Categoria: Informazioni

Recente articolo del Prof Belpomme sulla elettrosensibilità

 

“ELETTROIPERSENSIBILITA’ COME
DISTURBO NEUROLOGICO RECENTEMENTE IDENTIFICATO E CARATTERIZZATO:COME DIAGNOSTICARLO,TRATTARLO E PREVENIRLO”

 

ELETTROSENSIBILITA’.ENTITA’ NOSOLOGICA BEN DEFINITA.UN VERO E PROPRIO STATO DI MALATTIA.

 

Pubblicazione accessibile a tutti  https://www.mdpi.com/1422-0067/21/6/1915   

 

 

Elettra: il nuovo cortometraggio ha iniziato il suo percorso

E’ stata aperta una ‘finestra’ Facebook per promuovere il finanziamento in crowdfunding  – che a giorni verrà aperto  – per raccogliere una somma (minimale) utile per realizzare l’idea di avere un film cortometraggio strumento finalizzato a raccontare la esperienza di una elettrosensibile.

 

In seguito al grande impatto delle campagne “STOP 5G” e alla nascita di gruppi di attivisti su tutto il territorio nazionale, è importante utilizzare ancora una volta il cinema per sensibilizzare le persone sul tema elettrosmog: a 3 anni dall’uscita del documentario “SENSIBILE”, il regista Alessandro Quadretti e l’Associazione Italiana Elettrosensibili tornano a collaborare per produrre, con Officinemedia, un cortometraggio e uno spot che possano sostenere la comunicazione sull’emergenza ambientale che riguarda ognuno di noi.
Punto di forza di questo nuovo progetto è la partecipazione, nel ruolo di protagonista, di Lisa Granuzza Di Vita, giovane attrice italiana che recentemente ha scoperto di essere sensibile ai campi elettromagnetici: realtà e finzione si mescoleranno per rendere ancora più efficace il racconto della patologia e della minaccia che incombe, anche su chi ancora non ne soffre.
Attraverso questa pagina vogliamo creare una rete fitta e compatta di persone sensibili alla tematica che, nelle prossime settimane, possano aiutarci a sostenere la campagna di crowdfunding utile alla raccolta dei fondi da destinare alla produzione del corto e dello spot, che una volta realizzati verranno veicolati attraverso tutti i canali disponibili (festival italiani e internazionali, web, proiezioni ad hoc, ecc.)

 

Il progetto di raccolta fondi è da oggi stato avviato!

Chi vuole dare un contributo da 5€ in su’  basta che va alla pagina del sito

https://www.eppela.com/it/projects/27066-elettra-cortometraggio-su-elettrosensibilita

dove troverà un video di presentazione con le interviste al ns Presidente Paolo Orio, al regista ed alla attrice, elettrosensibili.

Confidiamo che TUTTI, soci e non-soci vogliano dare il loro contributo.

Se qualcuno ha problemi per effettuare il versamento, per favore mi contatti al   vicepresidente@elettrosensibili.it

 

 

Corte d'appello

Storica sentenza su nesso causale tra cellulare e tumore al cervello

La vertenza del Sig. Romeo, ex dipendente di Telecom Italia, affetto da neurinoma causato da uso intensivo e prolungato del telefono cellulare per motivi lavorativi ha avuto un secondo successo nella Corte di Appello di Torino, dopo la sentenza di primo grado presso il Tribunale di Ivrea.
La testo della sentenza è un ‘capolavoro’!

Si enfatizza la validità della ricerca scientifica INDIPENDENTE, la validità degli studi epidemiologici ed i risultati della soerimentazione su animali condotta da NTP e Ramazzini.
Sviluppa il concetto di causalità pur non essendo disponibili delle certezze assolute.

Si rimanda al testo della sentenza, con evidenziazioni delle parti più significative.

La stampa italiana, le TV ed i media, nella stragrande maggioranza hanno sminuito la valenza di tale risultato.

La Associazione ha emesso un comunicato stampa

I gestori della telefonia passano all’incasso!

I commenti riportati ieri da molti notiziari TV, dalla stampa e da vari siti di informazione web evidenziano come la stragrande maggioranza degli stessi siano vincolati alle entrate pubblicitarie: quale è il comparto economico che investe di più in pubblicità? Lascio ai lettori la risposta …!

La sentenza della Corte d’Appello – che ritengo NON sia stata minimamente letta da nessun giornalista! – esprime con grande precisione e profondità il giudizio della Corte sul nesso causale tra l’uso intensivo di un telefono cellulare e la genesi di Neuromi acustici (tumori) nella parte destra, dove la vittima, Sig. Romeo, poggiava il suo telefono cellulare.

Il risultato del confronto tra i Consulenti d’Ufficio (nominati dal Giudice), ed i consulenti di parte sia del Sig. Romeo che dell’INAIL ha portato alla conclusione che:
“con criterio di elevata probabilità logica, si possa ammettere un nesso eziologico tra la prolungata e cospicua esposizione lavorativa a radiofrequenze emesse da telefono cellulare e la malattia denunciata dal periziato all’INAIL (neurinoma dell’ottavo nervo cranico destro)”
Leggendo la sentenza si evince che, giustamente, sono state portate dai consulenti dell’INAIL tutte le possibili e più disparate argomentazioni per sminuire gli studi epidemiologici presentati, la validità degli studi su animali (NTP, Ramazzini), la valutazione sulla stima del tempo di utilizzo del telefono, etc etc. Punti dialetticamente e competentemente contestati senza dubbi.
Anche lo studio dell’Istituto Superiore di Sanità (rapporto ISTISAN 19/11) del 2019, grazie alla disanima compiuta dall’ISDE (Medici per l’ambiente), nei mesi scorsi, è stato praticamente demolito.
Un altro punto essenziale (come del resto già colonna portante della sentenza della Cassazione di Brescia del 2012 su analoga causa tumore-telefono cellulare ) è quanto riportato dai Consulenti d’Ufficio sulla oggettiva valutazione dei risultati scientifici di “autori che non hanno dichiarato l’esistenza di conflitti di interesse invece sussistenti e che debba essere dato maggior peso ai risultati di studi condotti da ricercatori esenti da tali conflitti, come ad esempio gli studi effettuati da Hardell e collaboratori”

Concludendo,
l’Associazione italiana Elettrosensibili auspica, come detto dal Sig. Romeo in alcune interviste, che si attui quanto già legiferato nel lontano 2001 ovvero la etichettatura di pericolosità degli strumenti wireless.

Giorgio Cinciripini, Paolo Orio

Convegno internazionale #STOP5G alla Camera dei Deputati – PERICOLOSITÁ DEL 5G e delle O.E.M.

Video integrale con tutti gli interventi

PERICOLOSITÁ DEL 5G e delle O.E.M.

