Petizione NO WI-FI nelle SCUOLE!!!

Carissimi,abbiamo avviato una petizione su Change.org,per installare reti cablate nelle scuole italiane in sostituzione del pericoloso WI-FI.

Vorremmo iniziare dalle scuole abruzzesi colpite  dal recente terremoto per poi estendere l’iniziativa a tutto il territorio nazionale.Coraggio!

Collaboriamo  insieme nell’attuare politiche di Prevenzione Primaria nel solco dell’inalienabile diritto alla salute soprattutto a tutela dei più fragili ed esposti, come bambini adolescenti e giovani.

Fate conoscere ai più questa iniziativa!

Vai alla petizione su change.org

 

Sindrome da Hand-Phone, il telefonino rende schiavi e ossessiona 7 italiani su 10

[Pare che l’OMS abbia pubblicato dati in merito ad una cosiddetta “Sindrome da Hand-Phone” (“Sindrome da telefonino-sempre-in-mano“), una ossessione della quale soffrirebbero centinaia di milioni di individui nel mondo e ben 7 italiani su 10.

Come Associazione che raccoglie numerose testimonianze di persone la cui salute è stata irrimediabilmente compromessa dalla esposizione ai Campi Elettromagnetici in Alta Frequenza, non possiamo che chiederci perché l’OMS presti attenzione alla “Sindrome da Hand-Phone”, certamente preoccupante ma comunque risolvibile, e non prenda adeguatamente in considerazione i danni biologici spesso PERMANENTI causati dalla esposizione alle Microonde. già da lei stessa inserite in Classe 2B di Cancerogenicità, e provati da una vastissima letteratura scientifica.
Milioni di bambini nel Mondo stanno rovinando per sempre il loro benessere fisico e con esso il loro futuro, e tutto quello che l’OMS riesce a fare è pubblicare dati sulla “Sindrome da Hand-Phone”.]

13 settembre 2016 – “contattolab.it”

Sindrome da Handphone: smartphone ossessione del 70% degli italiani

Nessuno come l’essere umano riesce a crearsi problemi dal nulla, una capacità innata di autolesionismo inconscio fuori dal comune. Non esiste nessun essere animale sulla terra che si comporta allo stesso modo dell’uomo.Tale concetto calza a pennello soprattutto quando parliamo di salute, ecco in questo specifico settore l’uomo nel corso degli anni è riuscito a creare nuove malattie, o quantomeno ad aumentare l’incidenza di quelle giù presenti.

Stile di vita sbagliati, vizi come alcol, fumo, magiare in eccesso o inversamente mangiare poco e male, tanti piccolo aspetti che purtroppo possono alla lunga incidere pesantemente sul nostro stato di salute. Ecco appunto che arriva l’uomo 3.0, lo stesso capace di ammalarsi anche quando utilizza uno smartphone, misteri? No forse semplicemente stiamo diventando tutti troppo sciocchi! Sembra lontano secoli il tempo nel quale bastava un niente per essere davvero felici e sereni con se stessi e con il mondo. In realtà è passato molto meno tempo, neppure 15 anni, forse 20. Un tempo ci bastava una bicicletta, un pallone, la molla per saltare, le partite da ascoltare al bar, stare con gli amici o magari con la fidanzatina. Oggi no, il mondo è cambiato cosi rapidamente che spesso si fa fatica anche a tenere il passo.

La rivoluzione è chiaramente iniziata con la diffusione sempre più crescente degli smartphone, divenuti più potenti e social anno dopo anno. Il connubio social-smartphone ha poi fatto il resto, rendendoci oggi quelli che siamo, nel bene e nel male. Tuttavia non è detto che il progresso non possa portare con se una forma involutiva, l’esempio arriva proprio dallo smartphone. Sembra assurdo ma il 90% delle persone che si incontrano per strada sono ricurvi con la testa sul proprio telefono. Non lo dice chiaramente chi scrive ma sono dati ufficiali dell’Oms. Nello specifico si chiama Sindrome da Hand-Phone, che in italiano significa telefono sempre in mano. Siamo praticamente ossessionati, sono milioni gli italiani a “soffrire” di questa mania, centinaia di milioni nel mondo. Il problema è piuttosto serio, rischiamo di regredire ad una fase iniziale dell’essere umano, quando si camminava ancora ricurvi e con la clava. Oggi è cambiato poco, abbiamo solo una clava multimediale.A dirlo è uno studio al quale hanno collaborato 50 esperti di sociologia e antropologia culturale, che hanno stilato un decalogo “libera-mani” da utilizzare per tornare a godersi la quotidianità.

