FRANCIA – Sindrome da onde elettromagnetiche Pensione di invalidità a una donna

26 agosto 2015 – “Corriere della Sera”, Salute

[Anche una importante testata Italiana ha riportato la notizia dell’indennizzo riconosciuto ad una malata di Elettrosensibilità in Francia, chiaro segno del fatto che tutte le battaglie portate avanti da diversi esperti in materia di Elettrosmog ed Associazioni di malati stanno iniziando a dare i loro frutti.

Sono però d’obbligo alcune considerazioni nonchè una precisazione, che esponiamo a seguire.

La malattia viene definita “controversa” per la mancanza di prove scientifiche.
In realtà le prove scientifiche dei danni provocati dai CEM (campi elettromagnetici), soprattutto quelli in alta frequenza, sono numerose ed esistono da molti anni.  Infatti già nel lontano 1950, i  ricercatori russi che identificarono la cosiddetta “malattia da microonde”, descrissero danni in soldati e operai sottoposti ad una esposizione professionale giornaliera a radiofrequenze (RF) e apparecchiature a microonde.
Ciò che invece manca è una chiara conoscenza della patogenesi della malattia ed a questo proposito bisogna sottolineare che numerosissime
sono le malattie la cui patogenesi non è certa (malattie autoimmuni, epilessia, ecc.) ma, nonostante ciò, vengono riconosciute come tali e trattate al meglio delle possibilità terapeutiche.

Soprattutto a rischio sono i bambini, molto più suscettibili ai danni da CEM rispetto agli adulti.
E, seppur esistano in proposito chiare evidenze scientifiche provenienti da studi indipendenti (non quindi sovvenzionati dalle compagnie telefoniche) e rese note da tempo, nessuno si sta preoccupando di ridurre la esposizione dei bambini, che anzi stanno venendo incessantemente irradiati dalle microonde degli onnipresenti dispositivi Wireless, ora ampiamente utilizzati anche nelle scuole (nelle quali è obbligatoria l’installazione di reti Wi-Fi per la gestione delle attività).

Basandosi sulle attuali conoscenze, pare che la malattia abbia tra le cause principali una esposizione ai CEM ripetuta nel tempo anche a dosi non elevate, oltre alla esposizione acuta a dosi massicce.
Viene dunque da chiedersi quanti malati di Elettrosensibilità dobbiamo aspettarci in un futuro non troppo lontano, considerati l’abuso che si sta facendo della tecnologia wireless ed il numero sempre crescente di ripetitori della telefonia mobile che stanno venendo installati in prossimità delle abitazioni.

Ricollegandosi al discorso precedente, bisogna altresì chiedersi come lo Stato potrà gestire una simile emergenza sanitaria, considerato che tutti i soggetti colpiti saranno, oltreché dei malati molto sofferenti, anche degli inabili al lavoro bisognosi di una pensione di invalidità come la donna citata nell’articolo.

Infine vogliamo fare una precisazione. Questo parrebbe non essere il primo caso in Francia, poiché, secondo quanto riporta il giornale “Le Figaro”, una sentenza simile è stata emessa nel 2014, ed al seguente link potete trovare l’articolo originale de “Le Figaro-Santé” datato 17 aprile 2014:
http://sante.lefigaro.fr/actualite/2014/04/17/22237-premiere-indemnisation-pour-electrosensibilite]

Corriere

“Per la prima volta a Tolosa riconosciuto il danno per la controversa patologia per cui non ci sono prove scientifiche. Soddisfazione delle associazioni

Per la prima volta un tribunale ha riconosciuto come invalidante l’«allergia» alle onde elettromagnetiche. Lo ha deciso il tribunale di Tolosa che ha assegnato una pensione di invalidità per ipersensibilità relativa alle onde a una donna di 39 anni.

Una patologia controversa
La donna è afflitta da «ipersensibilità elettromagnetica», una patologia controversa su cui non ci sono prove scientifiche definitive, e che identifica come causa di una serie di sintomi le emissioni di antenne, cellulari, wi-fi. Nel 2005 l’Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto che l’elettrosensibilità è caratterizzata da diversi sintomi non specifici, differenti da una persona all’altra, ma che non esistono basi scientifiche che permettono di legare i sintomi all’esposizione ai campi elettromagnetici.

Riconosciuto un deficit funzionale dell’85%
Il tribunale per i contenziosi per invalidità di Tolosa, riferisce l’associazione “Robin des Toits – Robin dei tetti”, che si batte da tempo per il riconoscimento della sindrome, ha dato ragione alla donna che aveva fatto ricorso contro il rifiuto della sua richiesta di pensione d’invalidità. Ha riconosciuto alla 39enne un deficit funzionale dell’85% e quindi un contributo di 800 euro al mese per 3 anni, eventualmente rinnovabile. Lei, ex documentarista e drammaturga, oggi vive isolata sulle montagne dei Pirenei, senza elettricità.
La decisione del tribunale francese è stata accolta con entusiasmo dalle associazioni che chiedono attenzione verso questa «patologia».”

Articolo originale al seguente link:
http://www.corriere.it/salute/neuroscienze/15_agosto_26/sindrome-onde-elettromagnetiche-pensione-invalidita-una-donna-c44fddb8-4be1-11e5-b0ec-4048f87abc66.shtml