Dott. MAURIZIO MARTUCCI, portavoce Alleanza Italiana Stop 5G

Sen. RICHARD BLUMENTHAL, davanti a Commissione Senato USA

Dott.ssa PATRIZIA GENTILINI, medico oncologo ed ematologo, ISDE Italia (Medici per l'Ambiente)

FRANCA BIGLIO, Presidente ANPCI, Associazione Naz. Piccoli Comuni d'Italia

Prof. OLLE JOHANSSON, neuroscienziato, già Karolinska Institute, Svezia

Dott.ssa ANNIE SASCO, medico e scienziata epidemiologa, già IARC, Francia

MAURIZIO MARTUCCI
Portavoce Alleanza Italiana Stop 5G

6'. Che cos'è il 5G? Un milione di devices al chilometro quadro in connessione wireless, un milione di nuove antenne anche a frequenze millimetriche, in bande totalmente inesplorate per la società civile.
Richiesta delle aziende di innalzare i limiti di esposizione per i campi elettromagnetici (CEM) da 6 a 61 V/m (che comporta una moltiplicazione per 110 del livello di onde elettromagnetiche (OEM)). Miniantenne ovunque, sui semafori, nei tombini, sotto i marciapiedi, nelle abitazioni, droni in cielo e wifi dallo spazio con il lancio in orbita dei satelliti.

8'30''- L'Italia è uno dei paesi più avanzati su questa sperimentazione tecnologica.

9'- Negli ultimi mesi: rifiuto del 5G del ministro dell'Ambiente del governo federale di Bruxelles, di 3 cantoni svizzeri su 4. In Austria una commissione del Parlamento ha dato l'OK per una ricerca scientifica sul 5G, perché il 5G non ha nessun tipo di studio preliminare sull'impatto socio-sanitario; i parlamenti di Cipro e Malta hanno chiesto uno studio preliminare prima di vendere all'asta le frequenze.
Ma l'atto politico più significativo d'Europa arriva dalla Spagna: il 5G deve essere sottoposto a una valutazione d'impatto ambientale, ricordando il dovere di tutelare le fasce più sensibili: donne incinte, bambini, anziani e gli elettrosensibili.

VIDEO - USA: interrogazione del Sen. Richard Blumenthal (durata: 4 minuti)

11'- Il Sen. Blumenthal: "I rischi del 5G per la salute sono sconosciuti e non studiati". Davanti a una commissione del Senato americano, interpella Brad Gillen e Steve Berry, di 2 compagnie di telefonia mobile.

Domanda: "Quanto denaro il settore della telefonia ha speso per sostenere una ricerca indipendente sull'impatto del 5G? Una ricerca indipendente sugli effetti biologici è in corso, è completata? Dove possono trovarla i consumatori? [...]Risponda alla mia domanda: Quanti soldi ? Zero?

Mr Gillen: — Non ci sono studi attivi supportati dall'industria oggi.

Sen. Blumenthal:Quindi non c'è veramente alcuna ricerca per accertare gli effetti sulla salute. Andiamo alla cieca, per quanto riguarda la salute e la sicurezza."

 

MAURIZIO MARTUCCI

15'- Non ci sono studi preliminari su quello che potrà significare esporre, in Italia, 60 milioni di cittadini a un'irradiazione ubiquitaria, permanente, multipla e cumulativa di radiofequenze, anche inesplorate, oltre a quelle già esistenti 2G, 3G, 4G, wifi e wi-max. Per capire quello che sarà un salto nel buio, abbiamo qui nella Camera dei Deputati dei relatori di fama internazionale. Inizieremo con la Dott.ssa Patrizia Gentilini, medico oncologo ed ematologo, Ha lavorato per oltre 30 anni nel reparto di oncologia di Forli.
É responsabile dell'ufficio di presidenza della giunta esecutiva e componente del comitato scientifico dei Medici per l'Ambiente, ISDE Italia. Con la Dott.ssa Gentilini, cominciamo a scoprire il lato oscuro del 5G e delle radiofrequenze, onde non ionizzanti. Cerchiamo di capire cosa si cela dietro quello che viene spacciata come una nuova tecnologia dal progresso di cui nessuno di noi potrà fare a meno.

 

Dott.ssa PATRIZIA GENTILINI
Medico oncologo ed ematologo, ISDE Italia (Medici per l'Ambiente)

20'-Il problema dei rischi per la salute è un problema sottovalutato. Fino agli anni 1940 il fondo naturale pulsato (campo elettrico) era di 0,0002 V/m. Il Comitato europeo ECNRR (European Commitee on Non- ionising Radiation Risk) recentemente ha chiesto che l'esposizione fosse valutata come per le radiazioni ionizzanti, con un limite cumulativo e in funzione dell'età. Tutt'oggi questo non viene fatto e siamo esposti a valori superiori a quelli considerati cautelativi per la salute umana. "Schizofrenia" dell'Europa: nel 2011 il Consiglio d'Europa raccomandava un limite di 0,6 V/m e a medio termine di 0,2 V/m; nel 2016 l'Europa spinge il 5G; il comitato SCHEER (Scientific Committee on Health, Environmental and Emerging Risks, organismo UE) ha classificato il 5G come "rischio emergente".

22'- Se il 5G fosse un farmaco non avrebbe mai superato la fase preclinica. Nessun controllo è stato fatto. E' la società civile stessa che è diventata un laboratorio per sperimentare nuove tecnologie. Il ministro dell'Ambiente di Bruxelles ha detto: "Non voglio che i miei concittadini diventino cavie." Da noi, il 5G viene già sperimentato su milioni di cittadini nelle città scelte.

24'- Ad oggi non esistono dispositivi in grado di misurare i CEM che verranno generati dal 5G. Andiamo completamente nel buio. Il Ministero della Salute non è coinvolto nell'implementazione del 5G. Navighiamo a vista.

25'- Rapporto (e posizione) dell'ISS ISTISAN 19/11 estremamente discutibile. Per il 5G dice che "non è possibile formulare una previsione sui livelli di CEM", "sarà dunque necessaria una revisione della normativa nazionale", ci saranno scenari non prevedibili. Ma non ne trae nessuna conseguenza.

26'- CONOSCENZE ATTUALI SUI RISCHI per la salute umana da CEM, introdotti da recente perché non esistono in natura. Prima domanda: chi ha finanziato gli studi? Tra quelli finanziati dall'industria il 32% vede degli effetti e il 68% no; tra quelli indipendenti il 70% rileva rischi e il 30% no. Gli effetti non termici, ma biologici sono i più pericolosi come esposizione cronica. Ci sono in modo statisticamente significativo dei tumori cerebrali, ma anche molte altre patologie. Orbene, i limiti di legge tengono solo conto degli effetti termici sui tessuti, stabiliti su dei manichini., da una ONG privata, l'ICNIRP.

28'- Effetti sulle cellule: stress ossidativo, formazione di radicali liberi, alterazione del DNA, azione epigenetica, alterazione della membrana cellulare e dei canali del calcio, alterazione della forma stechiometrica delle proteine. Diverse funzioni biologiche molto importanti vengono alterate.

29'- Le persone elettrosensibili hanno gravi alterazioni biochimiche per lo stress ossidativo da esposizione ai CEM. Si possono dosare nel sangue dei marcatori, l'elettrosensibilità ha un riscontro oggettivo. Effetti clinici non cancerogeni dei CEM: danno alla barriera emato-encefalica, malattie degenerative, disturbi del comportamento, alterazione agli organismi in via di sviluppo, alterazione della funzionalità del pancreas, disturbi metabolici, aumento del rischio di diabete, alterazione del ritmo cardiaco. Quindi un ventaglio molto ampio.