Lo studio è stato eseguito su 4500 persone, tra i 18 e i 65 anni di età, attraverso vari sondaggi e questionari. I numeri evidenziati dallo studio sono palesi, 7 italiani su 10 (72%) hanno lo smartphone sempre in mano e lo utilizzano in modo particolare viaggiando sui mezzi pubblici (78%), molti lo utilizzano durante il lavoro (69%) poco meno della metà anche quando sono in vacanza(41%). Le donne sono le più dipendenti (58%) che uomini (43%), principalmente quelle che hanno una fascia di età compresa tra i 18 e i 24 anni (67%).

"Sindrome da handphone": 7 su 10 con il cellulare sempre in mano

Con quale frequenza si controlla il cellulare? In media le persone controllano lo smartphone 80 volte al giorno, anche le classiche telefonate sono diventate obsolete, ora si usano solo messaggi e facebook. Questa dipendenza, ribattezzata dagli esperti internazionali “Sindrome da Hand-Phone”, si divora l’animo delle persone a tal punto da costringerle ad usare una sola mano, con tutte le pericolose conseguenze del caso.

E’ per tali ragioni che, per far tornare le persone nel mondo reale , gli esperti hanno stilato un decalogo “libera-mani”:

1 – RILASSATI CON LO SPORT
Fare del sano sport aiuta tantissimo, andare in bici, organizzare una passeggiata salutare con gli amici “reali”, sono tutti aspetti che ti aiutano a ritrovare un benessere sia mentale che fisico.Per staccare dal mondo virtuale hai necessariamento del contatto con quello reale.

2 – IMPARA A RESISTERE
L’impulso è quello che frega da sempre l’essere umano. Il vizio è strettamente legato al proprio impulso, quel desiderio irrefrenabile di non resistere, di prendere lo smartphone e controllare se qualcuno ha scritto su facebook. E’ fondamentale staccarsi definitivamente, essersi creato una vita parallela può essere dannoso per quella reale. Torna dunque a vivere la vita vera.

3 – SU LA TESTA
Hai bisogno di emozioni reali, di stare con la testa alta ed il petto in fuori. Quando parli con qualcuno non badare allo smartphone, non distogliere lo sguardo, non attendere il messaggino, creati rapporti sociali veri.

4 – HAI 5 SENSI, SFRUTTALI
Impara ad amare i colori, apprezza le piccole cose della natura, che sia un fiore, un insetto, vivi un esperienza in città che ti coinvolga tutti i sensi, il tatto, l’udito, l’olfatto, assapora il mondo che ti circonda e metti da parte lo smartphone.

5 – BASTA INTERNET 
Il modo più efficace e coraggioso per risolvere il problema, spegni internet, vai offline e torna online nella vita reale.

6 – OLD BUT GOLD
Spesso sono proprio gli strumenti tradizionali a “liberarsi” dalla tecnologia: per esempio un orologio da polso o una normale sveglia permettono di evitare di dover affidarsi allo smartphone per conoscere l’ora o alzarsi.

7 – INCONTRARSI EVITA BRUTTE SORPRESE
La relazione face-to-face è l’aspetto principale che caratterizza un rapporto sociale e permette in maniera praticamente immediata di conoscere l’altro ed evitare a priori brutte sorprese; in pratica come se incontrassimo amici conosciuti online che avevano destato una buona impressione.

8 – UN OSTACOLO… PUO’ AIUTARE
Creare un vero e proprio percorso ad ostacoli può essere utile per evitare la dipendenza dallo smartphone. Ad esempio, inserire un codice segreto per proteggere dati o disinstallare le app che creano più dipendenza può aiutare a interrompere le routine tecnologiche.

9 – AFFIDARSI AL “BATCH PROCESSING”
Se necessario, è possibile utilizzare il cosiddetto “batch processing”, un metodo che consente di raggruppare più attività nello stesso momento, avendo più tempo a disposizione da dedicare ad altri impegni o alle relazioni sociali.

10 – TENERE LE MANI IMPEGNATE E’ UN’ANTIVIRUS
E’ importante ritagliarsi dei veri e proprio momenti “antivirus”, che siano dedicati ai classici incontri reali, mangiando un gelato o consumando un aperitivo: in questo modo le mani saranno libere per poter interagire con gli altri.

Fonte:

sindrome-handphone-italiani-ossessionati-dallo-smartphone-stiamo-regredendo

LOCANDINE INFORMATIVE “Dai voce al tuo cervello!”

Agosto 2016 – “Comitato Lecce Via Cavo”, Lecce

ElettrosensibiliImportante PATROCINIO della FEDERAZIONE ITALIANA MEDICI PEDIATRI (FIMP), Sezione di Lecce, per la campagna informativa sui POSSIBILI DANNI ALLA SALUTE LEGATI ALL’USO DI CELLULARI, CORDLESS, TABLET, WIFI.

