Dr . Paolo Orio, Presidente
L’elettrosensibilità (Electrohypersensitivity, EHS) è una patologia ambientale legata all’esposizione ai campi elettromagnetici artificiali (CEM) di bassa e di alta frequenza (ELF e RF/MO). Per elettrosensibilità si intende una complessa reazione avversa multiorgano caratterizzata da una moltitudine di sintomi aspecifici (cefalea, insonnia, disturbi dell’attenzione e della memoria, alterazioni del ritmo cardiaco, nausea, tinnito, etc.). Tali sintomi possono aggravarsi e cronicizzarsi e diventare talmente disabilitanti da compromettere la qualità della vita a causa del necessario allontanamento dalle sorgenti di CEM abitualmente presenti negli ambienti in cui si vive. Ciò implica la perdita delle relazioni sociali, degli affetti, del lavoro e dell’uso della propria abitazione. I sintomi dell’elettrosensibilità, frequenti e persistenti, sono scatenati dalle emissioni a radiofrequenza/microonde, pulsate-modulate ma anche dalle emissioni a bassa frequenza. Le sorgenti di tali radiazioni includono telefoni cellulari, cordless DECT, computer Wi-Fi/Bluetooth, router Wi-Fi, smart meter, Stazioni Radio Base, hot spot Wi-Fi, elettrodomestici, elettrodotti. L’evitamento/minimizzazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici artificiali è la modalità più efficace per ridurre i sintomi . Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dal 2 % al 3 % della popolazione soffre di elettrosensibilità. Il 10% dei malati è gravemente disabile ma i dati risalgono al 2004 e sono sottostimati. In uno studio pubblicato da Belpomme e Irigaray , la prevalenza in diversi Paesi, di soggetti elettrosensibili è stimata tra 0,7% e 10%. Da questi dati è possibile affermare che il 3-5% della popolazione mondiale presenta sintomi di elettrosensibilità – in Europa 13 milioni di persone –, ma è prevedibile un aumento dell’incidenza della patologia legato alla massiccia e crescente esposizione alle radiazioni wireless. L’EHS colpisce più frequentemente le donne rispetto agli uomini (probabilmente per il loro assetto ormonale) ed è spesso associata alla MCS (sensibilità chimica multipla) ed alla fibromialgia. Non ci sono limiti di età – si ammalano anche bambini e anziani – ma la fascia maggiormente interessata va dai 40 ai 60 anni .L’elettrosensibilità è una patologia conosciuta da tempo. È stata descritta negli anni ’50 nei paesi dell’est Europa come nuova malattia occupazionale. Definita malattia da onde radar e in seguito malattia da microonde interessava operatori radar, addetti a stazioni radio/televisive e ad impianti di telefonia. Negli anni ’80 Johansson la definì dermatite da schermo. I sintomi, insorti negli operatori dei videoterminali, interessavano prevalentemente la cute del volto (bruciore, prurito, arrossamento, papule e pustole) ma anche il sistema nervoso ed il. Nel 1981 il report della NASA “Electromagnetic Field Interactions: Observed Effects and Theories” descrive la malattia da microonde – insorta nel personale militare che lavorava vicino ai radar – e i numerosi sintomi ad essa associati: mal di testa, tinnito, affaticamento, disturbi del sonno, sonnolenza diurna, irritabilità, alterazione dell’umore, disturbi della memoria, difficoltà respiratoria, etc. A partire dagli anni ’90, con la massiccia diffusione della tecnologia wireless, sono aumentate notevolmente le segnalazioni di sintomi soggettivi riferibili all’elettrosensibilità, avallati da studi epidemiologici osservazionali condotti in ambito residenziale Studi ben condotti hanno evidenziato chiare reazioni somatiche nei soggetti elettrosensibili sottoposti a CEM, prendendo in considerazione parametri organici oggettivi e misurabili come, ad esempio, la variazione della frequenza cardiaca, il microcircolo capillare ed i potenziali elettrici cutanei. Numerosi studi pubblicati da ricercatori autorevoli dimostrano che l’EHS si può identificare attraverso criteri oggettivi e misurabili. I principali meccanismi patogenetici implicati sono lo stress ossidativo, da inquadrare in un processo di risposta infiammatoria cronica che interessa soprattutto il sistema nervoso centrale, e i polimorfismi genetici. Nella Risoluzione del 2 aprile 2009 “sulle preoccupazioni per la salute connesse ai campi elettromagnetici”, il Parlamento Europeo ha invitato gli Stati membri a riconoscere l’EHS come disabilità, seguendo l’esempio della Svezia. Il Consiglio d’Europa, nella Risoluzione 1815 del 27 maggio 2011, raccomanda di porre particolare attenzione alle persone elettrosensibili, intolleranti ai CEM, e di introdurre misure speciali per proteggerle, compresa la creazione di aree libere dalle onde, non coperte da reti wireless