Petizione NO WI-FI nelle SCUOLE!!!

Carissimi,abbiamo avviato una petizione su Change.org,per installare reti cablate nelle scuole italiane in sostituzione del pericoloso WI-FI.

Vorremmo iniziare dalle scuole abruzzesi colpite  dal recente terremoto per poi estendere l’iniziativa a tutto il territorio nazionale.Coraggio!

Collaboriamo  insieme nell’attuare politiche di Prevenzione Primaria nel solco dell’inalienabile diritto alla salute soprattutto a tutela dei più fragili ed esposti, come bambini adolescenti e giovani.

Fate conoscere ai più questa iniziativa!

Vai alla petizione su change.org

 

Sindrome da Hand-Phone, il telefonino rende schiavi e ossessiona 7 italiani su 10

[Pare che l’OMS abbia pubblicato dati in merito ad una cosiddetta “Sindrome da Hand-Phone” (“Sindrome da telefonino-sempre-in-mano“), una ossessione della quale soffrirebbero centinaia di milioni di individui nel mondo e ben 7 italiani su 10.

Come Associazione che raccoglie numerose testimonianze di persone la cui salute è stata irrimediabilmente compromessa dalla esposizione ai Campi Elettromagnetici in Alta Frequenza, non possiamo che chiederci perché l’OMS presti attenzione alla “Sindrome da Hand-Phone”, certamente preoccupante ma comunque risolvibile, e non prenda adeguatamente in considerazione i danni biologici spesso PERMANENTI causati dalla esposizione alle Microonde. già da lei stessa inserite in Classe 2B di Cancerogenicità, e provati da una vastissima letteratura scientifica.
Milioni di bambini nel Mondo stanno rovinando per sempre il loro benessere fisico e con esso il loro futuro, e tutto quello che l’OMS riesce a fare è pubblicare dati sulla “Sindrome da Hand-Phone”.]

13 settembre 2016 – “contattolab.it”

Sindrome da Handphone: smartphone ossessione del 70% degli italiani

Nessuno come l’essere umano riesce a crearsi problemi dal nulla, una capacità innata di autolesionismo inconscio fuori dal comune. Non esiste nessun essere animale sulla terra che si comporta allo stesso modo dell’uomo.Tale concetto calza a pennello soprattutto quando parliamo di salute, ecco in questo specifico settore l’uomo nel corso degli anni è riuscito a creare nuove malattie, o quantomeno ad aumentare l’incidenza di quelle giù presenti.

Stile di vita sbagliati, vizi come alcol, fumo, magiare in eccesso o inversamente mangiare poco e male, tanti piccolo aspetti che purtroppo possono alla lunga incidere pesantemente sul nostro stato di salute. Ecco appunto che arriva l’uomo 3.0, lo stesso capace di ammalarsi anche quando utilizza uno smartphone, misteri? No forse semplicemente stiamo diventando tutti troppo sciocchi! Sembra lontano secoli il tempo nel quale bastava un niente per essere davvero felici e sereni con se stessi e con il mondo. In realtà è passato molto meno tempo, neppure 15 anni, forse 20. Un tempo ci bastava una bicicletta, un pallone, la molla per saltare, le partite da ascoltare al bar, stare con gli amici o magari con la fidanzatina. Oggi no, il mondo è cambiato cosi rapidamente che spesso si fa fatica anche a tenere il passo.

La rivoluzione è chiaramente iniziata con la diffusione sempre più crescente degli smartphone, divenuti più potenti e social anno dopo anno. Il connubio social-smartphone ha poi fatto il resto, rendendoci oggi quelli che siamo, nel bene e nel male. Tuttavia non è detto che il progresso non possa portare con se una forma involutiva, l’esempio arriva proprio dallo smartphone. Sembra assurdo ma il 90% delle persone che si incontrano per strada sono ricurvi con la testa sul proprio telefono. Non lo dice chiaramente chi scrive ma sono dati ufficiali dell’Oms. Nello specifico si chiama Sindrome da Hand-Phone, che in italiano significa telefono sempre in mano. Siamo praticamente ossessionati, sono milioni gli italiani a “soffrire” di questa mania, centinaia di milioni nel mondo. Il problema è piuttosto serio, rischiamo di regredire ad una fase iniziale dell’essere umano, quando si camminava ancora ricurvi e con la clava. Oggi è cambiato poco, abbiamo solo una clava multimediale.A dirlo è uno studio al quale hanno collaborato 50 esperti di sociologia e antropologia culturale, che hanno stilato un decalogo “libera-mani” da utilizzare per tornare a godersi la quotidianità.

