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LECCE: UN PASSO AVANTI NELLA LOTTA ALL’ELETTROSMOG

14 giugno 2016 – “www.terranuova.it”

Con il patrocinio dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Lecce, il Comitato Lecce Via Cavo, insieme alle Associazioni Consumatori Codacons e Codici, a Csv Salento e all’Associazione Italiana Elettrosensibili, ha realizzato la locandina “Dai voce al tuo cervello”.

Lecce: un passo avanti nella lotta all'elettrosmog

«L’iniziativa nasce dalla necessità di informare la popolazione sui possibili danni alla salute legati all’uso di cellulari, cordless, tablet, wifi, etc. – spiegano i promotori – Le radiofrequenze, utilizzate dalla tecnologia senza fili sono state classificate nel 2011 dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), afferente all’Organizzazione Mondiale per la Salute (OMS), come “possibile cancerogeno per l’uomo”. In quell’occasione il direttore della IARC ha affermato che “in attesa di ulteriori informazioni è importante adottare misure pratiche per ridurre l’esposizione, per esempio usando gli auricolari e i messaggi non in voce”. Da allora sono emerse nuove evidenze scientifiche che correlano l’esposizione alle radiofrequenze con l’insorgenza di tumori maligni al cervello, disordini neurologici, danni al Dna, diminuzione dell’udito, sintomi di elettrosensibilità, alterazioni del ritmo cardiaco, insonnia, cali di memoria, disturbi cognitivi, etc.».

«La locandina, che sarà diffusa nelle farmacie di Lecce e provincia, ed anche in altri esercizi commerciali e studi medici, suggerisce alcuni comportamenti per ridurre la propria esposizione alle radiofrequenze, come quello di tenere lontano il cellulare quando si aspetta la connessione o mentre si invia un sms, o spegnere il wifi quando non è in uso, soprattutto durante la notte per evitare disturbi del sonno, staccando la spina. I bambini andrebbero maggiormente tutelati, poiché sono particolarmente vulnerabili alle radiofrequenze e per la loro esposizione precoce corrono un rischio maggiore di manifestare in età adulta malattie neurodegenerative e tumori. L’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Lecce, da sempre sensibile e attento alle problematiche sanitarie ricopre ancora una volta un ruolo di primo piano nella tutela della salute pubblica e della prevenzione delle malattie. L’uso del cellulare e dei dispositivi wifi è diffusissimo ma pochi conoscono i reali danni alla salute che ne potrebbero derivare, anche per livelli di esposizione inferiori ai limiti di legge. Tantissimi studi sono stati realizzati dal 2011 in poi. Ultimo in ordine di tempo è quello condotto dall’ente governativo statunitense National Toxicology Program e costato fino ad ora 25 milioni di dollari. I primi risultati, pubblicati qualche giorno fa, hanno evidenziato un incremento significativo di due tipi di cancro nei ratti esposti alle radiofrequenze: glioma (tumore delle cellulari gliali del cervello) e schwannoma maligno del cuore. Anche uno studio recente condotto dall’Istituto Ramazzini di Bologna ha evidenziato un aumento significativo di schwannoma maligno del cuore nei ratti esposti a campi elettromagnetici di bassissima frequenza. Il professor David Carpenter, direttore dell’Istituto per la Salute e l’Ambiente dell’Università di Albany (New York) ha affermato: “Siamo a un punto di svolta. Sarà molto difficile per i negazionisti non riconoscere l’associazione tra radiofrequenze e tumori”».