Prevista la massima diffusione delle LOCANDINE INFORMATIVE attraverso l’affissione negli AMBULATORI PEDIATRICI presenti sul territorio.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra COMITATO “LECCE VIA CAVO”, CODACONS, CODICI, CSV SALENTO e ASSOCIAZIONE ITALIANA ELETTROSENSIBILI ed a Giugno 2016 aveva già avuto il patrocinio anche dell’ ORDINE DEI FARMACISTI della Provincia di Lecce, con diffusione nelle farmacie, studi medici ed esercizi commerciali.

La locandina suggerisce alcuni COMPORTAMENTI PER RIDURRE LA PROPRIA ESPOSIZIONE ALLE RADIOFREQUENZE, tra cui: evitare lunghe chiamate con il cellulare, spegnere il wifi quando non è in uso (specie la notte), usare linee cablate a casa o sul lavoro;
PARTICOLARE ATTENZIONE ALLA PROTEZIONE DEI BAMBINI, che sono più vulnerabili: consigliato RIDURRE la loro esposizione alle radiazioni wireless (CELLULARI, CORDLESS, TABLET, WIFI) e PROMUOVERE RETI CABLATE NELLE SCUOLE al posto delle antenne wifi.

Sulla locandina campeggia la scritta “Dai voce al tuo cervello”, slogan scelto dopo che le radiofrequenze utilizzate dalla tecnologia senza fili sono state classificate nel 2011, dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale per la Salute (OMS), come “possibile cancerogeno per l’uomo”.
Da allora sono emerse nuove evidenze scientifiche che correlano l’esposizione alle radiofrequenze con l’insorgenza di tumori maligni al cervello, disordini neurologici , danni al dna, diminuzione dell’udito, sintomi di elettrosensibilità, alterazioni del ritmo cardiaco, insonnia, cali di memoria, disturbi cognitivi.

Fonte:

Comitato LECCE VIA CAVO

Bambino disturbato dalle lavagne hi-tech…

[Purtroppo il titolo dell’articolo ed anche il suo corpo contengono un piccolo errore riguardo alla tipologia di schermatura eseguita, forse per la scarsa conoscenza della materia. Però è certamente degno di nota il fatto che si sia tenuto conto delle esigenze di un bambino Elettrosensibile, consentendogli di continuare a frequentare le lezioni con i compagni.

Complimenti a chi si è adoperato a tal fine.]

5 giugno 2016 – “La Repubblica”, di Gabriele Cereda

Elettrosensibili

SEPARATORE AIE x sito
[La seguente è la versione digitale dell’articolo]

5 Giugno 2016 – “La Repubblica”, di Gabriele Cereda

Bambino disturbato dalle lavagne hi-tech il sindaco gli insonorizza l’aula

IL CASO/A CAVENAGO BRIANZA, IL PICCOLO È NON UDENTE

GABRIELE CEREDA

IL MAL di testa era così insopportabile che non riusciva più a mettere piede in classe e quelle poche volte in cui era presente gli impulsi elettromagnetici delle lavagne elettroniche finivano per mandarlo al tappeto. Impossibile seguire le lezioni per un bambino di 10 anni della scuola elementare Ada Negri, di Cavenago Brianza. Il suo impianto cocleare, un apparecchio che serve a sostituire le funzioni dell’orecchio stimolando la parte più profonda del cervello, andava sempre in tilt. Spegnere la lavagna elettronica della sua classe non era bastato, le onde di quelle utilizzate nelle altre sezioni attraversavano i muri. Nelle ultime settimane al dolore si era unita la frustrazione per non poter più sedere vicino ai compagni.

Con le speranze ridotte al lumicino, i genitori del piccolo studente si sono rivolti direttamente al sindaco della città brianzola, Francesco Seghi. «Ho subito mosso gli uffici dell’amministrazione per individuare degli esperti che risolvessero la situazione », racconta. Una squadra di specialisti ha completamente schermato l’aula con materiali fonoassorbenti, in grado di diminuire di mille volte il segnale delle onde radio.

«Come ogni amministrazione, di questi tempi siamo costretti a tirare la cinghia, ma volevamo che i lavori venissero eseguiti con la massima serietà. Non potevamo permettere che un ragazzino della nostra comunità rimanesse escluso dalla scuola», spiega il sindaco. L’azienda che ha vinto l’appalto in meno di una settimana ha realizzato l’intervento, costato 6.500 euro.

Dall’inizio della settimana il piccolo studente è potuto tornare sui banchi. Qualche giorno dopo il rientro, accompagnato dai genitori, ha chiesto di poter conoscere Seghi. «Non me lo aspettavo — racconta il sindaco — mi hanno detto che mi voleva incontrare e quando ci siamo visti, come un vero uomo, mi ha voluto stringere la mano per ringraziarmi».

