Effetti del Wi-Fi in sperimentazioni di ratti in gestazione

EFFETTI DEL WI-FI SULLA PROLE DI RATTI ESPOSTI DURANTE LA FASE GESTATORIA

Ennesima sperimentazione (con i criteri della randomizzazione tra esposti e non esposti) che confuta inequivocabilmente l’effetto di una frequenza a 2.45 gHz (wi-fi) a carico dell’apparato neurologico di animali esposti.I nascituri hanno evidenziato:
1) squilibrio di stress ossidativo cerebrale con elevati livelli di MDA (malondialdeide) e perossido di idrogeno (H2O2) e diminuzione della attività della catalasi (CAT) e della superossido dismutasi (SOD) ed alterazioni dell’attività della colinesterasi.
2) alterato sviluppo neurologico.

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CEFALEA E TELEFONO CELLULARE

Importante metanalisi che evidenzia una chiara correlazione tra utilizzo del telefono cellulare e sviluppo di cefalea, in rapporto al numero giornaliero e alla durate delle chiamate. La cefalea rappresenta uno dei principali sintomi dell’elettrosensibiltà che in alcuni casi, per gravità e intensità, causa disabilità.

 

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ALFA AMILASI: un nuovo marker per diagnosi di elettrosensibilità

Un importante passo in avanti nel percorso diagnostico dell’elettrosensibilità. In questo studio si dimostra come la valutazione dell’alfa amilasi salivare possa rappresentare un criterio oggettivo e misurabile della malattia. Ancora una volta si evidenzia la futilità dei test di provocazione! L’elettrosensibilità è una malattia reale!

AMILASI

The effects of radiofrequency electromagnetic radiation on sperm function.

[Importante review condotta da ricercatori Australiani, che valuta gli effetti delle Radiofrequenze emesse dalla telefonia mobile sulla fertilità maschile.

Un ostacolo fondamentale all’attuale dibattito riguardo ai danni da Radiazioni Non-Ionizzanti sui sistemi biologici, e nello specifico sul sistema riproduttivo, è che non esiste un chiaro meccanismo per il quale tali Radiazioni li influenzerebbero. Pertanto, quei ricercatori hanno analizzato gli effetti documentati delle Radiazioni Elettromagnetiche in RadioFrequenza sul sistema riproduttivo maschile e preso in considerazione tutte le osservazioni comuni che potessero fornire spunti su un possibile meccanismo.

Di 27 studi analizzati, ben 21(!) hanno mostrato chiaramente una correlazione tra esposizione alle Radiazioni Elettromagnetiche in RadioFrequenza ed effetti negativi sugli spermatozoi, con conseguente danno al sistema riproduttivo maschile.

Fra i succitati 21 studi, 11 dei 15 che hanno investigato la motilità degli spermatozoi ne hanno evidenziato una significativa riduzione; tutti dei 7 che hanno misurato la produzione di Specie Reattive dell’Ossigeno ne hanno documentato livelli elevati; 4 dei 5 che hanno testato il danno al DNA ne hanno evidenziato la presenza.
In aggiunta, tutti e 6 gli studi che hanno investigato la riduzione dei livelli di antiossidanti hanno evidenziato questo fenomeno.

Alla luce di tutto questo, è stato ipotizzato un meccanismo di danno cellulare in due fasi in cui la Radiazione Elettromagnetica in RadioFrequenza, impattati i sistemi cellulari, porterebbe ad una disfunzione mitocondriale (N.B. La stessa evidenziata in altri studi a livello cerebrale, con conseguente danno neuronale) seguita da una elevata produzione di ROS (Specie Reattive dell’Ossigeno).

Forse una campagna seria da parte del Ministero della Salute sul problema della fertilità (vedi Fertility Day), dovrebbe tenere presente questo fondamentale fattore eziologico di infertilità!
Non credete?
]

Reproduction. 2016 Sep 6. pii: REP-16-0126. [Epub ahead of print]

By:

Houston B1, Nixon B2, King BV3, De Iuliis G4, Aitken RJ5.

1B Houston, School of Environmental and Life Sciences, University of Newcastle, Callaghan, 2308, Australia brendan.houston@uon.edu.au.
2B Nixon, Biological Sciences, University of Newcastle, Newcastle, 2308, Australia.
3B King, School of Mathematical and Physical Sciences, University of Newcastle, Newcastle, Australia.
4G De Iuliis, Biological Sciences, University of Newcastle, NSW, CALLAGHAN, 2308, Australia.
5R Aitken, School of Environmental and Life Sciences, University of Newcastle, Callaghan, 2308, Australia.

