World Youth Day in Cracow (for EHS young people)

[Dal 25 al 31 Luglio 2016 si terrà a Cracovia la Giornata Mondiale della Gioventù e, a riprova del fatto che la Elettrosensibilità è un problema reale e sentito,  ci è stato comunicato che sono stati messi a disposizione per l’occasione dei posti letto per giovani Elettrosensibili interessati a partecipare all’evento.

La nostra Associazione ha infatti ricevuto la seguente e-mail da Barbara Gałdzińska-Calik, una biologa che ha pubblicato una review bibliografica sulla EHS e rappresentato la Polonia all’incontro tenutosi a Bruxelles il 12 gennaio 2016, insieme ad una insegnante e ad una parlamentare europea polacche.]

Dear All,

In this year (25-31 July) World Youth Day will take place in our city – Cracow (Poland).http://www.krakow2016.com/en/

Therefore we would like to ask whether there will be any people (young) with confirmed EHS who wish to participate in this event.

We consider the organization (for about 15 young people with EHS) safe free accommodation (noEMFs), and a special place (tent shield against EMFs) during meeting with Holy Father.

I’d like to send you ENCYCLICAL LETTER LAUDATO SI’ OF THE HOLY FATHER FRANCIS ON CARE FOR OUR COMMON HOME http://w2.vatican.va/content/francesco/en/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html The urgent challenge to protect our common home includes a concern to bring the whole human family together to seek a sustainable and integral development, for we know that things can change……Young people demand change. They wonder how anyone can claim to be building a better future without thinking of the environmental crisis and the sufferings of the excluded”

We would like to official talk with Holy Father about our Appeal to UN and the crisis regarding Electromagnetic Pollution.

Please let me know till 11 March 2016 if there is anyone with EHS interest in coming. And what do you think about this idea?

Best Regards from Cracow (Poland)

Barbara Gałdzińska-Calik

Elettrosensibilità, la malattia negata – “UnoMattina in Famiglia” del 14 maggio 2016

Durante la trasmissione Rai “UnoMattina in famiglia” del 14 maggio 2016, nello spazio dedicato al digitale condotto da Ingrid Muccitelli con la presenza del prof. Marco Camisani Calzolari, sono state fatte delle affermazioni lesive della dignità di persone, gli Elettrosensibili, che pagano duramente sulla propria pelle le conseguenze dell’avere una malattia scatenata dalla esposizione ai Campi Elettromagnetici in Alta Frequenza, ormai onnipresenti a causa dello scriteriato uso delle tecnologie Wireless da parte della popolazione.

Lascia increduli e sconcertati che sia stata fatta passare per “la bufala della settimana” una sentenza storica di un tribunale FRANCESE (E NON SPAGNOLO COME ERRONEAMENTE SOTTOLINEATO DAL PROFESSORE) che ha ridato piena dignità di vita ad una Elettrosensibile, riconoscendo la malattia di cui soffre come reale e causata dalla esposizione al Wi-Fi.
Ricordiamo come anche la corte di Appello abbia ribadito la sentenza di primo grado in base a prove inconfutabili.
NON ci risulta che la sentenza del tribunale faccia riferimento ad altri fattori eziologici che non siano le microonde del Wi-Fi incriminate, come affermato dal professore.
E NON ci risulta che NON vi siano prove scientifiche che le radiazioni emesse dal Wi-Fi possano causare danni alla salute, come affermato dal professore.

MIGLIAIA di articoli scientifici peer-reviewed (dello stesso calibro di quelli utilizzati ad esempio in ambito medico per formulare i protocolli terapeutici) DIMOSTRANO in modo chiaro che le esposizioni alle Radiazioni Elettromagnetiche in Alta Frequenza inducono effetti di natura biologico/sanitaria a livello molecolare, cellulare e clinico, su animali da esperimento, su volontari umani e anche su piante; vedere www.bioinitiative.org.