FRANCESCO SEGHI
Sindaco di
Cavenago, ha speso
6.500 euro per
aiutare lo scolaro

Fonte:

bambino-disturbato-dalle-lavagne-hi-tech

‘Wi-fi, cellulari & co’: i rischi dell’elettromagnetismo sulla nostra salute

12 luglio 2016 – “www.casalenews.it”

Interessanti spunti di riflessione nella serata organizzata da Mammeincerchio, L’Albero di Valentina e Passi di vita

Chi era presente venerdì scorso all’Auditorium Santa Chiara per l’incontro su “Wifi, cellulari & co” ha capito che ‘indossare’ un telefonino (perché tale è l’intimità raggiunta con questo strumento di comunicazione) può provocare danni alla salute, anche se il mondo scientifico non lo ha ancora dimostrato.

Nell’incontro organizzato da Mamme in cerchio, Albero di Valentina e Passi di vita Onlus, avente per oggetto proprio l’informazione sui rischi provocati dalla prolungata esposizione a onde elettromagnetiche,  autorevoli esperti si sono espressi e confrontati sull’entità e sulla peculiarità delle conseguenze di tale esposizione.

Ha aperto la serata l’epidemiologo Corrado Magnani, che ha richiamato i risultati degli studi scientifici ufficiali, per i quali non ci sono evidenze di una pericolosità delle onde elettromagnetiche ai livelli di esposizione attualmente consentiti, benché le correlazioni con gravi malattie siano in fase di approfondimento.

Terminato il suo intervento, si è voltata pagina: il dottor Orio, vice-presidente dell’Associazione Elettrosensibili, ha riconosciuto i risultati divulgati dalla ricerca scientifica, ma ha dato conto di evidenze medico-sanitarie rilevanti: a fronte della diffusione rapidissima di cellulari e tecnologie wi-fi, i danni al sistema neurologico di bambini e adulti sono aumentati,  e con loro disturbi all’apparato riproduttivo maschile.

Eloquenti le immagini mostrate: le parti a contatto con il telefonino subiscono l’aggressione di onde elettromagnetiche in una forma inedita fino ad oggi.

Sono poi emersi altri aspetti – oggetto di studi indipendenti – che rafforzano l’idea di dover essere prudenti quando ci affidiamo alla connessione wireless, perché, come il professor Magnani ha suggerito,  si tratta di una tecnologia entrata nelle nostre case prima di averne sperimentato e ‘pesato’ gli effetti.

Effetti nefasti, li conoscono bene gli elettrosensibili: persone che – con intensità diverse – registrano l’impossibilità di maneggiare apparecchi come cellulari, computer, microonde.

Alcuni erano presenti all’incontro e hanno portato testimonianze toccanti. È verosimile aspettarsi un aumento di elettrosensibili, e ci si augura che la tecnologia migliori la schermatura degli apparecchi e che la vocazione per il wi-fi venga soppiantata da sistemi più inequivocabilmente sicuri per la salute.

Una serie di consigli dispensati dal professor Sergio Crippa ha, a questo proposito, semplificato la materia: accorgimenti casalinghi praticabili e utili.

Il materiale raccolto dalle associazioni promotrici, che hanno avuto il sostegno e il patrocinio del Comune di Casale e dell’Ordine dei Farmacisti di Alessandria, per la serietà con cui è stata impostata la serata e per la capacità di coinvolgere personalità di prim’ordine, è a disposizione di chi volesse approfondire il tema e per chi – in attesa di evidenze scientifiche (per le quali occorre tempo, quale che sia l’esito) – volesse divulgare l’invito alla prudenza nell’utilizzo del wi-fi. Internet e cellulari si’, ma non a discapito della salute.

Associazioni Mamme in Cerchio – L’Albero di Valentina – Passi di vita onlus

Fonte:

wi-fi-cellulari-co-i-rischi-dellelettromagnetismo-sulla-nostra-salute/passi-di-vita-mammeincerchio-albero-valentina-casale-monferrato

LECCE: UN PASSO AVANTI NELLA LOTTA ALL’ELETTROSMOG

14 giugno 2016 – “www.terranuova.it”

Con il patrocinio dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Lecce, il Comitato Lecce Via Cavo, insieme alle Associazioni Consumatori Codacons e Codici, a Csv Salento e all’Associazione Italiana Elettrosensibili, ha realizzato la locandina “Dai voce al tuo cervello”.