ARTICLE INFO

Article history
Published online before print: 6 September 2016

ABSTRACT

Mobile phone usage has become an integral part of our lives. However, the effects of the radiofrequency electromagnetic radiation (RF-EMR) emitted by these devices on biological systems and specifically the reproductive systems are currently under active debate. A fundamental hindrance to the current debate is that there is no clear mechanism of how such non-ionising radiation influences biological systems. Therefore, we explored the documented impacts of RF-EMR on the male reproductive system and considered any common observations that could provide insights on a potential mechanism. Among a total of 27 studies investigating the effects of RF-EMR on the male reproductive system, negative consequences of exposure were reported in 21. Within these 21 studies, 11 of the 15 that investigated sperm motility reported significant declines, 7 of 7 that measured the production of reactive oxygen species documented elevated levels and 4 of 5 studies that probed for DNA damage highlighted increased damage, due to RF-EMR exposure. Associated with this, RF-EMR treatment reduced antioxidant levels in 6 of 6 studies that studied this phenomenon, while consequences of RF-EMR were successfully ameliorated with the supplementation of antioxidants in all 3 studies that carried out these experiments. In light of this, we envisage a two-step mechanism whereby RF-EMR is able to induce mitochondrial dysfunction leading to elevated ROS production. A continued focus on research which aims to shed light on the biological effects of RF-EMR will allow us to test and assess this proposed mechanism in a variety of cell types.

Source/Fonte:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27601711

Full-text PDF file/File PDF del lavoro completo:

http://www.reproduction-online.org/content/early/2016/09/06/REP-16-0126.full.pdf

Studies that Show a Risk of Cancer from Exposures to Cellphone Radiation

[Bella presentazione di Lloyd Morgan sugli effetti delle radiazioni emesse dal telefono cellulare in termini di carcinogenesi (a livello cerebrale e del nervo acustico – gliomi e neurinomi, della ghiandola parotide, della mammella ed altri)  e di detrimento sulla spermatogenesi.]

2nd Neuroscience Stereology and Scientific Writing
Neuroscience
15 March 2016, Arusha Tanzania

L. Lloyd Morgan
Sr. Research Fellow
Environmental Health Trust

http://www.environmentalhealthtrust.org/

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Elettrosensibili

Source/Fonte:

http://anss2016.org/sayfa/8

Cell Phone Radiation Cancer Study: U.S. National Toxicology Program Presentation to NIEHS June 2016.

[Il 27 maggio 2016, il U.S. National Toxicology Program, degli U.S. National Institutes of Health, ha pubblicato un rapporto con i risultati parziali del loro ampio studio sulla cancerogenicità della Radiazione in RadioFrequenza (RFR, nota anche come Radiazione a Microonde) nei ratti maschi e femmine, e nei topi.

Questo studio, il più grande, il più ben progettato al mondo nel suo genere, e con un costo di 25 milioni di dollari, ha trovato un aumento dell’incidenza di tumori cerebrali rari chiamati gliomi nei ratti maschi e aumenti nei tumori dei nervi chiamati Schwannomi di cuore, timo e mediastino sia nei ratti maschi che nei ratti femmina esposti per due anni a due tipi di Radiazione in RadioFrequenza comunemente usati – Global System for Mobile (GSM) and Code Division Multiple Access (CDMA).

I risultati pubblicati sono definiti “parziali” perché più risultati sui ratti e tutti i risultati degli studi nei topi saranno disponibili entro il 2017.

Il video che segue è una presentazione del suddetto studio al National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS) tenutasi il 15-16 giugno 2016.

Potete trovare ulteriori informazioni nei link riportati sotto al video.]

[embedyt] http://www.youtube.com/watch?v=m6Qs6mCvmZc[/embedyt]

Pubblicato il 21 ago 2016

This $25 Million Dollar Study found increased cancer in rats exposed to wireless radiation for two years. FAQS at http://ehtrust.org/science/facts-national-toxicology-program-cellphone-rat-cancer-study/

This video is found online at http://ntp.niehs.nih.gov/about/org/bsc/meetings/docs/2016/june/videos.html

Radiofrequency radiation injures trees around mobile phone base stations.

[Difficile pensare che gli alberi temano dei possibili effetti nocivi dovuti alle Microonde e per questo si ammalino.
Conseguentemente, le evidenze riscontrate nello studio che segue, nello specifico evidenti danni in alberi siti in prossimità di Stazioni Radio Base, sono da ritenersi un fatto oggettivo.
Non si tratta quindi di Effetto Nocebo, bensì di reale nocività dei Campi Elettromagnetici in Alta Frequenza.
Se succede questo agli alberi, si possono escludere effetti negativi sui residenti in prossimità delle Stazioni Radio Base, pur nell’ambito dei limiti di legge? Decisamente no, ma qualcuno ancora lo nega…

La traduzione in Italiano dell’Abstract segue la versione in lingua originale.]

Sci Total Environ. 2016 Aug 20;572:554-569. doi: 10.1016/j.scitotenv.2016.08.045. [Epub ahead of print]

By:

Waldmann-Selsam C1, Balmori-de la Puente A2, Breunig H3, Balmori A4.