Studi epidemiologici descrivono il preoccupante aumento a livello statistico dei soggetti che soffrono di Elettrosensibilità a livello mondiale.
Si tratta di MILIONI (NON UNA!) di persone le cui condizioni di vita molte volte rasentano stati di totale abbandono con isolamento forzato e dunque esclusione dalla società, che in alcuni casi portano a gesti estremi come il suicidio, per l’impossibilità di condurre una vita normale trovandosi in aggiunta in una condizione di totale assenza di tutele ed aiuti.

Desta inoltre ulteriore sconcerto l’affermazione, sempre ad opera del professore, che il telefono cellulare posto vicino alla testa sia fonte di pericolose radiazioni mentre il Wi-Fi è innocuo.
Si tratta pur sempre di microonde e ormai è appurato che NON ci sia solo un problema di potenza di emissione, ma che anche frequenza utilizzata e sua modulazione causino pesanti effetti biologico/sanitari.
Viene citato un fattore “10.000 volte meno potente”…Ma a quale criterio di valutazione ci si riferisce?
Generalmente si attua una valutazione in V/m ed il cellulare, nella fase di connessione, può arrivare a 100 V/m, però il Wi-Fi emette picchi di fino a 10V/m (a volte anche di più) ogni circa 2 secondi, quindi, semmai, esiste un fattore 10.
Provate a prendere un misuratore in Alta Frequenza e valutate Voi se un Wi-Fi fa tanto meno campo di un cellulare.
…Ed è stato affermato con decisione che non si deve aver paura di lasciare il Wi-Fi acceso!

Poi, viene detto che basta usare l’auricolare e tenere il cellulare a 50 cm per evitare ogni problema…
Chi tiene il cellulare a 50 cm avendolo in mano? Forse una persona dagli arti superiori molto lunghi, ergo solo una minoranza dei soggetti.
Ma in ogni caso, cosa volete che siano 50 cm, quando il cellulare, per ricevere e trasmettere dati, si deve connettere ad una antenna che, al minimo, è a circa 50 metri di distanza, ma, più facilmente, si trova a centinaia di metri?
Il corpo viene comunque pesantemente irradiato e non è certo l’auricolare a salvare la vita!
Con l’informazione che è stata fatta passare, sono certamente state spinte moltissime persone ad abusare del cellulare…tanto con l’auricolare sono protette!

Inoltre, l’atteggiamento derisorio piuttosto evidente della conduttrice e dell’ospite nei confronti della Elettrosensibilità, offende gravemente la dignità e la sensibilità di persone che certamente NON hanno bisogno di essere prese in giro e denigrate come è avvenuto nel programma, dato che si trovano già a dover vivere in condizioni di vita ORRIBILI (pensate a cosa significhi non poter più lavorare e magari non avere mezzi di sostentamento, non poter più uscire di casa, essere costretti a trasferirsi in zone isolate pur amando la vita di città, doversi separare dalla famiglia o non potersela creare perché non si può più socializzare, ecc.) senza avere alcun aiuto.

NO WI-FI DAYS – 29 e 30 Aprile 2016

Elettrosensibili

La Associazione Italiana Elettrosensibili prenderà parte a questa importante iniziativa, della quale condividiamo informazioni come diramate dalle fonti ufficiali:

In concomitanza con l’INTERNET DAY annunciato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi per le celebrazioni del 30° anniversario dello sbarco del web in Italia, abbiamo pensato che fosse necessaria una mobilitazione efficace ed energica.

Abbiamo deciso di creare il Comitato Promotore del NO WI FI DAYS indicendo per il 29 e 30 Aprile 20016 due giornate di mobilitazione ispirate al Principio di Precauzione, in cui invitiamo a spegnere il segnale Wi-Fi per sensibilizzare la collettività sui rischi e i pericoli per la salute pubblica legati all’annosa presenza ubiquitaria dell’irradiazione delle onde elettromagnetiche prodotte dal segnale Wi-Fi.

