Autore: Giorgio Cinciripini

Assemblea Ordinaria 2024

L’Associazione degli ipersensibili ai campi elettromagnetici
convoca l’assemblea ordinaria dei soci che si terrà in videoconferenza

 

il giorno 8 Giugno 2024 alle ore 20:00 in prima convocazione
il giorno 8 Giugno 2024 dalle ore 21 alle ore 23 in seconda convocazione

 

 

All’Ordine del Giorno, verranno trattati i seguenti argomenti:

1. Attività svolta nel 2023
2. Conto economico 2023
3. Elezione del Presidente
4. Elezione di no. 4 Consiglieri
5. Attività programmate per il 2024
6. Varie ed eventuali

 

Ai sensi dell’art. 10 dello Statuto associativo è possibile trasmettere l’espressione del voto:
– per corrispondenza o in via elettronica (a: vicepresidente@elettrosensibili.it) da recapitare
entro il 6/6
– Tramite delega (massimo 3 deleghe per socio) da inviare al delegato oppure via email a
vicepresidente@elettrosensibili.it entro il 6/6
Votazione online durante la riunione in videoconferenza tramite la piattaforma Zoom.
Il 29/5 verranno inoltrati ai soci i documenti da votare, compresa la lista dei candidati.

 

Con la presente email, si invitano i soci ad inviare propria candidatura al ruolo di presidente o di
consigliere tramite email a vicepresidente@elettrosensibili.it, entro il 27/5
Si ricorda che potranno candidarsi e/o votare solo i soci in regola con la quota associativa, che
deve essere stata pagata dopo il 8.6.2023

 

Data l’importanza dei temi trattati si raccomanda di non mancare
Il Presidente, Paolo Orio

Parte il progetto di crowfunding per la realizzazione di un Fumetto

Lo sconsiderato e folle aumento dei limiti espositivi per le radiofrequenze, da 6 a 15 V/m, pone grandi preoccupazioni di ordine sanitario, in particolar modo per le persone che già sono elettrosensibili e per quelle che ineluttabilmente lo diventeranno, senza contare l’incremento di altre gravi patologie.

Abbiamo una GRANDE POSSIBILITA’  per far conoscere ulteriormente questa patologia ambientale tramite la partecipazione al crowdfunding ” Matto per i Funghi” , la prima Graphic Novel sull’Elettrosensibilità, grazie alla creatività di Francesco Filippi, elettrosensibile e socio AIE.
qui il link alla piattaforma per la raccolta fondi
Partecipiamo con generosità e numerosi!
Paolo Orio presidente AIE

La Regione Calabria riconosce fibromialgia ed elettrosensibilità

Il 12 marzo il Consiglio Regionale della Calabria ha approvato all’unanimità la legge regionale 8/2024, con la quale si riconosce la rilevanza sociale della fibromialgia e della elettrosensibilità.

La Regione, in attesa del riconoscimento della fibromialgia e della elettrosensibilità a livello nazionale, vuole promuovere l’istituzione di ambulatori dedicati all’attività gratuita di screening e l’istituzione a livello ospedaliero e territoriale di ambulatori multidisciplinari dedicati unicamente alle predette patologie.

La legge, inoltre, nel riconoscere il rilevante apporto delle associazioni  istituisce un registro regionale per la fibromialgia e un registro regionale per la elettrosensibilità al fine di tracciarne l’incidenza e la prevalenza a livello regionale.

qui il testo 

Dopo la Regione Basilicata, che nel 2013 ha inserito la elettrosensibilità tra le patologie rare con diritto all’esenzione per l’accertamento della diagnosi e l’erogazione delle prestazioni, la Regione Calabria grazie alla particolare sensibilità verso i malati fibromialgici ed elettrosensibili dimostrata dal Consiglio regionale è la prima Regione che ha riconosciuto la rilevanza sociale della elettrosensibilità.

Un particolare ringraziamento alla consigliera Pasqualina Straface prima firmataria e relatrice, agli altri consiglieri sottoscrittori e al consigliere Giuseppe Neri, i cui emendamenti alla proposta originaria riguardante la fibromialgia consentiranno anche ai malati elettrosensibili di poter sperare in un percorso di cura.

