“NO SAFE PLACE shattered lives, healthcare set to crash − you can’t fix this fast enough” – Una lettera di Olga Sheean al Sindaco di Vancouver Gregor Robertson sulla Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS – Electromagnetic Hypersensitivity)

[NESSUN LUOGO SICURO IN CUI VIVERE…

Olga Sheean, una ex dipendente della Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra ora residente a Vancouver, BC, ha scritto una lettera straordinariamente appassionata ed articolata a Gregor Robertson, Sindaco della città di Vancouver, riguardo alla Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS) e ai pericoli della proliferazione del WiFi.

Anche grazie ai suoi trascorsi, Olga Sheean è una delle più preziose attiviste in ambito di EHS. E’ stata addirittura in grado di far accettare ad Orca Airways che i telefoni cellulari vengano spenti quando dei malati di Ipersensibilità Elettromagnetica viaggiano sugli aerei di quella compagnia.

La lettera in questione è un documento completo, che delinea gli effetti nocivi di dispositivi e infrastrutture Wireless in fase di lancio e promosse dal Comune di Vancouver. E’ davvero estremamente accurata e vale la pena leggerla.

I temi principali del documento sono i seguenti:

  • Ignorati, esclusi ed inabili – cittadini costretti a fuggire
  • Evidenza di effetti nocivi: fatti in breve
  • Dati scientifici contro pressioni politiche e disinformazione
  • Effetti fisici delle Radiazioni Elettromagnetiche
  • Sintomi principali della EHS
  • Importanti punti di riferimento sulla linea di confine dei Campi Elettromagnetici
  • Diritti umani e malefatte umane
  • Domande alle quali voi ed il governo dovete rispondere
  • Un assaggio di quello che verrà: il costo reale delle Radiazioni Elettromagnetiche
  • Gli scienziati chiedono misure più protettive, data crescente evidenza del rischio da Campi Elettromagnetici.

Ci teniamo a citare un paio di considerazioni importanti presenti nella lettera.

Facendo riferimento a ciò che la storia recente dovrebbe insegnarci, l’autrice dice:

“Un tempo…
… La Terra era piatta. Il fumo era buono per voi. Il Talidomide era favoloso nel risolvere le nausee mattutine. L’amianto consentiva un ottimo isolamento. L’energia nucleare era la strada da percorrere. Le colture di grano OGM erano una manna dal cielo per gli agricoltori di tutto il mondo. E gli oli idrogenati erano una scelta conveniente in termini di costo-beneficio. Adesso noi abbiamo WiFi e reti mobili, che ci connettono con tutti, ovunque, ogni secondo di ogni giorno…e creano nel nostro ambiente di vita una proliferazione di radiazioni pervasiva, virtualmente inevitabile, senza precedenti, non verificata, incontrollata ed in rapida crescita. Ma non preoccupatevi; il sindaco di Vancouver dice che è sicura!”

Facendo riferimento alle terribili condizioni di vita dei malati di Elettrosensibilità, i quali vedono negati i loro diritti umani fondamentali, dice:

“Sebbene l’essere esposti a radiazioni nocive senza il proprio consenso e al di là del proprio controllo sia decisamente una violazione di uno di diritti umani, è difficile stabilire esattamente quanti di quei diritti vengano violati. C’è il diritto alle pari opportunità, il diritto di avere mezzi di sussistenza, il diritto di accedere a tutti i servizi e comfort disponibili per i cittadini che non hanno la EHS, il diritto alla salute, il diritto di vivere in un ambiente sicuro, il diritto di scegliere se essere esposti a radiazioni nocive e forse anche il diritto di esistere, considerando i principali. Potrebbe anche essere considerata una negazione della nostra stessa umanità, data la nostra reazione naturale alle radiazioni e l’inevitabile punto di non ritorno dell’intolleranza del corpo per livelli sempre crescenti. Tutti noi abbiamo punti di non ritorno della intolleranza- … “

Buona lettura.]

July 2016/Luglio 2016

An urgent message for all humanity:

electromagnetic radiation is damaging our babies, brains, bodies and planet

The following letter (sent to the Mayor of Vancouver, Gregor Robertson, and the Canadian Prime Minister, Justin Trudeau, on 15 June 2016) has generated an overwhelming response from people all over the world. Many of them have electromagnetic hypersensitivity (EHS), but some of them are discovering this information for the first time and are alarmed by how much it has been distorted, downplayed and denied by those elected to protect our well-being. They have shared their own personal stories and some of them have also written to Robertson, as well as their own elected officials, expressing their concerns and calling for this issue to be urgently addressed.

The letter has gone viral, reaching thousands of people. It has been shared on social media, distributed on various networks, sent out in newsletters and its content re-purposed for other cities.

The information contained in this document applies to most developed countries, since Wi-Fi, cell phones and cordless phones are everywhere, saturating our environment with rapidly rising levels of radiation that’s affecting more and more people every day. I encourage you to share it as widely as you can, even if you are not personally (or knowingly) affected.

The more people I speak to about this, the more I (and they) realize that we’re all affected, in some way—some so severely that they can no longer function normally. I receive letters every day from those who are desperate for a solution and a safe place to live. I hear horror stories—a teenager committing suicide because she’s been forced to sit beside a Wi-Fi router at school, even though it makes her seriously ill; adults who have taken their own lives because there is nowhere for them to lead a normal life; and a 10-year-old boy who can no longer go to school as the Wi-Fi causes blinding headaches and makes him vomit. (For a list of symptoms of electromagnetic intolerance, see page 13.)

As much as 50% of the population in many developed countries will be affected by electromagnetic radiation by 2017.

The questions on pages 20 & 21 raise some key issues that politicians, decision-makers and Internet service-providers have an obligation to answer—but will be unable to, since the proliferation of electromagnetic radiation is now so vast and is escalating so rapidly that there is no way to measure, monitor or contain it.

As of 3 July 2016, I had not yet received a reply from Robertson or Trudeau, but I will be following up with them personally, sharing the many stories and messages I’ve received and alerting them to the growing public awareness of what’s really going on. Change will come as a result of your involvement. There is a tipping point for everything—your tolerance for the rising radiation, as well as the pressure we can collectively bring to bear on those tasked to protect our health, safety, human rights and natural environment.

We’re all in this together.

PDF File of the letter/File PDF della lettera:

no-safe-place-letter-to-gregor-robertson-240716

Source/Fonte:

http://olgasheean.com/no-safe-place/