Lecce: un passo avanti nella lotta all'elettrosmog

«L’iniziativa nasce dalla necessità di informare la popolazione sui possibili danni alla salute legati all’uso di cellulari, cordless, tablet, wifi, etc. – spiegano i promotori – Le radiofrequenze, utilizzate dalla tecnologia senza fili sono state classificate nel 2011 dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), afferente all’Organizzazione Mondiale per la Salute (OMS), come “possibile cancerogeno per l’uomo”. In quell’occasione il direttore della IARC ha affermato che “in attesa di ulteriori informazioni è importante adottare misure pratiche per ridurre l’esposizione, per esempio usando gli auricolari e i messaggi non in voce”. Da allora sono emerse nuove evidenze scientifiche che correlano l’esposizione alle radiofrequenze con l’insorgenza di tumori maligni al cervello, disordini neurologici, danni al Dna, diminuzione dell’udito, sintomi di elettrosensibilità, alterazioni del ritmo cardiaco, insonnia, cali di memoria, disturbi cognitivi, etc.».

«La locandina, che sarà diffusa nelle farmacie di Lecce e provincia, ed anche in altri esercizi commerciali e studi medici, suggerisce alcuni comportamenti per ridurre la propria esposizione alle radiofrequenze, come quello di tenere lontano il cellulare quando si aspetta la connessione o mentre si invia un sms, o spegnere il wifi quando non è in uso, soprattutto durante la notte per evitare disturbi del sonno, staccando la spina. I bambini andrebbero maggiormente tutelati, poiché sono particolarmente vulnerabili alle radiofrequenze e per la loro esposizione precoce corrono un rischio maggiore di manifestare in età adulta malattie neurodegenerative e tumori. L’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Lecce, da sempre sensibile e attento alle problematiche sanitarie ricopre ancora una volta un ruolo di primo piano nella tutela della salute pubblica e della prevenzione delle malattie. L’uso del cellulare e dei dispositivi wifi è diffusissimo ma pochi conoscono i reali danni alla salute che ne potrebbero derivare, anche per livelli di esposizione inferiori ai limiti di legge. Tantissimi studi sono stati realizzati dal 2011 in poi. Ultimo in ordine di tempo è quello condotto dall’ente governativo statunitense National Toxicology Program e costato fino ad ora 25 milioni di dollari. I primi risultati, pubblicati qualche giorno fa, hanno evidenziato un incremento significativo di due tipi di cancro nei ratti esposti alle radiofrequenze: glioma (tumore delle cellulari gliali del cervello) e schwannoma maligno del cuore. Anche uno studio recente condotto dall’Istituto Ramazzini di Bologna ha evidenziato un aumento significativo di schwannoma maligno del cuore nei ratti esposti a campi elettromagnetici di bassissima frequenza. Il professor David Carpenter, direttore dell’Istituto per la Salute e l’Ambiente dell’Università di Albany (New York) ha affermato: “Siamo a un punto di svolta. Sarà molto difficile per i negazionisti non riconoscere l’associazione tra radiofrequenze e tumori”».

 

elettrosmogregole

Fonte:

Lecce-un-passo-avanti-nella-lotta-all-elettrosmog

Scuola digitale, il progetto cresce. Protestano i genitori anti wifi

15 maggio 2016 – “www.quotidianodipuglia.it”/Lecce, di Stefano Martella

Scuola digitale, il progetto cresce. Protestano i genitori anti wifi

Digitalizzare Lecce, digitalizzare le scuole e le nuove generazioni. È stato questo l’obiettivo portante di Code4Lecce Day, incontro tenutosi ieri mattina alle Officine Cantelmo ed evento conclusivo di #HPECode4Lecce, progetto del Comune di Lecce, con l’Assessorato alle Politiche Comunitarie e Assessorato alla Pubblica Istruzione, in collaborazione con HP Enterprise, azienda leader nel settore delle attrezzature informatiche.
Il progetto punta a innovare tutta la filiera educativa: dalla scuola primaria alla formazione professionale, supportando con tecnologie innovative i modelli pedagogici e didattici. Insomma, insegnanti e alunni avranno a che fare sempre di più con una istruzione digitalizzata. Infatti, nell’ambito del progetto, più di mille bambini delle scuole leccesi hanno partecipato ad incontri di coding, ovvero a giochi di programmazione informatica.
Inoltre altri incontri sono stati pensati per formare i docenti su queste nuove tecnologie.

Oltre alla formazione, il progetto prevedeva una fase di vera e propria fornitura accessoria. Per questo sono stati installati 49 hotspotswifi gratuiti sugli istituti scolastici e altri luoghi culturali. Poi, sempre ieri mattina, ai dirigenti scolastici sono stati consegnati centinaia di tablet, robottini elettronici e pc.
In futuro verrà previsto anche il rilascio di 1750 certificazioni digitali, delle quali una prima parte è già stata prenotata dalle scuole per i loro studenti, mentre una seconda sarà destinata a cittadini leccesi. Soddisfazione è stata espressa dal’assessore Alessandro Delli Noci: «Creare una cittadinanza digitale era l’obiettivo iniziale del progetto e certamente abbiamo gettato delle buone basi, con un investimento enorme nella formazione e nelle infrastrutture digitali – afferma l’assessore – Dal binomio innovazione e cultura passa il futuro di questa città e la sua ribalta nazionale ed internazionale. Abbiamo contribuito fattivamente alla formazione di cittadini digitali protagonisti e consapevoli».