Paolo Giunta                                                                                                               Paolo Orio

Referente Regionale A.I.E                                                                                           Presidente Nazionale A.I.E.

il docu-film SENSIBILE pienamente disponibile per la visione

Risale a 6 anni  fa la produzione del film documentario SENSIBILE che fu diretto dal regista Alessandro Quadretti e parla di elettrosensibilità.

Ci sono diverse interviste intrecciate con persone affette da questa patologia, intercalate con interviste agli esperti. In primis il Prof Giuseppe Genovesi, che fu il punto di riferimento medico e scientifico presso la Università LaSapienza di Roma su MCS e EHS. Purtroppo ci ha lasciato.

 

Il film su supportato sia finanziamente che nella ricerca delle persone da intervistare dalla ns Associazione.

 

Quindi il film lo potete vedere in Youtube                   https://www.youtube.com/watch?v=Vk9L6yVBRwM       

 

Ha i sottotitoli in Inglese.

Se qualcuno di voi vuole proiettare in una sala su schermi, abbiamo la versione ad hoc. Basta chiedere!

 

Appello di Legambiente e di AMICA contro l’incremento dei limiti espositivi

Legambiente: “Insensato innalzare i limiti elettromagnetici, per digitalizzare il Paese bastano gli attuali 6 V/m.

Al Governo e alle Commissioni torniamo a chiedere un Tavolo di Lavoro per ragionare insieme sulle possibili strategie da mettere in campo, raggiungendo gli obiettivi di digitalizzazione, mettendo in primo piano la salute dei cittadini e delle cittadine, a partire dalle fasce di popolazione più sensibili”

In arrivo – all’inizio della prossima settimana – in uno dei prossimi Consiglio dei Ministri, una norma per innalzare i limiti elettromagnetici dagli attuali 6 V/m a 24 V/m. Una scelta pericolosa e insensata quella che si appresta a prendere il Governo Meloni su cui Legambiente torna ad esprimersi, denunciandone minacce e zone d’ombra.

“Continuiamo a ripeterlo con forza da anni: non esiste nessun motivo per innalzare il valore di attenzione per i campi elettromagnetici generati dalle alte frequenze se non quello economico da parte dei gestori delle telecomunicazioni che intendono, dopo aver acquistato le licenze per il 5G, risparmiare sui costi delle infrastrutture – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente -. Quella che si appresta a prendere il Governo Meloni è una scelta insensata che accontenta le richieste di parte dell’industria del settore e di Asstel, ma che si rivela potenzialmente pericolosa per la salute della popolazione, considerando che le ultime ricerche mettono ben in evidenza come gli attuali 6 V/m siano cautelativi. Al Governo e alle Commissioni torniamo a chiedere, insieme alle 95 realtà della Rete 6 V/m, non solo di mantenere inalterati gli attuali limiti, ma di aprire un Tavolo di Lavoro e di confronto per ragionare insieme sulle possibili strategie da mettere in campo, raggiungendo gli auspicabili e fondamentali obiettivi di digitalizzazione, mettendo in primo piano la salute dei cittadini e delle cittadine, a partire dalle fasce di popolazione più sensibili”.

“4 miliardi di euro – aggiunge Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente – questo il valore che il Governo Meloni ha deciso di dare alla salute della popolazione che vive nel nostro Paese con la scelta irrazionale che si prepara a prendere. Per una volta che l’Italia poteva vantarsi di una normativa avanzata, cautelativa ma in grado di far sviluppare il 5G senza mettere a rischio la salute della popolazione, facciamo un passo indietro per soli 4 miliardi di euro. Siamo basiti soprattutto perché ci si affida a valutazioni scientifiche di un solo soggetto, l’ICNIRP, che la stragrande maggioranza del mondo scientifico, e non solo, valuta vetuste, visto che hanno più di 25 anni e che prendono in considerazione solo gli effetti termici, e non quelli biologici. Il Governo Meloni fermi subito questa proposta e si sieda ad un tavolo di confronto e di lavoro”.


