Vicovaro: primo evento della Alleanza Stop 5G

2 Marzo 2019 : grazie al gruppo Alleanza Stop 5G si è tenuto un riuscito incontro a Vicovaro (paese ad Est di Roma) che ha coinvolto fino a 140 persone interessate ad affrontare insieme quest atematica: il 5G.

 

AIE ha partecipato con una importante delegazione di ben sei consiglieri e soci.

 

E’ stato fatto uno stralcio dei tanti interventi che si sono susseguiti nell’arco della giornata.

 

 

Sperimentazione 5G: ministro della salute o Ponzio Pilato?

Sperimentazione 5G: 
Ministro della Salute o Ponzio Pilato?

di Clara Lidia Settimo

Parole che sembrerebbero adesso calzare perfettamente a quanto invocato per la “sperimentazione del 5G” – la nuova generazione di telefonia mobile – da numerosi scienziati, dai medici di Isde Italia, dai ricercatori dell’Istituto Ramazzini, da numerose associazioni di malati ambientali e antielettrosmog, e anche dalla trasmissione Report, che di recente si è occupata in modo dettagliato del tema.Quando l’attuale Ministro della Salute Giulia Grillo, era una semplice deputata 5Stelle, si opponeva a spada tratta all’installazione delle antenne del Muos in Sicilia, sottolineando il rischio per i cittadini niscemesi di una continua esposizione alle onde elettromagnetiche, malgrado le rassicurazioni fornite ai tempi dall’Istituto Superiore di Sanità. Invocando il Principio di Precauzione, la Grillo così tuonava: “Non ci interessa un monitoraggio ambientale ex post. I cittadini non sono delle cavie da laboratorio, per cui noi facciamo prima l’esperimento e poi se stanno male, pazienza… Andava valutato il rischio prima, andava effettuato un modello previsionale di studio sugli effetti prima, e non dopo.”

In una richiesta di moratoria all’implementazione del 5G sottoscritta da oltre 180 scienziati di 36 Paesi, viene sottolineato infatti che “numerose recenti pubblicazioni scientifiche hanno mostrato che i CEM (campi elettromagnetici) influenzano gli organismi viventi a intensità molto inferiori a quelle della maggioranza dei valori di riferimento nazionali e internazionali. Gli effetti includono l’aumento del rischio di cancro, lo stress cellulare, l’aumento dei radicali liberi, i danni genetici, i cambiamenti strutturali e funzionali del sistema riproduttivo, i deficit di apprendimento e di memoria, i disturbi neurologici e gli impatti negativi sul benessere generale degli esseri umani. I danni vanno ben oltre la razza umana, perché vi è una crescente evidenza degli effetti sia per le piante che per la vita animale”.

I firmatari invitano pertanto a “prendere tutte le misure ragionevoli per fermare l’espansione di CEM-RF (campi elettromagnetici a radiofrequenza) da 5G finché scienziati indipendenti non possano garantire che la tecnologia 5G e il livello totale di radiazioni causate da CEM-RF (5G insieme a 2G, 3G, 4G e Wi-Fi) non sono dannosi per i cittadini, in particolare i neonati, i bambini e le donne in gravidanza, nonché l’ambiente.”

Come risponde il Ministro Grillo alle suddette richieste? Ci aspettavamo che ripetesse con voce da leonessa quanto affermava ai tempi del NoMuos: “Il Governo che non tutela i propri cittadini è un Governo complice e assassino!”

Ma i tempi evidentemente sono cambiati, e l’unica laconica risposta pervenuta è quella alla trasmissione Report “Riguardo all’introduzione dello standard 5G, si precisa in primo luogo che il Ministero della salute non è coinvolto nellagovernance delle relative attività, che investono principalmente il Ministero dello sviluppo economico e il Ministro dell’ambiente.”

Com’è possibile che, a fronte delle segnalazioni di un rischio per la salute dei cittadini proveniente da ampia parte della comunità scientifica indipendente, il Ministro Grillo pilatescamente sostenga che la faccenda non la riguarda?

Nella medesima lettera, il Ministero riconosce che “gli studi NTP e Ramazzini (che hanno correlato telefonia mobile e tumori, NdA) forniscono altresì spunti molto interessanti per ulteriori ricerche e approfondimenti, come evidenziato anche dagli stessi autori”.