30'- Una meta-analisi mostra che per esposizione di lavoro, aumento del 26% del rischio di SLA (sclerosi laterale amiotrofica), del 33% del rischio di Alzheimer. Studio 84000 coppie madre-bambino in diversi paesi: le madri che usavano molto il cellulare in gravidanza avevano un aumento di deficit di attenzione- iperattività nel bimbo (probabilmente perché il cellulare altera la produzione di melatonina).

31'- Rischi cancerogeni: nel 2011 classificazione dei CEM in radiofrequenze dall'OMS "possibili cancerogeni" (classe 2B), sopratutto per i tumori cerebrali. Slide aumento glioblastomi in Gran-Bretagna: le zone più esposte al cellulare hanno più tumori. Nel 2018, studi del NTP e dell'Istituto Ramazzini: aumento nei ratti di schwannomi, tumori delle guaine nervose e tumori al cervello.

33'- 3 meta-analisi di studi epidemiologici: oltre 10 anni di utilizzo aumento del 32% di rischio di tumore cerebrale; e del 44% per i gliomi; oltre 1640 ore aumento del 33%. La IARC ha messo nelle sue priorità di rivalutare verso l'alto la classificazione.

34'- Rapporto ISS: "L'uso comune del cellulare non è associato all'incremento del rischio di alcun tipo di tumore cerebrale. La meta-analisi degli studi al 2017 non rileva, nell'insieme, incrementi d'incidenza di queste neoplasie in relazione all'uso prolungato (>10 anni)". In realtà la letteratura dice esattamente il contrario. La pubblicazione del rapporto ISS ad agosto ha scatenato una serie di articoli scientifici per confutarlo, ma i media hanno riportato la versione ISS ("La Repubblica": "Telefoni cellulari e tumori, rapporto dell'ISS non evidenzia aumenti di rischio"). Quindi i cellulari si possono usare senza nessuna prudenza. ISDE ha pubblicato una serie di critiche e lanciato una petizione su Change.org per il ritiro del rapporto. Editoriale del Dott. Di Ciaula (presidente Comitato Scientifico ISDE) e del Prof. Terracini (padre dell'epidemiologia italiana) su "Epidemiologia e Prevenzione". Certi studi non rilevano aumenti di tumori. ad es. uno prendeva in considerazione un'esposizione di 3 anni, o con un'esposizione di 2 ore e mezza al mese (!) ovviamente non si può evidenziare un rischio. Gli studi epidemiologici e la loro metodologia devono essere valutati con molta attenzione. Disturba la conclusione dell'Istituto Superiore di Sanità su tutta questa letteratura scientifica che vi ho presentata. 

37'- Rischi specifici del 5G: le onde millimetriche entrano per 1 millimetro nella pelle, dove ci sono terminazioni nervose, vasi sanguigni. In vitro, si è vista una disregolazione del profilo metabolico, anche dei cheratinociti.Questo in laboratorio. Peraltro, per fare degli studi epidemiologici, se saremo tutti esposti, sarà difficile trovare dei gruppi controllo non esposti. Sono effetti locali ma anche sistemici, perché generano tutta una serie di alterazioni di mediatori, anche della flogosi, dei mediatori monochimici e alterazione della trasmissione dei segnali nervosi. Il Dott. Di Ciaula ha fatto una rassegna recente di studi sperimentali focalizzata sul 5G: alterazione della proprietà delle membrane citoplasmatiche, dei sistemi neuro-muscolari, stimolazione della proliferazione cellulare, alterazione della sintesi delle proteine. Gli effetti, dal punto di vista sperimentale, non sono sostanzialmente diversi da quelli per gli altri tipi di onde.

39'- Effetti del 5G sull'ambiente: Pubblicato su "Nature": sarà più difficile prevedere gli eventi meteorologici estremi, proprio quando diventano più frequenti e preoccupanti. Alterazioni sugli insetti. I CEM alterano già le capacità di orientamento delle api, che non ritrovano l'alveare. L'assorbimento delle onde nelle api sarà maggiore con le onde millimetriche del 5G. Perdita di biodiversità. Le foglie degli alberi assorbono molto le onde millimetriche. Verde pubblico: nei luoghi abitati, ma anche nelle zone boschive, tagli selvaggi di alberi sani (sopratutto quelli alti e frondosi) che potrebbero ostacolare il segnale del 5G.

41'- La vera domanda è: abbiamo davvero bisogno di più velocità? Impatto di queste tecnologie sul neuro- sviluppo e il comportamento dei nostri bambini. Noi medici dobbiamo preoccuparci di curare, ma anche di perché ci si ammala. È stato il grande messaggio del mio maestro Lorenzo Tomatis: "Adottare il principio di precauzione e di responsabilità significa anche accettare il dovere di informare, impedire l'occultamento di informazioni su possibili rischi, evitare che si consideri l'intera specie umana come un insieme di cavie sulle quali sperimentare tutto quanto è in grado di inventare il progresso tecnologico." Credo che dobbiamo davvero riflettere su questo.

 

MAURIZIO MARTUCCI

43'- La consapevolezza sta circolando dal basso, e sta prendendo sempre più piede. Deve essere per noi un monito di speranza per il futuro. Ad oggi 5 novembre, 76 comuni hanno ufficialmente preso posizioni di cautela e prevenzione, di moratoria o di Stop al 5G.

 

FRANCA BIGLIO
Presidente ANPCI, Associazione Naz. Piccoli Comuni d'Italia

45'- Porto la mia esperienza di sindaco di un comune individuato per la sperimentazione del 5G. Sul 5G, in quanto sindaco di Marsaglia (CN), al momento non abbiamo ancora avuto nessun tipo di informazione e di comunicazione. L' 1 marzo l'abbiamo saputo dal giornale locale. Non sappiamo perché 120 piccoli comuni siano oggetti di sperimentazione. Sono stati sorteggiati, scelti? Io non lo so. Siamo responsabili sanitari locali. Non possiamo accettare una cosa del genere. 20 marzo, sempre sul giornale locale: "Arriva il 5G in Alta Langa." I 120 comuni sarebbero stati "sorteggiati per ospitare le prime sperimentazioni." Ma chi l'ha detto che siamo disponibili ad ospitare determinate sperimentazioni? Prima eventualmente contattateci. 20 aprile, "La Stampa": "Il 5G in 120 piccoli comuni. ANCI e UNCEM: grande opportunità." Quando sentiamo "opportunità", c'inquieta un po'. Come comune di Marsaglia scriviamo al prefetto per chiedere di mettere in atto tutte le procedure tecnico-giuridiche necessarie per la tutela della salute.