 

Appello degli Scienziati per la sicurezza elettromagnetica

 

Comunicato stampa: Roma, 4 agosto 2023

 

Oltre 50 scienziati esperti di effetti biologici dei campi elettromagnetici hanno firmato in sole 48 ore un appello rivolto al Governo Italiano per chiedere di adottare limiti di legge adeguati a proteggere la salute della popolazione.

“Abbiamo deciso di scrivere questo appello appena saputo che il Governo stava valutando un aumento dei limiti di legge per la radiofrequenza per promuovere lo sviluppo della rete 5G”, dichiara il Dott. Fiorenzo Marinelli, già ricercatore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerca di Bologna. “Un aumento dei limiti sarebbe una scelta del tutto irrazionale e pericolosa per la salute pubblica, visto che la ricerca scientifica ha dimostrato che gli attuali standard di sicurezza sono inadeguati.”

 

In Italia la legge sui campi elettromagnetici prevede tre limiti:

  • Il limite massimo di 20 V/m (mentre gli standard internazionali promossi dall’ICNIRP è di 61 V/m);
  • Il valore di attenzione di 6 V/m per le aree dove la popolazione soggiorna più di quattro ore, come le abitazioni e i luoghi di lavoro;
  • Il limite di qualità per proteggere fasce più vulnerabili della popolazione che è sempre 6 V/m perché all’epoca il legislatore presumeva che il valore di attenzione fosse già sufficientemente cautelativo.

 

“Da almeno vent’anni la ricerca scientifica ha chiarito che è 0,6 V/m il limite adeguato a prevenire gli effetti a lungo termine dell’esposizione alle radiazioni da radiofrequenza”, continua ancora il Dott. Marinelli. “Gli standard internazionali considerano sicuro il limite di 61 V/m, ma questo tutela solo dagli effetti acuti dei campi elettromagnetici, ovvero dal riscaldamento da essi prodotti.”

“Bisogna tenere conto della mole di studi che dimostrano gli effetti non termici della radiofrequenza, compreso l’effetto cancerogeno che si osserva nei forti utilizzatori dei cellulari e nella popolazione più esposta alle antenne”, dichiara il Dott. Livio Giuliani, già dirigente di ricerca ISPESL/INAIL e portavoce della Commissione Internazionale per la Sicurezza Elettromagnetica (ICEMS).

Il limite di 0,6 V/m è stato proposto per la prima volta nel 2000 dalla “Risoluzione di Salisburgo”, a conclusione di un convegno a cui hanno partecipato sia il Dott. Marinelli che il Dott. Giuliani.[1]  Lo stesso limite è stato poi ribadito da diverse risoluzioni di scienziati indipendenti.[2],[3],[4],[5]

Nel 2011 il Consiglio d’Europa ha concluso all’unanimità con la Risoluzione 1815 che bisogna adottare immediatamente il limite di 0,6 V/m e puntare sul lungo termine alla riduzione delle radiazioni fino alla soglia di 0,2 V/m.[6]

“A chi conviene davvero questo aumento dei limiti di legge per la radiofrequenza?”, continua il Dott. Livio Giuliani. “Lo sviluppo delle reti 5G rappresenta un enorme potenziale di sviluppo per la piccola e media impresa italiana di elettronica, di telecomunicazioni e di impiantistica civile che sarebbero chiamate dalle multinazionali a realizzare una pianificazione e corretta installazione di nuove antenne sul territorio per far rientrare le emissioni elettromagnetiche nel limite attuale di 6 V/m.”

Con l’aumento dei limiti della radiofrequenza ambientale le multinazionali potrebbero installare nuove antenne e antenne più potenti sui siti attuali, con un risparmio stimato di circa 1,3 miliardi di Euro ciascuna. Le multinazionali licenziatarie dei servizi di telefonia mobile in Italia sono tutte straniere: TIM è francese, Vodafone è inglese, Wind 3G è di Hong Kong, Iliad è francese e Fastweb è svizzera.

“L’aumento dei limiti, quindi pone non solo un problema di salute pubblica, ma anche una seria questione di opportunità economica – denuncia il Dott. Giuliani – perché distoglierebbe un giro di affari dal mercato interno italiano per andare a costituire profitti per società estere.”