 

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Fonte:

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Scuola digitale, il progetto cresce. Protestano i genitori anti wifi

15 maggio 2016 – “www.quotidianodipuglia.it”/Lecce, di Stefano Martella

Scuola digitale, il progetto cresce. Protestano i genitori anti wifi

Digitalizzare Lecce, digitalizzare le scuole e le nuove generazioni. È stato questo l’obiettivo portante di Code4Lecce Day, incontro tenutosi ieri mattina alle Officine Cantelmo ed evento conclusivo di #HPECode4Lecce, progetto del Comune di Lecce, con l’Assessorato alle Politiche Comunitarie e Assessorato alla Pubblica Istruzione, in collaborazione con HP Enterprise, azienda leader nel settore delle attrezzature informatiche.
Il progetto punta a innovare tutta la filiera educativa: dalla scuola primaria alla formazione professionale, supportando con tecnologie innovative i modelli pedagogici e didattici. Insomma, insegnanti e alunni avranno a che fare sempre di più con una istruzione digitalizzata. Infatti, nell’ambito del progetto, più di mille bambini delle scuole leccesi hanno partecipato ad incontri di coding, ovvero a giochi di programmazione informatica.
Inoltre altri incontri sono stati pensati per formare i docenti su queste nuove tecnologie.

Oltre alla formazione, il progetto prevedeva una fase di vera e propria fornitura accessoria. Per questo sono stati installati 49 hotspotswifi gratuiti sugli istituti scolastici e altri luoghi culturali. Poi, sempre ieri mattina, ai dirigenti scolastici sono stati consegnati centinaia di tablet, robottini elettronici e pc.
In futuro verrà previsto anche il rilascio di 1750 certificazioni digitali, delle quali una prima parte è già stata prenotata dalle scuole per i loro studenti, mentre una seconda sarà destinata a cittadini leccesi. Soddisfazione è stata espressa dal’assessore Alessandro Delli Noci: «Creare una cittadinanza digitale era l’obiettivo iniziale del progetto e certamente abbiamo gettato delle buone basi, con un investimento enorme nella formazione e nelle infrastrutture digitali – afferma l’assessore – Dal binomio innovazione e cultura passa il futuro di questa città e la sua ribalta nazionale ed internazionale. Abbiamo contribuito fattivamente alla formazione di cittadini digitali protagonisti e consapevoli».

Loredana Capone, assessore regionale allo Sviluppo economico, era presente all’incontro ed esprime la sua soddisfazione per il progetto e per la sinergia con cui due enti pubblici hanno collaborato per il territorio: «Formare il cittadino digitale: questo è un compito importantissimo non più rinviabile – commenta Capone -. Perché il mondo cambia rapidamente e i giovani devono essere pronti ad affrontarlo.
Se vorranno creare un’impresa o lavorare come manager, per ogni ruolo sarà indispensabile conoscere queste tecnologie. Ma il circolo virtuoso deve prevedere che anche i servizi siano resi in modo digitale e, quindi,formare le competenze è fondamentale».

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LA CONTESTAZIONE

«Perché irradiamo i nostri bambini se li amiamo?». Era questa la domanda provocatoria che i componenti del Comitato “Lecce Via Cavo” – un collettivo di genitori contrari all’utilizzo della tecnologia wifi nelle scuole – ponevano sopra alcuni volantini che hanno distribuito all’interno delle Officine Cantelmo, mentre sul palco si avvicendavano
gli ospiti. Altri hanno mostrato dei cartelloni di protesta.
L’intento è stato quello di accendere un faro sulla pericolosità delle onde elettromagnetiche sulla popolazione, specialmente quella più piccola.

