottolineato come sia il sistema legislativo che quello sanitario siano refrattari a raccogliere le istanze provenienti dall’Associazione Italiana Elettrosensibili da lui presieduta: “In Italia si stima che i soggetti elettrosensibili siano circa 1,8 milioni eppure non esiste ancora un riconoscimento della malattia, anche a causa degli enormi interessi economici in gioco”. La sintomatologia dell’elettrosensibilità è piuttosto eterogenea: dai vuoti di memoria all’insonnia, dalle emicranie alle eruzioni cutanee. Secondo gli studi più recenti l’età in cui si manifestano i sintomi dell’elettrosensibilità si sta abbassando drasticamente.

Le frequenze multiple del 5G rappresentano un territorio inesplorato – ha spiegato Paolo Orio -, anche in considerazione del fatto che in Italia passeremo da 70mila a un milione di antenne distribuite sul territorio nazionale”. Mentre l’Associazione Italiana Elettrosensibili continua a battersi politicamente con interpellanze e mozioni in parlamento, Céline Fremault, ministro dell’Ambiente della regione di Bruxelles, ha bloccato la sperimentazione del 5G nella capitale belga. Sia in Belgio che in Francia alcune amministrazioni locali hanno deciso di allontanare i ripetitori dalle scuole e dagli edifici pubblici. Dal punto di vista legislativo, la Svezia è stato il primo paese a riconoscere l’elettrosensibilità come una disabilità e a prevedere un sussidio per i soggetti ammalatisi.

Per venire incontro a tutti coloro che devono fare quotidianamente i conti con l’EHS (Electromagnetic HyperSensitivity) è stata realizzata un’applicazione scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone che segnala, con la modalità VR, i network digitali che si trovano nei paraggi. È anche possibile visualizzare una mappa in cui sono evidenziate le free zone in cui la connessione è assente. Ricordate la pubblicità di una ventina d’anni fa che osannava la pervasività della copertura di Rete chiudendo con un ottimistico “tutto intorno a te”? Messo alle spalle il tecnottimismo del web 1.0, nel mondo che galoppa verso il 5G crescono i dissidenti, quelli che vogliono stare nel mondo oltre la Rete.

 

Effetto protettivo dello zinco sullo stress ossidativo da C.E.M.

UNO DEI PRINCIPALI MECCANISMI DI AZIONE DELLE MICROONDE E’ LA CAPACITA’ DI GENERARE STRESS OSSIDATIVO CON CONSEGUENTE ABNORME PRODUZIONE, A LIVELLO TISSUTALE, DI RADICALI LIBERI E SPECIE REATTIVE DELL’OSSIGENO.QUESTI ULTIMI SONO RESPONSABILI DI ALTERAZIONI A CARICO DELLA MEMBRANA CELLULARE E DEL DNA.IN QUESTO RECENTE ARTICOLO,I RICECATORI,DIMOSTRANO LA CAPACITA’ CHE POSSIEDE L’ELEMENTO ZINCO (ZN) DI ESERCITARE UN EFFETTO PROTETTIVO (IN VITRO IN QUESTO CASO) DALLO STRESS OSSIDATIVO E DALLA MORTE CELLULARE (APOPTOSI) GENERATO DALLA FREQUENZA DI UN WI-FI (2.45 GHZ).

Piastrine e smartphone

ESPONENDO PER 30 MINUTI CAMPIONI DI SANGUE-CITRATO, ALLE FREQUENZE DI UNO SMARTPHONE 2G (900MHZ) , SI DETERMINA UNA SIGNIFICATIVA PERTURBAZIONE DELLA STRUTTURA E FUNZIONE DELLE PIASTRINE, FORNENDO COSI’ UN ULTERIORE SUPPORTO ALLE PREOCCUPAZIONI RIGUARDANTI UN USO ECCESSIVO DEL CELLULARE. CHIARAMENTE LA VERGOGNOSA CAMPAGNA MESSA IN ATTO DAI MINISTERI NON AVVERTE DEL RISCHIO CHE PUO’ VERIFICARSI OGNI QUAL VOLTA UNO SMARTPHONE VENGA TENUTO ADESO AL CORPO (SOPRATTUTTO DI UN BAMBINO O DI UNA DONNA IN GRAVIDANZA).

COL 5G?

Qui sotto il link della ricerca (italiana)

www.researchgate.net/…/302902127_Acute_effects_of_30_minute…

L'immagine può contenere: fiore e cibo

Sperimentazione 5G: ministro della salute o Ponzio Pilato?