Nessuna risposta. Ci documentiamo, e veniamo a sapere che sul 5G Bruxelles blocca la sperimentazione. Ci documentiamo e incominciamo ad allertarci sempre di più. Ma era un po' come durante l'alluvione del 1994 a Cuneo, che non sapevamo cosa succedeva negli altri comuni. Quindi abbiamo scritto a tutti sindaci dei comuni fino a 15000 abitanti per chiedere: "Ma sapete qualcosa? Chi di voi è stato interessato? Chi di voi era al corrente?" Non volevamo sentirci isolati come nel mattino dell'alluvione. Il 30 aprile adottiamo in consiglio comunale la moratoria, seguita da un'ordinanza del sindaco mandata al prefetto, che dice che è illegittima, perché dice che non abbiamo seguito la prassi. Ma non ci sposta molto. Poi abbiamo incontrato Maurizio Martucci e la preoccupazione è ancora aumentata, per i nostri cittadini. Dobbiamo tutelare i nostri cittadini, è una grossa responsabilità. È arrivata una lettera a tutti i sindaci: "Gentile sindaco, il suo comune non è stato sorteggiato, ma scelto da AGCOM." Quindi noi dovremmo ringraziare per una cosa che ci cala dall'alto? Ci scelgono per una cosa che va bene per loro senza sapere se noi la gradiamo o no. Ma come si può agire in questo modo in un paese che dice di essere democratico? Viviamo in democrazia? Il sindaco è quello che deve avere per il proprio comune capacità di autonomia, capacità organizzativa, decisionale e gestionale. Lo prevede la costituzione. A questo punto noi dovremmo poterle adottare. Quindi, hanno scritto che siamo stati scelti "in quanto risulta che [siamo] in una situazione di divario digitale (digital divide)." Loro hanno stabilito che noi siamo in una situazione di divario digitale grave, quindi siamo stati scelti. "Il servizio 5G non è una sperimentazione, ma una offerta commerciale." Se è una offerta commerciale, io posso accertarla come non accettarla. Per me, fino a che non c'è la certezza che il 5G non è dannoso per la salute, posso decidere per il sì o per il no. La nostra prefettura, come l'ho detto, non risponde, ma la prefettura del comune di S.Giorgio Scarampi (Asti) dice che essere stati scelti è una grande opportunità, che loro non sono a conoscenza di sperimentazioni e che comunque sarà l'ARPA a vegliare. E cosa risponde l'ARPA? Dice: "Al momento non è possibile formulare una previsione sui livelli di campo elettromagnetico ambientale dovuto allo sviluppo delle reti 5G." A questo punto abbiamo preso contatto con uno studio di avvocati. Vi annuncio che l'ANPCI sta per sottoscrivere con questo studio di avvocati un accordo di programma per offrire una tutela, una garanzia legale ai piccoli comuni, con agevolazioni finanziarie.

 

MAURIZIO MARTUCCI

59'- Abbiamo l'onore di ospitare il Prof. Olle Johansson, ex capo dell'unità sperimentale di dermatologia del Dipartimento delle Neuroscienze del Karolinska Institute di Stoccolma in Svezia, e professore del Royal Institute of Technology di Stoccolma. Sin dagli anni '90 il Prof. Johansson è impegnato in maniera fattiva nello studio della malattia tipica delle OEM, l'elettrosensibilità. Il Prof. Johansson è un punto di riferimento internazionale per tutti quanti cercano delle fonti attendibili su cui riuscire a capire quali sono i meccanismi, gli effetti delle radiofrequenze, onde non ionizzanti, sugli organismi viventi. Ha dichiarato in un'intervista recente: "Le prove degli effetti delle radiofrequenze, non termici ma di carattere biologico, sono schiaccianti."

 

Prof. OLLE JOHANSSON
Neuroscienziato, già Karolinska Institute, Svezia

1.00'- Approfondirò qualche punto trattato dai precedenti relatori. Ho iniziato a parlare di questi argomenti 40 anni fa. Pochissime persone mi ascoltavano. Ora, nelle ultime 4 settimane ho dato delle conferenze a Philadelphia, Las Vegas, altri posti negli USA, in Danimarca, Finlandia, Isola di Man e Italia. C'é ora un enorme interesse. Negli ultimi giorni, qui in Italia ho incontrato delle persone elettrosensibili e le loro famiglie. Stanno facendo una brutta vita qui in Italia. È la nostra responsabilità aiutarli e sostenerli.

1.03'- Voglio citare un professore irlandese, Tom Butler: "I bambini sono a rischio crescente di contrarre malattie, nel presente e nel futuro, dalle tecnologie wireless, a causa dei governi deboli, degli organi e agenzie di governo sotto influenza, delle istituzioni corrotte, dei media compiacenti e degli scienziati ignoranti oppure non etici."

1.05'- L'Italia è all'avanguardia nella presa di responsabilità. Saluto i membri del Parlamento e i sindaci qui presenti. Avete già sentito il senatore US Blumenthal e visto che le compagnie telefoniche non sono in grado di proteggere la popolazione. Quindi dovete applicare il principio di precauzione. E la signora meravigliosa che ha parlato prima di me ha dimostrato che Kafka è anche italiano.

1.07'- Ci sono 5 ragioni per fermare il 5G: 1. (l'avete già sentito) Il 5G è istallato senza alcuna forma di test preliminare e di valutazione d'impatto sulla salute e l'ambiente, quindi violando il principio di precauzione della legge europea. 2. Il 5G viene istallato senza nessuna forma di consultazione pubblica, lasciando tutti senza nessun luogo dove fuggire e nascondersi dalle radiazioni, quindi violando seriamente la dichiarazione ONU dei diritti umani, la Convenzione del 2007 sui diritti umani per le persone con disabilità funzionali e il Codice di Norimberga del 1947. 3. Il 5G è installato senza nessun standard di esposizione basato sugli effetti biologici (fra poco, sentirete Marc Arazi, forse grazie alla Francia in futuro avremo degli standard basati sugli effetti biologici). 4. Il 5G viene installato in presenza di una massiccia quantità di studi scientifici indipendenti che dimostrano che le OEM già esistenti sono dannose per la salute pubblica e l'ecosistema. 5. Il 5G viene installato con un'impronta ecologica gigantesca: avvolgerà il pianeta in una coltre di elettrosmog dal quale non ci sarà modo di sfuggire. In questo "carcere" la sorveglianza e il controllo saranno ovunque, in ogni momento, creando così un "1984" elettronico di proporzioni inimmaginabili, buttando il "Grande Fratello ti sta guardando" di George Orwell in una realtà agghiacciante, molto lontana dal sistema democratico. Non agire oggi può rivelarsi un disastro domani, e rischiamo di avere delle "lezioni troppo tardive".

1.13'- Nel 2011, anno in cui l'OMS ha classificato le OEM della telefonia mobile come "possibile cancerogeno", il Consiglio d'Europa ha chiesto di bandire dalle scuole i telefoni cellulari e le attrezzature wireless, chiedendo che ciò fosse immediatamente attuato per proteggere i bambini. Che cosa è successo in Svezia? Niente. Spero che in Italia abbiate fatto meglio, perché i genitori espongono i figli a qualcosa che è classificato come il gas Orange, il defoliante della guerra del Vietnam (o all'epoca il DTT, opportunamente riclassificato dopo in 2A). Quando chiedo ai genitori se metterebbero i loro figli in una stanza piena di gas Orange, mi rispondono: "Sei pazzo?" Eppure è esattamente quello che stanno facendo. I genitori svedesi amano i propri figli, li proteggono in ogni modo, li coprono per il freddo, gli danno il casco per la bici, ma quando sono davanti a questi oggetti elettronici li lasciano nudi.