Vi invitiamo a partecipare al Comitato Promotore del NO WI FI DAYS per indire una contromanifestazione simbolica nelle giornate del 29 e 30 Aprile 2016, attraverso un’azione tesa ad incoraggiare la popolazione italiana a spegnere per quelle giornate il segnale Wi-Fi, per diffondere una maggiore consapevolezza e una presa di coscienza collettiva sul problema, creando una rete di dialogo sui social network, ponendo poi la questione all’attenzione degli organi di informazione e mass media, nonché alla classe politica parlamentare, regionale e locale, alla quale si chiederà di adottare misure di trasparenza e più restrittive sui valori di emissione elettromagnetica.

Pertanto è gradita la partecipazione della Vostra Associazione/Comitato/Fondazione che, in caso di adesione, verrà inserita nella lista dei costituenti il comitato (nel caso in cui si disponesse di un logo-marchio, lo si può inviare per l’inserimento). Sinora è stato predisposto un testo di base di presentazione del progetto che alleghiamo per una vostra condivisione.

Comitato Promotore no wi fi days

nowifidays@gmail.com

NO WI-FI DAYS - image

Come partecipare

Scarica e stampa il volantino, diffondilo per sensibilizzare la popolazione del tuo territorio.

Diffondi la notizia tra i tuoi conoscenti, utilizzando i social network.

Scrivi alla stampa e alla rappresentanza politico-istituzionale del tuo territorio (cominciando dal sindaco!), allegando il volantino.

Facebook gruppo NO WI-FI DAYS
Seguici, segui le notizie, clicca e fai cliccare MI PIACE, inserisci post e foto.

Twitter #nowifidays
Commenta l’evento utilizzando l’hastag #nowifidays.

Email nowifidays@gmail.com
Scrivici, aderisci al Comitato Promotore oppure commenta e invia foto o notizie.

Pagina Facebook del gruppo NO WI-FI DAYS
Elettrosensibili

Scarica il Volantino
Elettrosensibili

Scarica la Lettera ai politici
Elettrosensibili

== AGGIORNAMENTO ==

Per un uso capillare sul territorio di vostra competenza, per una maggiore diffusione a mezzo stampa per mezzo delle Vs associzioni, si allega

Comunicato Stampa N° 1 – 26 Aprile 2016

NO Wi-Fi DAYS PER IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE: SOLO INTERNET VIA CAVO E’ SICURO

In concomitanza con la festa del Web di Renzi, il Comitato Nazionale No Wi-Fi Days lancia due giorni di simbolica contro manifestazione per sensibilizzare Governo e opinione pubblica sui rischi e pericoli per la salute umana e il Pianeta derivanti delle connessioni Wireless. Richiamata l’adozione di politiche più cautelative.

Sabato 29 e Domenica 30 Aprile 2016 sarà ‘No Wi-Fi Days’, in concomitanza con l’Internet Day per la presentazione del Piano Banda Ultra Larga e con i festeggiamenti promossi dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel 30° anniversario dello sbarco del Web in Italia.

 (…..)

Per la parte RIFERIMENTI UTILI, ci si è serviti dell’aggronamento redatto dalla Dott.ssa Fabia Del Giudice del COMITATO LECCE VIA CAVO.

Sacarica il Comunicato Stampa 1
Elettrosensibili

== AGGIORNAMENTO ==

Per un uso capillare sul territorio di vostra competenza, per una maggiore diffusione a mezzo stampa per mezzo delle Vs associzioni, si allega

Comunicato Stampa N° 2 – 29 Aprile 2016

Sacarica il Comunicato Stampa 2
Elettrosensibili

“Controcorrente: vite appese ad un filo” – finalmente in TV

Teleambiente
Controcorrente: vite appese ad un filo” è un video inchiesta sull’Elettrosmog e i suoi effetti dannosi sulla salute umana, realizzato circa due anni fa da Marco Puelli, Claudia Mingardi, Marcella Vezzoli e Francesco Berlucchi con la collaborazione della nostra e di altre Associazioni.