Loredana Capone, assessore regionale allo Sviluppo economico, era presente all’incontro ed esprime la sua soddisfazione per il progetto e per la sinergia con cui due enti pubblici hanno collaborato per il territorio: «Formare il cittadino digitale: questo è un compito importantissimo non più rinviabile – commenta Capone -. Perché il mondo cambia rapidamente e i giovani devono essere pronti ad affrontarlo.
Se vorranno creare un’impresa o lavorare come manager, per ogni ruolo sarà indispensabile conoscere queste tecnologie. Ma il circolo virtuoso deve prevedere che anche i servizi siano resi in modo digitale e, quindi,formare le competenze è fondamentale».

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LA CONTESTAZIONE

«Perché irradiamo i nostri bambini se li amiamo?». Era questa la domanda provocatoria che i componenti del Comitato “Lecce Via Cavo” – un collettivo di genitori contrari all’utilizzo della tecnologia wifi nelle scuole – ponevano sopra alcuni volantini che hanno distribuito all’interno delle Officine Cantelmo, mentre sul palco si avvicendavano
gli ospiti. Altri hanno mostrato dei cartelloni di protesta.
L’intento è stato quello di accendere un faro sulla pericolosità delle onde elettromagnetiche sulla popolazione, specialmente quella più piccola.

«Il Comune installa 50 nuove antenne sugli edifici scolastici e promuove la tecnologia wifi anche all’interno
delle scuole, ignorando gli avvertimenti sulla salute provenienti dalla scienza internazionale ed esponendo la popolazione studentesca ad un rischio maggiore di manifestare in età adulta danni neurologici e tumori – dice Fabia del Giudice, rappresentante del comitato -. Particolare attenzione va rivolta ai bambini: i loro corpi sono più piccoli, le ossa del cranio sono più sottili e il loro sistema nervoso è in via di sviluppo. Nel 2014 il dottor Miller, consulente dell’Oms e del National Cancer Institute, ha affermato che le radiazioni wireless, provenienti ad esempio da wifi o tablet, non devono entrare nelle scuole, soprattutto nelle primarie». Sono tanti i motivi che spingono i membri del comitato a manifestare il loro scetticismo sull’utilizzo di questa tecnologia nelle scuole. Non c’è solo il rischio di contrarre tumori, a spaventare sono anche altri disturbi. «Nei bambini l’uso precoce può influire negativamente su attenzione, memoria e sviluppo del linguaggio – continua del Giudice -. Pc e tablet diminuiscono la capacità di leggere e scrivere correttamente. Per l’Accademia degli studi di Francia producono crisi nel ragionamento induttivo. Altri studi hanno evidenziato l’insorgenza di demenza digitale in bambini e adolescenti assidui utilizzatori di apparecchiature elettroniche. Quindi chiediamo che questa tecnologia venga usata con razionalità, soprattutto in luoghi come la scuola».

Fonte:

scuola_digitale_lecce_progetto_protestano_genitori_wifi

Radiation Fries Children, Babies, Fetuses, YOU

23 May 2016 – “www.odwyerpr.com”, by 

A concerned, capacity audience about 60 packed a conference room in New York yesterday to hear about and discuss the dangers of Wi-Fi and other radiation. Biggest victims are children, babies and fetuses.

Camilla Rees, founder of Electromagneticheath.org, based in Iowa, told the Left Forum that the “industrial-strength 5GHz routers commonly found in schools are designed to go through cement, brick and to cover the campus.”

Camilla Rees
Camilla Rees

They’re higher wattage and configured to be able to serve hundreds of users simultaneously, she said. Presentations included one by babysafeproject.org. Its warnings were similar to the ones expressed on the panel about children and babies May 3 in Baltimore featuring Devra Davis and other EMF health advocates.

Left ForumAnother paper on the subject of EMF dangers to babies and children is byBostonParentsPaper.com.
Rees, a graduate of Choate Rosemary Hall, Columbia University and the Georgetown Graduate School of Business Administration, has written a 54-part description of EMF dangers and possible solutions that is the most comprehensive overview of the dangers of EMF.

New York Apartment Dwellers at Risk

New Yorkers and others should pay close attention to Rees since Time Warner, Comcast, Cablevision and other cable suppliers are forcing new 5GHz routers on unsuspecting customers, this writer included.

Apprised of this new danger (radiation pulsing 24/7 billions of times a second), we contacted Time Warner and had them turn off the 5GHz and 2Ghz lights on the router. Other customers of the cable companies should do the same.