1.16'- Cosa possiamo imparare dalla scienza? Alcuni scienziati hanno mostrato che il telefono cellulare può dare mal di testa. Potrei fermarmi qui, perché non ho mai incontrato nessuno che dicesse di voler avere mal di testa con il telefono cellulare. Ma vi farò vedere ancora qualche slide.

1.17'- Alcuni scienziati hanno dimostrato che l'esposizione al cellulare di una madre durante la gravidanza aumenta significativamente il ritmo cardiaco del feto e del neonato e diminuisce la sua portata cardiaca. In poche parole, i feti e neonati hanno subito uno stress. Di nuovo, quando ho chiesto ai genitori, anche quelli che lavoravano nelle telecomunicazioni, se fosse quello che desideravano per i loro figli, nessuno mi ha risposto: "Oh, sì!" Quindi, di nuovo potrei fermarmi qui. Ma andrò avanti.

1.18'- L'uso del cellulare riduce la qualità del seme: diminuisce la quantità di spermatozoi, la loro motilità e vitalità e ne modifica la morfologia. La riduzione della qualità dello sperma è correlata alla durata dell'esposizione quotidiana al telefono cellulare, ed è indipendente dai valori iniziali di qualità. Difatti, la qualità dello sperma in Italia come in Svezia è calata drasticamente. È quello che vogliamo? Se fossi il capo del governo italiano, mi siederei e direi: "Sappiamo cosa stiamo facendo alla popolazione maschile, alla popolazione femminile, e ai bambini?". Di nuovo parlo di Marc Arazi: in Francia le autorità si stanno impegnando in quel senso, e sono molto orgoglioso di far parte della squadra della sua ONG Phonegate Alert, che sta facendo un lavoro stupendo.

1.20'- Altri scienziati hanno dimostrato che la quinta generazione di discendenti di topi esposti a livelli di radiofrequenze molto bassi (< 2 V/m) è irreversibilmente sterile. Se così fosse per gli italiani, i vostri pro- pro-pronipoti non potranno più avere figli per qualcosa che state facendo oggi o che avete fatto qualche anno fa. Sarà troppo tardi per tornare indietro.

1.22'- Scienziati hanno mostrato un impatto negativo sull'apprendimento nei ratti, basato su una riduzione della capacità di concentrazione e dell'apprendimento di breve termine. La stessa cosa succede con i ragazzi, con il semplice wifi: diminuzione della capacità di apprendimento e nei test linguistici. Ecco un altro studio: anche tutti gli animali e le piante patiscono l'esposizione alle radiofrequenze.

1.23'- Ma l'articolo che m'impedisce di dormire di notte è quello di Taheri (et al.), che mostra che i batteri esposti alle frequenze dei telefoni cellulari o dei router wifi diventano resistenti a molti antibiotici. Nel 2017 un incontro del G20 è stato dedicato al tema: 24000 persone in Europa sono morte prematuramente a causa dell'antibiotico-resistenza. È stato stimato che nel 2050, più di 10 milioni di persone nel mondo ogni anno moriranno a causa dell'antibiotico-resistenza. Ma il G20 non ha preso in considerazione il lavoro di Taheri, dal quale si può facilmente dedurre che la cifra, invece di 10 milioni potrebbe essere 7,6 miliardi! 

1.26'- Nello studio Reflex, gli animali sono stati esposti per solo 24 ore a un SAR di 1,3 W/kg ed è stato osservato un grave danno al DNA. Tenete presente che in Italia siete esposti legalmente a 2 W/kg. La frammentazione del DNA è simile a quella che avviene dopo 1600 lastre di raggi X. Ma nessuno ha mai ricevuto 1600 lastre di raggi X. L'industria della telefonia ha cercato per 2 anni di bloccare la pubblicazione di questi risultati.

1.28'- Ma ci sono anche degli impatti cognitivi. Secondo l'indagine PISA, i paesi dell'OCSE che hanno investito di più nelle tecnologie digitali nella scuola hanno una diminuzione delle capacità degli alunni in lettura e matematica. Secondo l'OCSE l'uso più frequente dei computer nelle scuole è più frequentemente associato con risultati peggiori. Multitasking, lo stare per ore di fronte allo schermo, meno tempo per i contatti sociali e le attività fisiche, col rischio di danni al collo e alla schiena, sovrappeso (i bambini italiani sono quelli in Europa col maggiore sovrappeso), problemi di sonno, la dipendenza dalle tecnologie informatiche, e la demenza digitale sono alcuni dei rischi conosciuti e degli effetti collaterali delle tecnologie digitali. Forse è la ragione per cui le autorità in diversi paesi asiatici, Cina, Corea del Sud, Taiwan, Giappone, stanno rimuovendo i telefoni cellulari, i laptop e i tablet dalle scuole. La Cina ha un solo obiettivo: comprare il mondo. Per fare quello, le servono studenti intelligenti.

1.30'- In Italia si può essere esposti a 2W/kg corporeo. Ma già nel 1997 uno scienziato danese aveva dimostrato che si osservano delle trasformazioni nel ciclo delle cellule e la proliferazione cellulare a una esposizione 100 000 volte inferiore alla soglia di 2W/kg. Altri studi hanno mostrato un'alterazione della permeabilità della barriera emato-encefalica a un livello 5000 inferiore ai 2W/kg; una modificazione dell'attività bioelettrica del cervello, danni al DNA e diminuzione della sua capacità di riparazione, flusso massivo di ioni calcio attraverso la membrana cellulare, sempre a livelli bassissimi. Utilizzavo questa slide nel 1998. Da allora, si sono aggiunti migliaia di studi. Le radiazioni delle tecnologie wireless, anche con un'esposizione molto al di sotto dei limiti, acuta o cronica, sono dannose.

1.33'- Le linee-guida per l'esposizione umana sono obsolete da decenni. Riguardano un'esposizione di durata 6 o 30 minuti. Prendono in considerazione solo gli effetti termici misurati su un manichino di plastica riempito di gel fluido, in un ambiente libero da altre radiazioni. Sono necessari standard che prendano in considerazione gli effetti biologici. Quando ci penso, mi dico: il mondo è pazzo! I bambini sono molto più vulnerabili all'esposizione degli adulti. Dipendono da noi per la loro protezione, e gli effetti sono molto più devastanti per la società. È necessaria un'azione di protezione immediata. Se tutti i bambini saranno danneggiati, non ci sarà un'Italia futura. 

1.36'- L'esposizione autorizzata dalle linee guida è un quintilione (cioè un miliardo di miliardi) di volte superiore al fondo naturale elettromagnetico pulsato nel quale vivevamo pochi decenni fa. [P. Bandara, D.O. Carpenter: Planetary electromagnetic pollution: it is time to assess its impact; The Lancet]. Nel 1997, io proposi di tenere conto del fondo naturale come limite. L'anno successivo l'ICNIRP ha proposto il limite attuale. Potete immaginare la mia sorpresa... Se si applica il limite legato al fondo naturale, di sicuro si preserva la propria famiglia e anche i cari animali.

1.38'- Ora, che cosa noi o altri possiamo fare? Già nel 1983, dicevo che questa è la più ampia sperimentazione mai fatta. E chiedevo: che cosa succede se consentiamo che noi stessi e i nostri figli siamo usati come cavie da laboratorio, con l'intero corpo irradiato (a livelli colossali) 24 ore su 24 e ovunque, per tutta la vita?... E dal 1983, l'ho ripetuto e ripetuto. E ora sono già invitato a parlare in Italia nel 2020. Ma non è possibile che sistemiate subito?

