Un pensiero su “Un sindaco dice “NO!” al WI-FI diffuso

  1. Ho letto l’articolo. Si fa passare il pensiero del sindaco Tola, frutto di un’attenta lettura di dati scientifici e del rispetto del Principio di precauzione, come un’avversione personale. Si fa leva sul conformismo della gente, che si sente (falsamente) rassicurata dal trovarsi in maggioranza e spronata dai media. Da parte dei sostenitori delle tecnologie wireless sento sempre la stessa frase sulla bassa potenza rispetto ai cellulari, come se la potenza fosse l’unico parametro da considerare. E’ un problema analogo all’omeopatia, che non si spiega con la chimica, ma con la fisica quantistica: non si può misurare un fenomeno col metro sbagliato. Resta poi la banale considerazione che mettere il wifi serve proprio ad aumentare di molto la diffusione di smartphone , tablet e dispositivi più invasivi, potenti e vicini al corpo delle persone. Al vituperato Tola resta la consolazione di trovarsi in affine compagnia coi “visionari” Galilei, Colombo, Semmelweis, l’immunologa Tetyana Obukhanych e, per restare sull’EHS, con migliaia di scienziati indipendenti e milioni di vittime di danni da sovraesposizione a tecnologie wireless e a dispositivi retroilluminati. Grazie.

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