Verrà finalmente trasmesso nei prossimi giorni da TeleAmbiente nella nuova puntata di “AttivAmbiente” (http://www.teleambiente.it/attivambiente/), con le seguenti modalità:

canali 78 (Roma, Napoli, Pescara, Perugia) e 218 (Milano) del digitale terrestre
streaming sul sito della tv (http://www.teleambiente.it/),

nei giorni:

LUNEDÌ 11/01/16 ALLE ORE 16.30
MARTEDÌ 12/01/16 ALLE ORE 11.30
GIOVEDÌ 14/01/16 ALLE ORE 22.30
SABATO 16/01/16 ALLE ORE 02.00.

Nell’attesa, potete vederne il trailer al seguente link:

The Scams of EMF Protection by shields and pendants

[Alcune considerazioni del veterano di guerra ed esperto in comunicazioni militari George Parker riguardo a molti dei prodotti per la difesa dai Campi Elettromagnetici (CEM) presenti sul mercato (chip, diodi, neutralizzatori, pendenti, amuleti, ecc.).

E’ fondamentale capire che proteggersi dai CEM non è cosa facile, in quanto sono altamente pervasivi ed invasivi! Conseguentemente, non esistono soluzioni spicciole al problema!

Chi propone soluzioni spicciole cerca solo di sfruttare le paure delle persone per fare business, vendendo prodotti inutili allo scopo.

Purtroppo, in questo particolare periodo nel quale sempre più persone stanno prendendo coscienza della pericolosità dei CEM senza però avere le adeguate conoscenze per capire a fondo il problema e valutarne dunque le adeguate soluzioni, sono in molti a cadere nella trappola.

George Parker segnala anche un articolo scritto dall’esperto di Campi Elettromagnetici ed Elettrosensibilità Lloyd Burrel in merito alla questione, il cui link potete trovare verso la fine della trattazione.]

By George Parker

George Parker (2)

“I wear my heart my sleeve and call a spade a spade, and involved in military communications for many years, and qualify myself as an ex-military microwave expert; I am sure that all you will get from me is the truth that will set you free.

I know and everyone else knows that there is no new age, snake oil gimmick, such as shields, pendants, diodes, neutralisers, discs, and amulets that will give your protection from electrical magnetic fields (ELF) and microwave non-ionised radiation (MWNIR), which are mainly referred to as EMFs (electromagnetic fields). There is another product hitting the market offering protection against all these nasty wireless radiation and will cover you in a cone of natural frequencies keeping you safe and healthy.

EHS has become the curse of humanity and many suffer extremely from MWNIR and ELF, but sadly, literally hundreds of professed experts selling their snake oil wares, such as EMF prevention products come clambering out of the woodwork, claiming they can stop the suffering of EHS sufferers from MWNIR and ELF, which is nothing more than new age whiz-bang technology that is praying on the sick!

All the companies will assure the reader that their products works; it has been researched and scientifically proven by their clever marketing that’s supposedly “backed-up” by qualified researchers. Sadly, they omit to ignore all the scientific research and government documents telling a different story of the dangers and health risks of long-term and prolonged exposure to MWNIR and ELF, and the damage it can do to a person’s body. If all these protection products worked, I am sure the military and government would close them down very quickly.

To sell any gadget, there has to be research, because without it they wouldn’t sell, and to make them sell they make their products attractive. One product from one supplier was pulled apart, contained nothing more than pretty coloured plastic and bits of copper wire, sometimes curled.

These companies find the right researcher, because they pay to have their research done, to get a desired result, and then they follow-up these unfounded researches with so-called “personal testimonials” from people, who sing their praises. Their Sales Departments will constantly emphasise these testimonials of good reports, but we never hear of the bad reports and complete failures that the product doesn’t work.

I’ve always advised intentional purchasers, such as EHS sufferers, of these gadgets to ask themself:

(1) Which and what people say they work?

(2) Do you know anyone that says they work?

(3) When reading testimonials, ask: “How real are these testimonies?”