1.41'- Nessuno ha risposto alla mia domanda , ma qui in Italia abbiamo iniziato ad agire: nel 2006 abbiamo formulato la Risoluzione di Benevento: bisogna usare il principio di precauzione, informare la popolazione e limitare l'uso dei cellulari e cordless per i bambini e adolescenti. In Italia avete anche l'Istituto Ramazzini, avete regole per la prevenzione del cancro al cervello, e siamo qui oggi. Voglio sottolineare che Cipro e altri paesi hanno bandito l'uso dei cellulari nelle scuole. Ed è rimasto un po' di spazio sulla slide per inserire l'Italia.

1.44'- Ma c'è un altro principio di precauzione: quello applicato dai veri poteri e Huawei. Più di 20 anni fa, hanno mollato tutti la barca: l'OMS, le autorità per la protezione dalle radiazioni, gli operatori e fabbricanti di telecomunicazioni e le compagnie di assicurazioni. Hanno sentito gli avvertimenti e hanno completamente abbandonato il discorso di garanzia di sicurezza, le compagnie di riassicurazione hanno smesso di coprire i danni eventuali causati da queste tecnologie. E questa la dice più lunga di qualsiasi rassegna scientifica. Nel 2002 a Londra un rappresentante della compagnia Lloyd's ha detto davanti a me: "Non esiste la domanda se sia pericoloso o meno. Sappiamo che è molto pericoloso." L'unica domanda per le assicurazioni è: "Chi pagherà per questo nel futuro? Noi no." Quindi, la risposta corretta alla mia domanda è: non si implementi nessuna nuova tecnologia finché quelli non ritornino a bordo e garantiscano la copertura dei danni che possono causare. Quando e dove avremo una moratoria basata sul principio di precauzione per la salvaguardia degli umani, degli animali, delle piante e dei batteri, e del nostro futuro comune? Quando inizieremo tutti ad ascoltare?

1.47'- Sono stanco. Non ho voglia di tornare in Italia per dare ancora conferenze. Voglio tornare per andare al mare. Avete il mio futuro nelle vostre mani. Se non fate niente vi ossessionerò ogni anno, con altre evidenze scientifiche più pesanti.

 

MAURIZIO MARTUCCI

1.49'- Abbiamo l'onore di ospitare la Dott.ssa Annie Sasco, medico epidemiologo. Ha lavorato per 22 anni presso la IARC. Per 9 anni è stata capogruppo dell'unità di epidemiologia per la prevenzione del cancro, per altri 2 anni capo sostituto del programma di controllo del cancro dell'OMS. La Dott.ssa Sasco ci parlerà di un progetto molto importante finanziato dall'Europa, che si chiama Mobi-Kids. E' lo studio sui rischi cancerogeni per i bambini che usano i telefoni cellulari. E' un progetto condotto in 14 paesi, tra cui anche l'Italia. Un progetto che è partito nel 2010, ma è già terminato nel 2015. Quindi siamo in attesa della pubblicazione di questo importantissimo studio. In piena corsa al 5G, da 4 anni ci devono ancora spiegare i risultati di Mobi-Kids !

 

Dott.ssa ANNIE SASCO
Medico e scienziata epidemiologa, già IARC, Francia

1.53'- Sono un medico e ho passato la vita per evitare alcuni casi di cancro nel mondo. Voglio proteggere i bambini del mondo. Per fare ciò bisogna fare della scienza seria, dire qualcosa solo quando si è sicuri. Ma allora dobbiamo parlare. È per questo che sono venuta.

1.56'- Cosa sappiamo sul 5G? Niente o quasi niente. Però sappiamo qualcosa sui 2G e 3G e i CEM in generale. E quello che sappiamo dovrebbe preoccuparci molto per il 5G. Come si dimostra un legame tra un agente e il cancro? Con 2 tipi di cose: gli studi epidemiologici, e gli studi in laboratorio, sugli animali o altri. Lorenzo Tomatis , dal 1969 con la IARC ha iniziato a mettere insieme le due cose, e posto le basi delle monografie sugli agenti sui quali c'è un sospetto di cancerogenicità , per il bisogno, a partire dalla scienza, di agire. Una monografia è almeno il risultato di 2 anni di lavoro. Poi per 10 giorni il gruppo si riunisce per esaminare tutti gli studi pubblicati. Sono esperti , preferibilmente indipendenti, ma diventa sempre più difficile essere sicuri che gli esperti siano indipendenti. Fanno dei riassunti sui diversi aspetti, e finalmente decidono per una classificazione, con delle regole molto precise.

2.01'- I campi elettromagnetici sono finiti nel gruppo 2B. La IARC finora ha studiato 1013 sostanze: 120 nel gruppo 1-cancerogeno certo per l'essere umano; 82 nel gruppo 2A- cancerogeno probabile; 311 nel gruppo 2B-cancerogeno possibile; 500 nel gruppo 3-non classificabile (Il fatto di dire“non lo so” non significa che non sia cancerogeno; dire "non so se c'è un rischio" è diverso da: "so che non c'è un rischio").

2.02'- Parlerò solo della monografia sui campi elettromagnetici, fatta nel 2011 e pubblicata nel 2013. Le frequenze interessate vanno dal 30 kHz fino al 300 GHz, quindi non copre solo i telefoni cellulari ma anche il wifi e altre frequenze. È importante perché certe persone pensano che la monografia riguardi solo i telefonini e che non ci sia da preoccuparsi per il wifi ad esempio. Quando hanno esaminato la classificazione, la maggior parte degli studi che c'erano erano studi fatti sopratutto nei paesi del Nord, fatti dallo svedese Lennart Hardell, e uno studio internazionale fatto dalla IARC: Interphone. C'era anche uno studio di coorte danese. Per gli studi sperimentali, c'erano studi che trovavano un rischio, altri no, e quindi non si sapeva bene

2.04'- Parlerò solo di epidemiologia perché è il mio settore. Per quel periodo della classificazione del 2011, parlerò solo di 2 studi. Poi più avanti parlerò di studi sui bambini. Hardell deve essere riconosciuto come il primo epidemiologo clinico ad occuparsi dei CEM, ed è stato fra i primi, in Svezia, a fare studi. È stato il primo a guardare se incideva l'età alla quale si incominciava a usare un telefono mobile. In questo studio degli anni 2000, considerava giovane una persona che ha iniziato ad usare il telefono cellulare prima dei 20 anni (adesso si inizia a 3 o 7 anni). È stato il primo a far vedere che quando si usa il telefonino prima dei 20 anni, è molto peggio che dopo, con un rischio moltiplicato per 3 di sviluppare un tumore al cervello. Il suo studio conclude che c'è un rischio nell'usare il telefono cellulare o un telefono cordless (DECT).