E allora, caro Ministro Grillo, stanziamo i fondi e approfittiamo delle eccellenze presenti sul nostro territorio per gli approfondimenti del caso, per fare quello studio previsionale di cui parlava lei ai tempi e quindi per autorizzare la partenza di una nuova tecnologia solo avendo la certezza che non procuri danni alla popolazione. Perché, non lo dimentichi, il suo Ministero non solo è tenuto a far rispettare l’Articolo 32 della Costituzione, ma ha anche l’onere, in base al principio dell’OMS della “salute in tutte le politiche”, di riorientare il complesso delle politiche economiche e sociali, di sviluppo tecnologico, del lavoro, della casa e dell’ambiente al rispetto della tutela della salute dei cittadini.

LECCE: wi fi, i medici chiedono più tutele per i bambini!

Wi-fi, i medici scrivono al Comune di Lecce: “più cautela, rischi soprattutto per i bambini”

LECCE- Con una lettera piena zeppa di riferimenti scientifici, decine di medici, farmacisti e biologi chiedono all’amministrazione leccese molta più cautela nell’installazione delle antenne wi fi e nella diffusione della tecnologia 5G, lasciando libere, soprattutto, le aree frequentate da bambini, come scuole e parchi. Lo fanno perché i dubbi sull’impatto sanitario e ambientale ci sono e per quanto quasi tutti ad oggi trovino comodo navigare liberamente via internet, vanno bilanciati gli interessi in gioco, provando a limitare l’esposizione della popolazione alle radiofrequenze.

La missiva, che nei prossimi giorni approderà a Palazzo Carafa e che viaggia già a tamburo battente tra i professionisti della sanità, parte dal presupposto che a Lecce, solo “nel corso dell’anno 2017 sono stati installati 49 nuovi impianti operanti alla frequenza di 5 GHz al fine di estendere la copertura della rete “Lecce Wireless”; tali impianti sono stati collocati sui tetti degli Istituti scolastici (ad eccezione di quelli dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri-Diaz”); il numero di hot spot distribuiti sul territorio comunale è triplicato (da 25 a 74), con conseguente incremento peggiorativo dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza”. Tra l’altro, solo tre giorni fa, la giunta comunale ha adottato il Protocollo d’intesa con Fastweb per l’ampliamento e la realizzazione di reti Wi-Fi sul territorio comunale, prevedendo l’installazione fino a 350 nuovi hotspot in tutta la città, prevalentemente nei quartieri più periferici, in aggiunta ai circa 100 già esistenti.

I medici firmatari chiedono di andarci cauti, almeno fino a quando “non saranno effettuati studi attendibili e indipendenti sull’impatto sanitario e ambientale”, succo tra l’altro della moratoria richiesta da oltre 180 ricercatori di 37 Paesi. Chiedono ancora di riservare spazi liberi soprattutto se destinati ai bambini (parchi pubblici, asili); a invitare i Dirigenti scolastici delle scuole ad utilizzare reti cablate per il collegamento a internet; a promuovere campagne d’informazione. “La rete 5G – argomentano – usa frequenze che vanno da 3,4 a 3,8 GHz, ma prevede anche l’impiego di frequenze superiori ai 6 GHz e, in un secondo momento, di onde millimetriche (oltre 30 GHz), mai utilizzate finora su larga scala. Studi sperimentali condotti su animali esposti a onde millimetriche hanno evidenziato alterazioni della frequenza e del ritmo cardiaco, alterazioni del sistema immunitario, aumento dell’antibiotico-resistenza, cataratta, effetti teratogeni, danni a carico della cromatina, alterazione dell’espressione genica”.

(video e articolo pubblicato da teleramanews.it )

 

“FUORI LE ANTENNE DAL CENTRO ABITATO”

Il “Quotidiano di Puglia” pubblica un articolo sintetizzando la richiesta effettuata dal Comitato Salute e Ambiente, guidato da Roberto Sabato, al primo cittadino di Aradeo (Lc). Si richiede con fermezza e scientificità di spostare un’antenna fuori dal centro abitato.

Quotidiano di Puglia