A technician came to our home and found high levels of radiation throughout the apartment and particularly near windows. The highest apartments get the most radiation from hundreds of cell towers atop apartment buildings. The New York real estate industry must look into this problem.

The technician immediately shut down Bluetooth on our MacBook and told us to get rid of the landline phone that had a wireless companion. An antenna on the landline part spewed radiation 24/7 and was the same as a wireless phone.

Documentary on israel's PR War in the U.S.Left Forum Blasted Corporate Interests 

The session on dangers of pulsed radiation was loaded with attacks on corporate players and their alleged allies in the government, echoing the theme of the conference, “Rage Rebellion Revolution; Organizing Our Power.” Nearly 5,000 attended the three-day conference at the John Jay Criminal College.

Wi-Fi and computer technology, both with dangerous aspects, permeate school, libraries and public government which have made a huge financial and intellectual commitment to their use and don’t want to walk away from it, panelists said. Doing so would be “biting the corporate hand” that helped finance so much of the technology, they noted.

The more than 130 films and VNRs featured in 36-page catalog distributed at the conference by Media Education Foundation include such titles as Pack of Lies: the Advertising of Tobacco; How Racism Harms White America; Big Bucks, Big Pharma; Rich Media, Poor Democracy; Constructing Public Opinion (How politicians and the media misrepresent the public); The Myth of Liberal Media; Shop ‘Til You Drop, The Crisis of Consumerism; How to Start a Revolution; Fire in the Blood, a Tale of Medicine Monopoly & Malice; Google & the World Brain, the Audacious Attempt to Control Human Knowledge; Agrofuels, Starving People, Fueling Greed; Life in Occupied Palestine; Peace, Propaganda & the Promised Land; Occupation 101 (Israeli-Palestinian Conflict).

MEF, was selling for $20 a DVD titled “The Occupation of the American Mind: Israel’s Public Relations War in the U.S.,” narrated by Roger Waters.

Also offered is the film, “The War Around Us,” by Abdallah Omeish, which tells the story of two journalists who were present during the bombardment of Gaza in 2008-09.

The catalog lists seven items telling the Palestinian side of the conflict but none telling the Israeli side.

Rise in Autism Found

There has been an “explosion in autism” in children in Canada that appears to mirror the explosion in wireless technology, says Jerry Flynn, retired captain in the Canadian Army who supervised its warfare using electromagnetic radiation.

Flynn earlier this month asked for an investigation of government authorities in Canada by the Royal Canadian Mounted Police, saying the authorities were “criminally negligent” in failing to remove Wi-Fi and other radiation sources from schools, hospitals, libraries and other public facilities.

In the U.S., he wrote May 22 to Prime Minister Justine Trudeau and members of the Canadian Parliament, the rate of autism in children was one in 25,000.

In 1970, he said, it had climbed to one in 2,500; in 2000, one in 150, in 2004, one in 125, in 2008, one in 88, and in 2013, one in 50 and one in 27 in populated cities.

Quoted are statistics compiled by the Australian ADHD Foundation.

Government Opts Out

Asks Flynn: “Why does no one connect today’s tragic explosion in Autism in children with the comparable explosion in wireless technology? Each and every wireless device emits hazardous ‘low-level, pulsed, non-thermal radio/microwave frequency radiation.’”

He includes cellphones, wireless utility meters, cordless phones, GPS satellites and cellphone towers. They never “shut off,” he said.

“Tragically,” he said, “for all Canadians, the Government of Canada refuses any dialogue whatsoever on pulsed non-thermal wireless radiation, which scientists have long linked to Autism and a host of other neurological diseases, as well as diseases of the central nervous system and immune system.”

Source/Fonte:

radiation-fries-children-babies-fetuses-you

Ripetitor non iuvat

2 Maggio 2016 – “www.cosmopolismedia.it”, di Marialaura Garripoli

ripetitoreEssere affetti da “fatica cronica e da elettrosensibilità” a causa dell’esposizione a qualsiasi apparecchiatura elettronica che genera e scatena campi elettromagnetici: una condizione non riconosciuta, men che meno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.  La storia di Savino e la sua lotta per vedere affermato il diritto alla salute e all’ambiente