2.07'- Parlerò adesso dello studio Interphone. È stato fatto in 13 paesi (tra cui l'Italia), ed è iniziato alla fine degli anni '90. Lo studio è stato fatto bene (anche se presenta dei problemi, come ogni altro studio, nessuno è perfetto). Nonostante questi "problemi", dice qualcosa. È costato circa 20 milioni di dollari, di cui una parte veniva dall'industria della telefonia. Diciamo che c'era un conflitto di interesse "limitato". Significa anche che i finanziatori seguivano ed erano informati sui contenuti dello studio. È uno studio molto grosso, con più di 6000 "casi", un numero anche maggiore di "controlli". È stato fatto tra il 1999 e il 2004. A quell'epoca pochi avevano il cellulare e lo usavano solo per telefonare, e non per mandare messaggi, guardare un film o altro. Quindi, erano esposti a dei livelli e per delle durate molto inferiori a quanto avviene oggi. Alcuni paesi hanno iniziato a dare i risultati nel 2004, alla fine dello studio. Abbiamo dovuto aspettare il 2010 per vedere lo studio pubblicato. Perché? Non lo so. Ma questo lasso di tempo mi sembra un po' lungo. Per mettersi d'accordo sulle parole che sarebbero state scritte attorno ai numeri? Ma finalmente è uscito. Prima che uscisse, sono usciti i risultati di alcuni paesi (non dell'Italia, non sono mai stati pubblicati separatamente), dove si vedeva quello che è stato visto al livello dell'analisi completa. Cosa si vede? Era considerato un uso "regolare"dare almeno una chiamata alla settimana per 6 mesi. Era un altro mondo di quello di oggi. Non dobbiamo ridere. Hanno fatto quello che potevano fare con la situazione di allora. Il fatto interessante era che dai risultati paese per paese, si osservava che i più grossi utilizzatori hanno un rischio più alto di tumore al cervello. Lo considero un risultato importante, anche se i redattori hanno provato a minimizzare nei commenti. Quando il rischio più alto viene osservato tra gli individui più esposti, e sopratutto quando il rischio è più alto dal lato in cui si tiene il telefonino, non può essere un caso.
Quindi la conclusione come è stata scritta mi dà un po' fastidio. Dice: "Complessivamente, non è stato osservato nessun aumento del rischio di glioma o meningioma correlato all’uso di telefoni mobili. Ci sono indizi di un aumentato rischio di glioma ai più alti livelli di esposizione, ma errori metodologici e di altro genere impediscono di trarre un’interpretazione causale." Almeno hanno pubblicato questo, e si vede che i risultati Interphone vanno nello stesso senso di quelli di Hardell.

2.14'- Siccome ci vuole tempo per sviluppare un tumore, credo che non potevamo aspettarci di più. Quando un'agente è nuovo nella società, non possiamo aspettarci di avere dei casi di tumore la settimana dopo. per l’amianto che conoscete bene in Italia, ci sono voluti 40 anni prima che fosse riconosciuto cancerogeno. Per i telefoni cellulari siamo solo all'inizio. Dico che conviene considerare lo studio Interphone, non è uno studio "negativo", si trova quello che si poteva trovare attorno al 2000 per i primi utilizzatori del telefono cellulare. Stessa cosa per il neurinoma dell’acustico (non è un cancro, ma un tumore benigno, che dà problemi di udito e di equilibrio e la chirurgia, quando si deve usare, è pesante): utilizzano quasi le stesse frasi, ma si osserva anche per il neurinoma acustico un rischio maggiore per chi usa di più il telefonino.

2.16'- Con questi studi, la IARC ha messo i CEM nel gruppo 2B, perché l'evidenza era limitata (a quel tempo era vero) sia per gli umani che gli animali di laboratorio. Questa classificazione rifletteva la situazione di allora. Prima della riunione degli esperti, ho mandato una lettera per far notare il conflitto di interesse del presidente della commissione. È stato rimosso, ma ne è rimasto lo stesso qualcosa.

2.17'- Adesso parlerò dei bambini, perché sono il nostro futuro. Da 30 anni, c'è un aumento dei tumori fra i bambini ed è preoccupante. In particolare, la situazione sembra molto preoccupante in Italia. È importante capire perché questi bambini presentano un maggior numero di tumori oggi che 30 anni fa. Nel 2001, la IARC aveva classificato i ELF (extremely low frequency electric and magnetic fields) delle linee elettriche di alta tensione in classe 2B anche loro, basandosi su studi che evidenziavano un rischio aumentato di leucemie nei bambini.

2.19'- Ecco una diapositiva con lo studio di Om Gandhi che fa vedere che se un bambino ha un cellulare contro la testa, la parte di testa esposta è molto più importante che in un adulto. Parlerò di 2 studi che riguardano i tumori del cervello fra i bimbi e adolescenti. Il primo è CEFALO. State attenti alle date: lo studio CEFALO è stato accettato per la pubblicazione il 7 giugno 2011. Ma quando è finita la riunione della IARC per la classificazione dei CEM ? A fine maggio 2011, con un comunicato stampa il 31 maggio. Una settimana dopo usciva lo studio CEFALO! Per le altre monografie, quando la IARC sa che uno studio importante sta per uscire, contatta le riviste per affrettare la pubblicazione e poter prendere in considerazione lo studio nella monografia. Inoltre, 3 autori di CEFALO erano anche nella monografia della IARC (1 come esperto e gli altri 2 come segretari)! Queste 3 persone sapevano che esisteva lo studio CEFALO, ma non c'è neanche una parola al riguardo nella monografia. Perché è preoccupante? CEFALO era uno studio caso-controllo, come Interphone, ma mirato sulla fascia di età dai 7 ai 19 anni. Era fatto su 4 paesi: Danimarca, Norvegia, Svezia e Svizzera, con finanziamenti misti (non conosciuti in dettaglio). Ecco i risultati come sono stati pubblicati: "non c'è un rischio di tumore al cervello". Faccio notare che il rischio relativo è di 1,36 ma lo studio è troppo ridotto per numero di casi affinché il risultato fosse considerato come statisticamente significativo. Questa è la nuova religione. Non dirò che hanno fermato lo studio prima che fosse abbastanza grande per essere statisticamente significativo. Ma mi dà molto fastidio che sia scritto in modo così chiaro che questo studio dimostra che non c'è nessun effetto dell'uso del cellulare nei bambini. Ma se invece di leggerei commenti si guardano i risultati nelle tavole, si vedrà che su 116 rischi relativi, 97 sono superiori a 1, di cui 7 statisticamente significativi. Il che significa che c'è un rischio per alcune categorie. Il rischio è moltiplicato per 2 nei bambini che hanno da più tempo un abbonamento per il cellulare. Quindi questo studio che è sempre stato detto "negativo" in realtà non lo è per niente.

Non so che cosa sarebbe successo se questo studio avesse fatto parte della monografia. Forse alcune persone si sarebbero preoccupate di questi risultati. Ma il peggio devo ancora spiegarvelo.