Sperimentazione 5G: 
Ministro della Salute o Ponzio Pilato?

di Clara Lidia Settimo

Parole che sembrerebbero adesso calzare perfettamente a quanto invocato per la “sperimentazione del 5G” – la nuova generazione di telefonia mobile – da numerosi scienziati, dai medici di Isde Italia, dai ricercatori dell’Istituto Ramazzini, da numerose associazioni di malati ambientali e antielettrosmog, e anche dalla trasmissione Report, che di recente si è occupata in modo dettagliato del tema.Quando l’attuale Ministro della Salute Giulia Grillo, era una semplice deputata 5Stelle, si opponeva a spada tratta all’installazione delle antenne del Muos in Sicilia, sottolineando il rischio per i cittadini niscemesi di una continua esposizione alle onde elettromagnetiche, malgrado le rassicurazioni fornite ai tempi dall’Istituto Superiore di Sanità. Invocando il Principio di Precauzione, la Grillo così tuonava: “Non ci interessa un monitoraggio ambientale ex post. I cittadini non sono delle cavie da laboratorio, per cui noi facciamo prima l’esperimento e poi se stanno male, pazienza… Andava valutato il rischio prima, andava effettuato un modello previsionale di studio sugli effetti prima, e non dopo.”

In una richiesta di moratoria all’implementazione del 5G sottoscritta da oltre 180 scienziati di 36 Paesi, viene sottolineato infatti che “numerose recenti pubblicazioni scientifiche hanno mostrato che i CEM (campi elettromagnetici) influenzano gli organismi viventi a intensità molto inferiori a quelle della maggioranza dei valori di riferimento nazionali e internazionali. Gli effetti includono l’aumento del rischio di cancro, lo stress cellulare, l’aumento dei radicali liberi, i danni genetici, i cambiamenti strutturali e funzionali del sistema riproduttivo, i deficit di apprendimento e di memoria, i disturbi neurologici e gli impatti negativi sul benessere generale degli esseri umani. I danni vanno ben oltre la razza umana, perché vi è una crescente evidenza degli effetti sia per le piante che per la vita animale”.

I firmatari invitano pertanto a “prendere tutte le misure ragionevoli per fermare l’espansione di CEM-RF (campi elettromagnetici a radiofrequenza) da 5G finché scienziati indipendenti non possano garantire che la tecnologia 5G e il livello totale di radiazioni causate da CEM-RF (5G insieme a 2G, 3G, 4G e Wi-Fi) non sono dannosi per i cittadini, in particolare i neonati, i bambini e le donne in gravidanza, nonché l’ambiente.”

Come risponde il Ministro Grillo alle suddette richieste? Ci aspettavamo che ripetesse con voce da leonessa quanto affermava ai tempi del NoMuos: “Il Governo che non tutela i propri cittadini è un Governo complice e assassino!”

Ma i tempi evidentemente sono cambiati, e l’unica laconica risposta pervenuta è quella alla trasmissione Report “Riguardo all’introduzione dello standard 5G, si precisa in primo luogo che il Ministero della salute non è coinvolto nellagovernance delle relative attività, che investono principalmente il Ministero dello sviluppo economico e il Ministro dell’ambiente.”

Com’è possibile che, a fronte delle segnalazioni di un rischio per la salute dei cittadini proveniente da ampia parte della comunità scientifica indipendente, il Ministro Grillo pilatescamente sostenga che la faccenda non la riguarda?

Nella medesima lettera, il Ministero riconosce che “gli studi NTP e Ramazzini (che hanno correlato telefonia mobile e tumori, NdA) forniscono altresì spunti molto interessanti per ulteriori ricerche e approfondimenti, come evidenziato anche dagli stessi autori”.

E allora, caro Ministro Grillo, stanziamo i fondi e approfittiamo delle eccellenze presenti sul nostro territorio per gli approfondimenti del caso, per fare quello studio previsionale di cui parlava lei ai tempi e quindi per autorizzare la partenza di una nuova tecnologia solo avendo la certezza che non procuri danni alla popolazione. Perché, non lo dimentichi, il suo Ministero non solo è tenuto a far rispettare l’Articolo 32 della Costituzione, ma ha anche l’onere, in base al principio dell’OMS della “salute in tutte le politiche”, di riorientare il complesso delle politiche economiche e sociali, di sviluppo tecnologico, del lavoro, della casa e dell’ambiente al rispetto della tutela della salute dei cittadini.