Unscrupulous companies will print anything to get your attention, and use false testimonials or pay people to give positive testimony, and we see it all the time on the multitude of companies who flaunt the universal laws of morality.

We all know about the placebo effect and sufferers will pay much money for these devices, on the testimony of the clever marketing of these companies. First off, their products are always expensive, and the sufferers manifest a strong belief that they will work, and because they believe they work, then sometimes they may. But in reality they don’t. The placebo effect is the beneficial effect of a fake “EMF protection device”, which is derived from expectations that a person may have about a gadget working for them.

There are many honest people who have reported apparent improved health when they first bought the gadget, and I’ve been there myself, but over time my health deteriorated much quicker, and so did all the other people. There is no “golden bullet” or “quick fix” for the penetrating and destructive MWNIR and ELF emitted from the wireless technology and electrical appliances and products of the 21st Century. It appears that most don’t realise that MWNIR and ELF is classified “2B Carcinogenic”, and past medical research has shown that exposure to MWNIR caused neurological, cardiovascular and haemodynamic disturbances.

All of these EMF Protectors have one thing in common and there’s virtually no way of knowing for sure if they work, but proof is in the pudding when you dismantle one and see what is inside of them. You can’t measure them with any form of EMF meter. When a particular product was pulled apart there were nothing than bits of coloured plastic and a few pieces of wire. Any company will gladly take advantage of the frustration and gullibility of an EHS sufferer, by selling their wares and giving their assurance that it works, when there is no guarantee.

EHS sufferers know that to gain EMF protection is diagnosed by taking measurable readings with specific measuring devices, such as an ELF and MWNIR metre. We buy a meter that reads electrical magnetic fields and electromagnetic radiation that displays electrical mg (milligauss) and v/m, and wireless readings of dBm, mW/m2, and v/m. When these metres show specific readings in our area, we take action to reduce these exposures by shielding oneself using specific proven shielding metals and cloth, and clothing to protect oneself from MWNIR and ELF that is coming through the walls and ceilings of their home from the wireless technology and electrical appliances and power lines.

Even the specific filters that claim to reduce the electrical fields of dirty electricity causes other problems that most are not aware of. These gadgets may also emit untested and unnatural emissions, and then it can also cause other health problems.

You cannot emulate a natural frequency, because natural frequencies are not stable and wanders around a lot. A manmade frequency of MWNIR is like a knife, and cuts through human flesh, and reflects in all directions of any reflecting layer.

All EHS sufferers I have spoken to who have tried these products all said that they did nothing, and they passed them onto other EHS sufferers to see if it helps them, and it didn’t help them either. My contacts who are highly qualified people and they all said: “They don’t work!”

Here is an example of one such paid review:
“I’m Electrosensitive, so I’ve been researching this subject for a number of years. I’ve also tried a lot of the devices out there, and agree that many of them can’t be measured for effectiveness. However, I did find that Earth-calm products do work really well for me. All my symptoms got better almost immediately–some it took a few months–but I’m functioning now like a “normal” person, for the first time in years.”

Wow, this person is acting like a “normal person” after hanging a piece of metal around their neck that is full of coloured plastic and a few pieces of wire. It’s obvious they are not EHS.

The trials and tribulations of people suffering from EHS are enough of a burden without them being preyed upon by companies or new age whackos, who market “EMF protection devices”, such as: neutralising chips, diodes, pendants, clocks or shields; and there is one bloke out there peddling a computer software that will stop the MWNIR and ELF symptoms.

The people who “invented” these devices are either naive and self-deluded, or dishonest; take your choice. The research or “experimental proof” they present is an elaborate fabrication, is conducted without proper controls or is grossly misinterpreted and the researcher is paid for the right result. There is no good scientific evidence that any of the devices work, nor would they be expected to work, since at best the mentality of their “inventors” appears to approach that of a child who shows you they have assembled a working radio from a string of beads.

One inventor claimed that his device turned electrons into neutrons, which of course is impossible and nonsense. In the case of EMF, their imagination doesn’t create reality. And the only reality they will prove is their financial profit and sadly more sensitisation to EMF for the EHS sufferer.