Lo studio è stato eseguito su 4500 persone, tra i 18 e i 65 anni di età, attraverso vari sondaggi e questionari. I numeri evidenziati dallo studio sono palesi, 7 italiani su 10 (72%) hanno lo smartphone sempre in mano e lo utilizzano in modo particolare viaggiando sui mezzi pubblici (78%), molti lo utilizzano durante il lavoro (69%) poco meno della metà anche quando sono in vacanza(41%). Le donne sono le più dipendenti (58%) che uomini (43%), principalmente quelle che hanno una fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni (67%).

"Sindrome da handphone": 7 su 10 con il cellulare sempre in mano

Con quale frequenza si controlla il cellulare? In media le persone controllano lo smartphone 80 volte al giorno, anche le classiche telefonate sono diventate obsolete, ora si usano solo messaggi e facebook. Questa dipendenza, ribattezzata dagli esperti internazionali “Sindrome da Hand-Phone”, si divora l’animo delle persone a tal punto da costringerle ad usare una sola mano, con tutte le pericolose conseguenze del caso.

E’ per tali ragioni che, per far tornare le persone nel mondo reale , gli esperti hanno stilato un decalogo “libera-mani”:

1 – RILASSATI CON LO SPORT
Fare del sano sport aiuta tantissimo, andare in bici, organizzare una passeggiata salutare con gli amici “reali”, sono tutti aspetti che ti aiutano a ritrovare un benessere sia mentale che fisico.Per staccare dal mondo virtuale hai necessariamento del contatto con quello reale.

2 – IMPARA A RESISTERE
L’impulso è quello che frega da sempre l’essere umano. Il vizio è strettamente legato al proprio impulso, quel desiderio irrefrenabile di non resistere, di prendere lo smartphone e controllare se qualcuno ha scritto su facebook. E’ fondamentale staccarsi definitivamente, essersi creato una vita parallela può essere dannoso per quella reale. Torna dunque a vivere la vita vera.

3 – SU LA TESTA
Hai bisogno di emozioni reali, di stare con la testa alta ed il petto in fuori. Quando parli con qualcuno non badare allo smartphone, non distogliere lo sguardo, non attendere il messaggino, creati rapporti sociali veri.

4 – HAI 5 SENSI, SFRUTTALI
Impara ad amare i colori, apprezza le piccole cose della natura, che sia un fiore, un insetto, vivi un esperienza in città che ti coinvolga tutti i sensi, il tatto, l’udito, l’olfatto, assapora il mondo che ti circonda e metti da parte lo smartphone.

5 – BASTA INTERNET 
Il modo più efficace e coraggioso per risolvere il problema, spegni internet, vai offline e torna online nella vita reale.

6 – OLD BUT GOLD
Spesso sono proprio gli strumenti tradizionali a “liberarsi” dalla tecnologia: per esempio un orologio da polso o una normale sveglia permettono di evitare di dover affidarsi allo smartphone per conoscere l’ora o alzarsi.

7 – INCONTRARSI EVITA BRUTTE SORPRESE
La relazione face-to-face è l’aspetto principale che caratterizza un rapporto sociale e permette in maniera praticamente immediata di conoscere l’altro ed evitare a priori brutte sorprese; in pratica come se incontrassimo amici conosciuti online che avevano destato una buona impressione.

8 – UN OSTACOLO… PUO’ AIUTARE
Creare un vero e proprio percorso ad ostacoli può essere utile per evitare la dipendenza dallo smartphone. Ad esempio, inserire un codice segreto per proteggere dati o disinstallare le app che creano più dipendenza può aiutare a interrompere le routine tecnologiche.

9 – AFFIDARSI AL “BATCH PROCESSING”
Se necessario, è possibile utilizzare il cosiddetto “batch processing”, un metodo che consente di raggruppare più attività nello stesso momento, avendo più tempo a disposizione da dedicare ad altri impegni o alle relazioni sociali.

10 – TENERE LE MANI IMPEGNATE E’ UN’ANTIVIRUS
E’ importante ritagliarsi dei veri e proprio momenti “antivirus”, che siano dedicati ai classici incontri reali, mangiando un gelato o consumando un aperitivo: in questo modo le mani saranno libere per poter interagire con gli altri.

Fonte:

sindrome-handphone-italiani-ossessionati-dallo-smartphone-stiamo-regredendo

LOCANDINE INFORMATIVE “Dai voce al tuo cervello!”

Agosto 2016 – “Comitato Lecce Via Cavo”, Lecce

ElettrosensibiliImportante PATROCINIO della FEDERAZIONE ITALIANA MEDICI PEDIATRI (FIMP), Sezione di Lecce, per la campagna informativa sui POSSIBILI DANNI ALLA SALUTE LEGATI ALL’USO DI CELLULARI, CORDLESS, TABLET, WIFI.