2.23'- MOBI-KIDS è uno studio sul cancro nel cervello dai 10 ai 24 anni, fatto in 14 paesi (incluso l'Italia). Il protocollo è stato fatto bene. Siccome è finanziato in gran parte dalla Commissione Europea, dovevano consegnare un rapporto finale il 13 gennaio 2017. Lo studio era finito dal dicembre 2015, avevano speso i soldi, dovevano rendere conto di che cosa avevano fatto. Ma in questo rapporto dicono cos'hanno fatto, che questo studio è importante, che susciterà molto interesse, che è in preparazione una pubblicazione su una rivista e... non pubblicano i risultati ! Tutt’ora, 3 anni dopo, i risultati non sono ancora pubblicati! Da 2 anni faccio conferenze ripetendo: perché non abbiamo questi risultati ? E a differenza di Interphone non abbiamo nemmeno i risultati dei singoli paesi. Così si potrebbe vedere qualcosa come abbiamo fatto per Interphone. Qui non abbiamo niente. E non ne posso più di aspettare questi risultati. O lo studio non trova niente, allora va bene, almeno per il rischio dei cancro. Oppure, se c'è qualcosa, se i risultati sono come quelli di CEFALO, ma adesso con un numero di casi molto più grande (almeno il doppio), diventerebbero tutti statisticamente significativi e i CEM sarebbero classificati nel gruppo 1. In più questo studio è stato pagato dalla Commissione Europea, quindi da noi, e abbiamo bisogno, abbiamo il diritto di conoscerne i risultati. Dobbiamo proteggere le donne incinte e i bambini, ma ci sono  le antenne e non possiamo metterli in campi da concentramento. Quindi bisogna proteggere tutti. Credo che i responsabili locali, i sindaci di piccoli paesi (nelle grandi città è più complicato) hanno voglia di proteggere la popolazione, ma non hanno i mezzi per proteggerla.
Ippocrate diceva: "Primum non nocere": prima di tutto non nuocere, evitare di fare del male. Dove sono gli epidemiologi italiani? Voi avete dei bravi epidemiologi. PERCHÉ NON C'È PIÙ NESSUNO CHE PARLI DELLA NON PUBBLICAZIONE DI MOBI-KIDS ?
Chiudo con questa
citazione: "Il silenzio non è neutralità, è complicità."

Effetto Nocebo

L’effetto NOCEBO

Viene definito come EFFETTO NOCEBO quell’insieme di reazioni negative o disturbi indesiderati che un soggetto manifesterebbe per AUTOSUGGESTIONE in seguito alla esposizione ad un qualsiasi agente da questi PERCEPITO ERRONEAMENTE COME DANNOSO.
In sostanza, alla base di tutto ci sarebbe un meccanismo ansioso.

Ormai questo termine è diventato di uso routinario tra i negazionisti, secondo i quali la Ipersensibilità ai Campi Elettromagnetici (CEM) non esisterebbe e sarebbe solo il frutto di una eccessiva preoccupazione per gli effetti negativi causati dalla esposizione ai CEM.

In realtà ci sono alcuni punti fondamentali da chiarire in merito alla questione:

  1. La PERICOLOSITA’ DEI CEM purtroppo è REALE (non dovuta quindi ad un fenomeno di autosuggestione) e supportata a partire dagli anni ’50 da NUMEROSISSIMI STUDI, una minima parte dei quali è possibile leggere nella nostra sezione “Riferimenti scientifici”. E’ emerso che i danni cagionati alla salute, oltre alla Elettrosensibilità, includono malattie neurodegenerative, disturbi del comportamento, fenomeni di mutagenesi e cancro.
  2. Di quegli studi scientifici, numerosi sono quelli condotti in ambito PEDIATRICO e NEONATOLOGICO, nel mondo ANIMALE, ed in quello VEGETALE, quindi in situazioni di mancata percezione del pericolo(!). Essi hanno dimostrato in modo inequivocabile come l’EFFETTO NOCEBO sia una vera e propria invenzione per marginalizzare colpevolmente una reale emergenza sanitaria come la Elettrosensibilità.
    Perché se l’Elettrosmog provoca danno e malattie in animali e piante (vedi ad esempio alberi siti in prossimità delle Stazioni Radio Base), non è possibile pensare di escludere che faccia lo stesso negli esseri umani; purtroppo noi sappiamo bene che, fra i tanti possibili danni, c’è proprio la Elettrosensibilità, i cui segni e sintomi configurano un quadro di malessere cronico, e spesso anche di grave e drammatico stato di disabilità dovuto ad un REALE danno biologico;
  3. Chi lamenta disturbi da Elettrosensibilità, PRIMA ha iniziato ad accusare i segni e sintomi della malattia e solo SUCCESSIVAMENTE ha scoperto che questi erano provocati dalla esposizione ai Campi Elettromagnetici.
  4. A corollario di questa scoperta, è seguita la TOTALE REMISSIONE dei SEGNI e SINTOMI della malattia con l’allontanamento dalle fonti di Campi Elettromagnetici.
  5. Ad ulteriore corollario della scoperta, si è verificata SISTEMATICAMENTE una ripresa della malattia in caso di esposizioni successive ai Campi Elettromagnetici. Queste sono evidenze chiare ed innegabili, e sono perfettamente in linea con la “Evidence-Based Medicine”.
  6. Attualmente l’O.M.S afferma che non esistono criteri diagnostici chiari per l’EHS e non esiste alcuna base scientifica per associare i sintomi all’esposizione, per cui suggerisce di adottare il termine “Intolleranza Ambientale Idiopatica” per riferirsi a sintomi non specifici correlati a fattori ambientali di natura non nota.
    Questa posizione dell’O.M.S è basata su studi che prendono in considerazione dei test di provocazione che consistono nel sottoporre dei soggetti Elettrosensibili, in ambito sperimentale di laboratorio, a stimolazioni elettromagnetiche per valutare la loro capacità di discriminarne la reale presenza o meno.
    Ebbene, da questi studi pare non siano emerse “robuste evidenze” sul nesso causale tra esposizione e scatenamento dei sintomi. Pertanto, gli autori di queste sperimentazioni suggeriscono l’EFFETTO NOCEBO come reale causa del manifestarsi dei sintomi.
    Ma il fatto è che giganteschi sono i LIMITI METODOLOGICI di quegli approcci sperimentali, gravati da errori ed evidenti grossolanità oltreché, in molti casi, da condizionamenti indotti dalle fonti di finanziamento.
    Quando i test di provocazione sono stati condotti da RICERCATORI INDIPENDENTI, con serio criterio sperimentale ed in modo oggettivo e misurabile, il nesso di causalità è emerso chiaramente.
  7. Un altro punto critico della questione sui test di provocazione è che la componente più penosa e debilitante della malattia, dovuta alla REAZIONE IMMUNITARIA che segue le esposizioni ai Campi Elettromagnetici, si verifica a distanza di tempo da queste.
    Può capitare che il soggetto non percepisca nell’immediato la presenza disturbante del Campo Elettromagnetico (non tutti gli Elettrosensibili lo sentono distintamente, soprattutto se non sono stati sottoposti ad un adeguato wash-out!), ma ne sarà grandemente affetto a distanza di ore, pur non avendo avuto in fase di test reazioni importanti.
    Da qui si evince quanto siano stati inutili certi test di provocazione effettuati per verificare l’esistenza della malattia, condotti con una modalità similare al chiedere ad un malato di celiachia di riconoscere la presenza del glutine semplicemente assaggiando il cibo: il soggetto non può rendersene conto appena assaggia il cibo, perché solo a distanza di qualche tempo dalla ingestione partirà la risposta immunitaria che scatenerà in lui il quadro sintomatologico tipico e debilitante!