These devices are scams that are not believable to anyone unless their judgement is biased by wishful thinking. My knowledge and understanding of science and my personal background in the workings of ELF and MWNIR, my intuition and my common sense all tell me that that the only way any of these devices could work is via a placebo effect and nothing more.

Here is another EHS expert who is well known and respected amongst the EHS sufferers, and I would have much faith in Lloyd:

http://www.electricsense.com/6648/emf-protection-scams-chips-diodes-neutralizers-pendants-amulets/

When these companies decide to give a 90-day guarantee of refunding all monies if a customer isn’t satisfied, as some give a 30-day guarantee, which is full of holes!

I have offered on many occasions to these groups if they are prepared to send me their products so I could test drive or hand them out to other EHS sufferers to test drive for a professional review from experts and not paid testimonies, but all have declined.”

Italy: The Electrosmog Bomb: 1.8 Million Patients

[An interview made in 2013 to our vice president Paolo Orio, translated into English by a foreign site.

Una intervista del 2013 fatta al nostro vicepresidente Paolo Orio, tradotta in Inglese da un sito estero.]

22 novembre 2013, “Towards Better Health”

The electrosmog bomb : In Italy 1.8 million patients
by Alessandro Barcella, La Notizia, 21 March 2013 (translated from Italian by the Google and the Editor of this blog)

The government ignores its own research. At stake, the interests of telephone companies

For the World Health Organization, it represents 1 to 3% of the world population. The data are actually understated because the most recent statistics show 10%. And in Italy? Statistics do not officially exist, although according to the most optimistic ones, the rate should be about 1.8 million. We are talking about so-called “electrosensitive” people, those with a real disease attributed to exposure to electromagnetic fields (both high and low frequency) emitted from a variety of sources. Their “mortal enemies” are everywhere: mobile and cordless phones, mobile phone base stations and power lines, Wi-Fi and laptops. And also civil and industrial radar, iPads or microwave ovens.

A sentence with no escape for some, who, in many countries of the world, are forced to live in caves or in the open countryside.

Paolo Orio, Vice President of the Italian electrosensitivity association [https://www.elettrosensibili.it/], is one of those who is sick. “The symptoms can vary in intensity, duration and location,” he tells us. “These include headache, sleep and memory disturbances, nausea and burning along the whole trunk of the body, or reddening of the skin, changes in heart rate and mood. An “ordeal” for him, which began with the first symptoms back in 1999, after three years of intensive cell phone use. “It all started with a headache, pain in the ear against which I held the phone, even intense itching in the ear canal. I went to the doctor but found no answers because the disease is not yet recognized, that is, included in the International Classification of Diseases (ICD) of the World Health Organization. This is because electrosensitivity is the victim of strong conflicts of interest, gigantic, if we consider only the role of the mobile phone industry.

This illness, which concerns a small segment of the population, is neglected, without any minimum guarantee of health care in terms of diagnosis, prognosis and treatment.

“For us, it becomes difficult, if not impossible, to go to the movies, to the theater, in public places like libraries where Wi-Fi is now everywhere, or on main means of transport,” says Paolo Orio. “I have not used a cell phone for 14 years. The car has electronic control unit shielding which immediately warns me of electromagnetic fields, and I switch off the power behind my bed.

Threshholds of danger are arriving much later in our country than demonstrated by international scientific studies.

In Italy, the limit values for “exposure to electromagnetic fields” are 6 volts / meter for high frequencies and, values of 10 and 3 microtesla for low frequencies.

There is a vast body of scientific evidence, with thousands of published studies, however, which show that very low electromagnetic field levels can have biological/health effects on humans and animals – even levels on the order of 0.4 microtesla for low frequencies and 0.2 volts / meter for high frequencies.

There is an urgent need for an “immediate modification of the law as called for by the European Parliament with the historic Council of Europe resolution of 2009”.