di Marialaura Garripoli

Incontro Savino in un tardo pomeriggio. “Per prima cosa,” – mi dice – “spegni il cellulare”. Obbedisco, inevitabilmente, sapendo che per lui è un problema. Un piccolo passo indietro di otto anni: un ristorantino in gestione nella felliniana ed eterna Roma ed il resto del tempo speso per il volontariato. Ma una nuova offerta di lavoro sta per cambiargli la vita, del tutto inconsapevole della svolta che prenderà: entra a far parte di una società appaltatrice per la Apple, la più grande azienda di computer e sistemi operativi. I ritmi sono frenetici, tra software, portate ed impegno sociale. E la stanchezza comincia a farsi sentire; probabilmente, il contraccolpo di questa vita estremamente piena e dei tanti caffè presi per restare attivo. Ma insieme alla stanchezza aumentano i capogiri, gli sbandamenti, i mal di testa, le palpitazioni. Savino va a lavoro e lamenta seri fastidi; torna a casa e sta meglio, se non fosse che sente l’irrefrenabile esigenza di dormire il più possibile. La spossatezza, ormai cronica, non sembra passare; mentre sembrano aumentare anche i disturbi epidermici, rossori ed eritemi al viso. È evidente che qualcosa non va, specie quando sente vicino un cellulare. Aumentano i sintomi, sempre più pressanti: forti acufeni, accentuata astenia e disturbi del linguaggio, dolori muscolari ed articolari, stato confusionale fino alla perdita di coscienza. Ma nessun medico ha una risposta per lui. Da solo, Savino comincia a fare delle ricerche, cercando di capire una plausibile causa dalla quale possano derivare le sue reazioni. Dopo tanti, diversi e diversificati tentativi, nel 2013 incontra il prof. Giuseppe Genovesi, specialista in Endocrinologia, Psichiatria ed Immunologia nonché ricercatore presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale del Policlinico Umberto I dell’Università di Roma “La Sapienza”. Il dottor Genovesi parla chiaro: il paziente è affetto da “fatica cronica e da elettrosensibilità” [(ES) o elettroipersensibilità (EHS), ndr], dovuta all’esposizione a qualsiasi apparecchiatura elettronica che genera e scatena campi elettromagnetici. Tradotto: gran parte di ciò che caratterizza e circonda la nostra vita da terzo millennio. E così, Savino dovrà evitare il contatto diretto, l’esposizione e persino la vicinanza a qualsiasi campo elettromagnetico; ed è ovvio che questa singolare condizione “limita significativamente la sua vita di relazione”, configurando un evidente danno morale (in aggiunta a quello biologico). Di colpo, la disoccupazione; il ritorno in Basilicata, sua terra d’origine, e l’adesione all’Associazione A.M.I.C.A. – Associazione per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale. “Gli attuali limiti di sicurezza ambientale in Italia e in Europa non tengono sufficientemente conto del Principio di Precauzione e sono fortemente condizionate da principi economici” – si legge sul sito dell’associazione; pertanto, “l’informazione è il solo strumento che i cittadini hanno per proteggersi, per fare scelte avvedute come consumatori e per chiedere ai medici e ai politici una maggiore attenzione verso le cause tossiche ambientali di molte delle malattie più diffuse oggi”.

Una condizione non riconosciuta, men che meno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ma che ha portato il Consiglio d’Europa – il 27 Maggio 2011 (con risoluzione n. 1815) – a considerare ed usare il “principio di precauzione”, prestando “un’attenzione particolare alle persone elettrosensibili che soffrono di una sindrome di intolleranza ai campi elettromagnetici e di introdurre specifiche misure per proteggerli, inclusa la creazione di aree wave-free, non coperte dalle reti wireless”; mentre già nel Dicembre 2006, in seduta plenaria, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottava la Convenzione con la quale si tutelava chi è affetto da Sensibilità Chimica Multipla, da Elettrosensibilità e da altre forme di disabilità difficilmente diagnosticabili (le cosiddette “disabilità funzionali”). Ma nel suo piccolo, nella sua regione, Savino non molla: nell’Ottobre del 2013, la Regione Basilicata riconosce come rare l’Elettrosensibilità [codice regionale RQG020, ndr], la “Sindrome Gilles de la Tourette, la “Cisti di Tarlov” e la “Sindrome Sistemica da allergie al nichel”, tanto da riconoscerne il diritto all’esenzione dal costo delle relative prestazioni sanitarie. La prima ed unica regione in Italia. Oggi, dopo tutti questi anni, Savino ha imparato (suo malgrado) a convivere con la sua elettroipersensibilità: vive a stretto contatto con la natura, lontano il più possibile da qualsiasi fonte di onde elettromagnetiche; ma mai lontano del tutto. Ha inevitabilmente imparato a gestire la sua condizione. I trascorsi 29 e 30 di Aprile, in tutta risposta all’Internet Day, hanno visto la contromanifestazione simbolica che invita a spegnere il router in favore di salute e ambiente: il Comitato Nazionale “No Wi-Fi Days” ha chiesto alla politica estrema prudenza rispetto alle connessioni senza fili, facendo appello proprio a quella risoluzione del 2011 a firma del Consiglio d’Europa. Per più di qualcuno, i ripetitori non giovano.

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