“Le radiazioni della tecnologia 5G, inoltre, non è stata sufficientemente studiata e diversi lavori già oggi concludono che servono limiti più cautelativi per proteggere da questo tipo di radiazioni che sono fortemente pulsate e polarizzate.”

“Oltre alla salute dell’Uomo, siamo preoccupati per i rischi che l’aumento della radiofrequenza ambientale comporterebbe sulla biodiversità e anche sui consumi energetici”, continua il Dott. Marinelli. “Studi hanno dimostrato che le radiazioni wireless comportano un consumo molto più elevato delle comunicazioni via cavo; quindi sarebbe molto più razionale investire sulle reti cablate per far arrivare la fibra ottica in ogni edificio del nostro Paese. Lo sviluppo della tecnologia delle reti senza fili non può in ogni caso prescindere dalla tutela dei valori primari della salute pubblica e dell’ambiente.”

“Abbiamo voluto inserire alcune pubblicazioni dei firmatari dell’appello proprio perché i politici possano rendersi conto che la richiesta di abbassare i limiti di legge arriva da scienziati con una vasta esperienza sul campo”, conclude il Dott. Marinelli.

Hanno sottoscritto l’appello scienziati di primo piano come l’oncologo svedese Lennart Hardell che ha pubblicato decine di studi sul rischio cancerogeno dei cellulari e delle relative antenne, il professore emerito Henry Lai dell’Università di Washington, editor della rivista Bioelettromagnetics e l’ex direttore dell’Agenzia Europea per la Protezione Ambientale, il Prof. David Gee.

 

 

Ufficio stampa:

Dott.ssa Francesca Romana Orlando

Giornalista professionista

[1] https://www.icems.eu/docs/resolutions/Salzburg_res.pdf

[2] Risoluzioni della Commissione Internazionale per la Sicurezza Elettromagnetica: https://www.icems.eu/resolution.htm

[3] Rapporto del Gruppo Bioinitiative: https://bioinitiative.org/

[4] London Resolution: https://pdf.sciencedirectassets.com/271172/1-s2.0-S0928468009X00039/1-s2.0-S0928468009000662/main.pdf

[5] Seletun Resolution:  https://www.iemfa.org/seletun-statement/

[6] https://assembly.coe.int/nw/xml/XRef/Xref-XML2HTML-en.asp?fileid=17994

 

Liveli Essenziali di assistenza per l’elettrosensibilità: il Ministero della Salute ha detto NO!

Il Ministero della Salute ha comunicato ai legali dell’Alleanza Italiana Stop5G che la Commissione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) non ha accolto la proposta di aggiornamento per il riconoscimento nazionale dell’Elettro-iper-sensibilità (EHS)

Motivazioni:

I dati ad oggi disponibili non consentono di stabilire in maniera univoca un nesso causale tra l’esposizione ai campi elettromagnetici e la condizione in questione. Le evidenze scientifiche a tutt’oggi disponibili sono ancora limitate” – si legge nella nota firmata da Stefano Lorusso, direttore generale della Direzione generale della programmazione sanitaria – “anche l’OMS non ha riconosciuto tale condizione come malattia univoca all’interno del sistema di classificazione internazionale delle malattie (ICD – International Classification of Diseases). La condizione necessita di adeguata ricerca di base e clinica che consenta di definire la patologia e i relativi bisogni assistenziali.”

 

Nulla di nuovo !

 

Il supporto scientifico alla richista è stata data dalla Drsa Anna Zucchero (quale socio di ISDE)

Una tesi universitaria in Legge su elettrosensibilità, CEM, 5G

Riceviamo dalla Dottoressa Valeria Strenghetto copia della sua tesi discussa presso l’Università di Ferrara dal titolo: L’inquinamento elettromagnetico nell’Unione Europea anche con riferimento al 5G

 

La neo-dottoressa ha studiato la tematica anche con un’attenzione alla elettrosensbilità e alle attività svolte dalle associazioni storiche per il suo riconoscimento.

Durante una piacevole telefonata lei ha espresso il suo desiderio di interessarsi professionalmente degli aspetti legati alla difesa dell’ambiente.

 

Quindi un ‘in bocca al lupo’ per una vita professionale brillante e di soddisfazione

 

Qui il link alla copia della tesi