1Karl-May-Str. 48, 96049 Bamberg, Germany.
2C/Navarra, 1 5°B, 47007 Valladolid, Spain.
3Baumhofstr. 39, 37520 Osterode, Germany.
4Consejería de Medio Ambiente, Junta de Castilla y León, C/Rigoberto Cortejoso, 14 47071 Valladolid, Spain.

ARTICLE INFO

Article history
Published: August 2016

Keywords
Effects on trees; Electromagnetic radiation; Phone masts; Radiofrequencies

ABSTRACT

In the last two decades, the deployment of phone masts around the world has taken place and, for many years, there has been a discussion in the scientific community about the possible environmental impact from mobile phone base stations. Trees have several advantages over animals as experimental subjects and the aim of this study was to verify whether there is a connection between unusual (generally unilateral) tree damage and radiofrequency exposure. To achieve this, a detailed long-term (2006-2015) field monitoring study was performed in the cities of Bamberg and Hallstadt (Germany). During monitoring, observations and photographic recordings of unusual or unexplainable tree damage were taken, alongside the measurement of electromagnetic radiation. In 2015 measurements of RF-EMF (Radiofrequency Electromagnetic Fields) were carried out. A polygon spanning both cities was chosen as the study site, where 144 measurements of the radiofrequency of electromagnetic fields were taken at a height of 1.5m in streets and parks at different locations. By interpolation of the 144 measurement points, we were able to compile an electromagnetic map of the power flux density in Bamberg and Hallstadt. We selected 60 damaged trees, in addition to 30 randomly selected trees and 30 trees in low radiation areas (n=120) in this polygon. The measurements of all trees revealed significant differences between the damaged side facing a phone mast and the opposite side, as well as differences between the exposed side of damaged trees and all other groups of trees in both sides. Thus, we found that side differences in measured values of power flux density corresponded to side differences in damage. The 30 selected trees in low radiation areas (no visual contact to any phone mast and power flux density under 50μW/m2) showed no damage. Statistical analysis demonstrated that electromagnetic radiation from mobile phone masts is harmful for trees. These results are consistent with the fact that damage afflicted on trees by mobile phone towers usually start on one side, extending to the whole tree over time.

Source/Fonte:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27552133?dopt=Abstract

SEPARATORE AIE x sito

[IT]

Negli ultimi due decenni è avvenuta l’installazione di antenne della telefonia mobile in tutto il mondo e, per molti anni, c’e’ stato un dibattito nella comunità scientifica sul possibile impatto ambientale delle stazioni radio base della telefonia mobile. Gli alberi hanno diversi vantaggi rispetto agli animali come soggetti sperimentali e lo scopo di questo studio era di verificare se ci fosse una connessione tra danni insoliti (in genere unilaterali) agli alberi ed esposizione alle radiofrequenze. Per raggiungere questo obiettivo, è stato realizzato un dettagliato studio a lungo termine (2006-2015) di monitoraggio sul campo nelle città di Bamberg e Hallstadt (Germania). Durante il monitoraggio, sono state effettuate osservazioni e registrazioni fotografiche di danni agli alberi insoliti o inspiegabili, insieme a misure delle radiazioni elettromagnetiche in radiofrequenza. Nel 2015 le misurazioni dei campi elettromagnetici in radiofrequenza sono state portate a termine. Come sito dello studio è stato scelto un poligono che si estendeva attraverso entrambe le città, dove sono state effettuate 144 misure all’altezza di 1.5 metri in strade e parchi in differenti punti. Tramite l’interpolazione dei 144 punti di misura, siamo stati in grado di compilare una mappa elettromagnetica della densità del flusso di potenza in Bamberg e Hallstadt. Abbiamo selezionato 60 alberi danneggiati, in aggiunta a 30 alberi selezionati in modo casuale e a 30 alberi in aree a bassa radiazione (n=120) nell’ambito di questo poligono. Le misure presso tutti gli alberi hanno rivelato differenze significative tra il lato danneggiato che fronteggiava l’impianto di telefonia mobile e il lato opposto, come pure delle differenze tra il lato esposto degli alberi danneggiati e ambo i lati di tutti gli altri gruppi di alberi. Così, abbiamo trovato che le differenze laterali nei valori misurati di densità di flusso di potenza corrispondevano alle differenze laterali del danno. I 30 alberi selezionati nelle aree a bassa radiazione (nessun contatto visuale con impianti di telefonia mobile e densità di flusso di potenza sotto 50μW/m2) non presentavano danni. L’analisi statistica ha dimostrato che la radiazione elettromagnetica degli impianti di telefonia mobile è dannosa per gli alberi. Questi risultati sono coerenti con il fatto che il danno inflitto agli alberi dagli impianti di telefonia mobile solitamente inizia da un lato, per estendersi all’intero albero nel tempo.