«Il Comune installa 50 nuove antenne sugli edifici scolastici e promuove la tecnologia wifi anche all’interno
delle scuole, ignorando gli avvertimenti sulla salute provenienti dalla scienza internazionale ed esponendo la popolazione studentesca ad un rischio maggiore di manifestare in età adulta danni neurologici e tumori – dice Fabia del Giudice, rappresentante del comitato -. Particolare attenzione va rivolta ai bambini: i loro corpi sono più piccoli, le ossa del cranio sono più sottili e il loro sistema nervoso è in via di sviluppo. Nel 2014 il dottor Miller, consulente dell’Oms e del National Cancer Institute, ha affermato che le radiazioni wireless, provenienti ad esempio da wifi o tablet, non devono entrare nelle scuole, soprattutto nelle primarie». Sono tanti i motivi che spingono i membri del comitato a manifestare il loro scetticismo sull’utilizzo di questa tecnologia nelle scuole. Non c’è solo il rischio di contrarre tumori, a spaventare sono anche altri disturbi. «Nei bambini l’uso precoce può influire negativamente su attenzione, memoria e sviluppo del linguaggio – continua del Giudice -. Pc e tablet diminuiscono la capacità di leggere e scrivere correttamente. Per l’Accademia degli studi di Francia producono crisi nel ragionamento induttivo. Altri studi hanno evidenziato l’insorgenza di demenza digitale in bambini e adolescenti assidui utilizzatori di apparecchiature elettroniche. Quindi chiediamo che questa tecnologia venga usata con razionalità, soprattutto in luoghi come la scuola».

Fonte:

scuola_digitale_lecce_progetto_protestano_genitori_wifi

Vicinity to wireless radiation sources and the prevalence of various health problems – a pilot survey

3 April 2016 – “Mobilfunk Newsletter – EMF Omega News”, by Olle Johansson

Please, find an accepted abstract for an upcoming conference, http://www.woncaeurope2016.com/ .

Siersma V, Nicolaisdottir DR, Vivian LMH, Johansson O, “Vicinity to wireless radiation sources and the prevalence of various health problems – a pilot survey”, 21th WONCA (World Organization of National Colleges, Academies and Academic Associations of General Practitioners/Family Physicians) Europe Conference 2016, Copenhagen, Denmark, June 15-18, 2016 (abstr.)

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Here is the actual abstract text:

Vicinity to wireless radiation sources and the prevalence of various health problems – a pilot survey

Siersma V1, Nicolaisdottir DR1, Vivian LMH1, Johansson O2

1The Research Unit for General Practice and Section of General Practice, Department of Public Health, University of Copenhagen, Copenhagen, Denmark

2The Experimental Dermatology Unit, Department of Neuroscience, Karolinska Institute, Stockholm, Sweden

Background and aim: A rise in exposure to electromagnetic fields (EMF) in the general population in the last two decades (e.g. from wi-fi and mobile phone networks) coincides with a rise in prevalence of a broad array of health symptoms; often of allergic/asthmatic/oversensitivity character. Evidence is building up indicating that EMF exposure indeed is the cause of this increase, but possible harmful effects of EMF may present differently in different people and adaptation may occur. The aim of the present pilot study is to survey the possible associations between various common EMF exposure sources and a broad array of symptoms and signs. Moreover, this study will test the usefulness of a questionnaire constructed for the purpose and provide data to design larger future studies.

Methods: An electronic questionnaire asking into EMF exposure sources and subjective symptoms was posted to special interest websites. For five EMF exposure sources (mobile phone, wi-fi, occupational exposure, energy-saving lightbulbs, mobile phone towers) we assessed the association with each of seventeen health problems (e.g. sleep, cognitive, eye problems) in logistic regression models, adjusted for sex, age, urbanicity and smoking status.

Results: Sixty people responded. Significant associations were seen for a nearby mobile phone tower (more cognitive, head, eye, body and skin problems) and for constant wi-fi presence (less cognitive, eye, mouth, skin, lung and immune system problems).

Conclusions: Several significant associations were found in this broad pilot survey of possibly EMF-related health problems. Mobile phone towers seem to be the most problematic of the various EMF exposure sources; this association may well be confounded by attribution bias. The counterintuitive association of fewer symptoms with increased presence of wi-fi may be explained by selection and adaptation since the questionnaire was electronic, and people can shift to cable-based internet at home when they claim wi-fi is affecting them.

Olle Johansson, associate professor
The Experimental Dermatology Unit
Department of Neuroscience
Karolinska Institute
171 77 Stockholm
Sweden

Source/Fonte:

https://groups.google.com/forum/#!topic/mobilfunk_newsletter/-jIWx0PYEYw