Prevista la massima diffusione delle LOCANDINE INFORMATIVE attraverso l’affissione negli AMBULATORI PEDIATRICI presenti sul territorio.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra COMITATO “LECCE VIA CAVO”, CODACONS, CODICI, CSV SALENTO e ASSOCIAZIONE ITALIANA ELETTROSENSIBILI ed a Giugno 2016 aveva già avuto il patrocinio anche dell’ ORDINE DEI FARMACISTI della Provincia di Lecce, con diffusione nelle farmacie, studi medici ed esercizi commerciali.

La locandina suggerisce alcuni COMPORTAMENTI PER RIDURRE LA PROPRIA ESPOSIZIONE ALLE RADIOFREQUENZE, tra cui: evitare lunghe chiamate con il cellulare, spegnere il wifi quando non è in uso (specie la notte), usare linee cablate a casa o sul lavoro;
PARTICOLARE ATTENZIONE ALLA PROTEZIONE DEI BAMBINI, che sono più vulnerabili: consigliato RIDURRE la loro esposizione alle radiazioni wireless (CELLULARI, CORDLESS, TABLET, WIFI) e PROMUOVERE RETI CABLATE NELLE SCUOLE al posto delle antenne wifi.

Sulla locandina campeggia la scritta “Dai voce al tuo cervello”, slogan scelto dopo che le radiofrequenze utilizzate dalla tecnologia senza fili sono state classificate nel 2011, dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale per la Salute (OMS), come “possibile cancerogeno per l’uomo”.
Da allora sono emerse nuove evidenze scientifiche che correlano l’esposizione alle radiofrequenze con l’insorgenza di tumori maligni al cervello, disordini neurologici , danni al dna, diminuzione dell’udito, sintomi di elettrosensibilità, alterazioni del ritmo cardiaco, insonnia, cali di memoria, disturbi cognitivi.

Fonte:

Comitato LECCE VIA CAVO

Bambino disturbato dalle lavagne hi-tech…

[Purtroppo il titolo dell’articolo ed anche il suo corpo contengono un piccolo errore riguardo alla tipologia di schermatura eseguita, forse per la scarsa conoscenza della materia. Però è certamente degno di nota il fatto che si sia tenuto conto delle esigenze di un bambino Elettrosensibile, consentendogli di continuare a frequentare le lezioni con i compagni.

Complimenti a chi si è adoperato a tal fine.]

5 giugno 2016 – “La Repubblica”, di Gabriele Cereda

Elettrosensibili

SEPARATORE AIE x sito
[La seguente è la versione digitale dell’articolo]

5 Giugno 2016 – “La Repubblica”, di Gabriele Cereda

Bambino disturbato dalle lavagne hi-tech il sindaco gli insonorizza l’aula

IL CASO/A CAVENAGO BRIANZA, IL PICCOLO È NON UDENTE

GABRIELE CEREDA

IL MAL di testa era così insopportabile che non riusciva più a mettere piede in classe e quelle poche volte in cui era presente gli impulsi elettromagnetici delle lavagne elettroniche finivano per mandarlo al tappeto. Impossibile seguire le lezioni per un bambino di 10 anni della scuola elementare Ada Negri, di Cavenago Brianza. Il suo impianto cocleare, un apparecchio che serve a sostituire le funzioni dell’orecchio stimolando la parte più profonda del cervello, andava sempre in tilt. Spegnere la lavagna elettronica della sua classe non era bastato, le onde di quelle utilizzate nelle altre sezioni attraversavano i muri. Nelle ultime settimane al dolore si era unita la frustrazione per non poter più sedere vicino ai compagni.

Con le speranze ridotte al lumicino, i genitori del piccolo studente si sono rivolti direttamente al sindaco della città brianzola, Francesco Seghi. «Ho subito mosso gli uffici dell’amministrazione per individuare degli esperti che risolvessero la situazione », racconta. Una squadra di specialisti ha completamente schermato l’aula con materiali fonoassorbenti, in grado di diminuire di mille volte il segnale delle onde radio.

«Come ogni amministrazione, di questi tempi siamo costretti a tirare la cinghia, ma volevamo che i lavori venissero eseguiti con la massima serietà. Non potevamo permettere che un ragazzino della nostra comunità rimanesse escluso dalla scuola», spiega il sindaco. L’azienda che ha vinto l’appalto in meno di una settimana ha realizzato l’intervento, costato 6.500 euro.

Dall’inizio della settimana il piccolo studente è potuto tornare sui banchi. Qualche giorno dopo il rientro, accompagnato dai genitori, ha chiesto di poter conoscere Seghi. «Non me lo aspettavo — racconta il sindaco — mi hanno detto che mi voleva incontrare e quando ci siamo visti, come un vero uomo, mi ha voluto stringere la mano per ringraziarmi».

FRANCESCO SEGHI
Sindaco di
Cavenago, ha speso
6.500 euro per
aiutare lo scolaro

Fonte:

bambino-disturbato-dalle-lavagne-hi-tech