What risks does the “exposed” population incur? There are three stages of the disease, and all three are irreversible. The last one, according to research by Professor Belpomme (internationally renowned Paris oncologist) is a pre-Alzheimer’s stage, causing irreversible damage to the neuronal level and from cerebral blood perfusion. This may be compounded by the fact that cell phones are being used at a younger and younger age.

Recently, Belgium decreed a ban on cell phones for children under the age of 7 and Israel has imposed labeling on telecoms operators with the words, “attention, this can cause cancer.”

But Italy is a country where commissioned scientific research has suddenly disappeared. Paolo Orio says, “A few years ago, the National Institute of Health did start a study to assess people with this syndrome. The aims of the study were the evaluation of some parameters that could change in electrosensitive subjects.

The study undoubtedly began with good intentions, but was mysteriously not published. Then recently, came some kind of “joke”. “The decree relating to implementation of 4G or LTE technology has, under Article 14, surreptitiously increased the exposure limits of the law. The decree says that the electrosmog produced by a mobile phone antenna located near a home, courtyard or school should be calculated as the average of the emissions over 24 hours and no more than 6 minutes in daily peak times (as a rule, 13 or 20 minutes for telephone traffic in urban centers). This will widen the basis of calculation and the average daily highs will be offset by the minimum at night when there is less traffic and therefore less electrosmog. A good move, no doubt about it.”

What can one do individually, then, to reduce the risks? “For we who are sick,” said Orio, “avoid using cell or cordless phones (replace them with landlines), get rid of Wi-Fi, replace low energy consumption light bulbs.

The healthy use of your mobile phone is with a headset. If you have Wi-Fi, at least turn it off at night, replace the handset with a fixed phone and do not place the laptop on your lap when using Wi-Fi, because it is proven to reduce male fertility.

At the legislative level, Associations should demand policy changes: the rapid recognition of electrosensitivity as a pathology, which in Sweden is even classified as a disability. Secondly, a reduction in exposure limits, as international agencies and groups of independent scientists free from conflicts of interest have requested.

And maybe the example of elsewhere in Europe of “electrosmog-free areas” where you can rest for a few moments. And finally, prevent new segments of the population (especially children and adolescents) from getting sick. A pious wish perhaps, in a country where new mobile phone masts are defined by the policy “primary infrastructure works.”

Original article in Italian:
http://www.lanotiziagiornale.it/la-bomba-dellelettrosmog-in-italia-18-milioni-di-malati/

Source/Fonte:

http://mieuxprevenir.blogspot.co.uk/2013/11/italy-electrosmog-bomb-18-million.html

Electrical Sensitivity & Hypersensitivity – Sensibilità ed Ipersensibilità Elettromagnetica

[Interessante articolo che consente di capire qualcosa di più sulla Elettrosensibilità/Ipersensibilità Elettromagnetica.
La traduzione in Italiano segue la versione in lingua originale.]

Tuesday, 03 November 2015, “www.ei-resource.org”

Information kindly provided by www.powerwatch.org.uk

What is Electrical Hypersensitivity (EHS)?

Electrical hypersensitivity (EHS) is a combination of up to three factors:

1. a natural sensitivity, similar to other idiopathic or allergic reactions, which is not typical of the general population.

2. sensitisation by some trigger, which could be one, or more, of a variety of commonly encountered substances.

3. sensitisation by some incident, which has the capability of damaging the bioelectrochemical communication within the body.

Some people are electrically sensitive, that is they are aware of the presence of electromagnetic fields (EMFs), but are not adversely affected by them. Other people may or may not be aware of the presence of EMFs, but can become seriously ill in their presence. These people we refer to as electrically hypersensitive (EHS). People who have developed EHS have a physiological disorder, characterized by neurological and idiopathic reactions, that noticeably appear or intensify near sources of EMFs such as electrical appliances, especially VDUs (computer monitors), power lines, fluorescent lights, mobile phones, cordless phones, wireless computers (wLANs), mobile phone base stations, etc.

Being EHS means experiencing recurring feelings of stress or illness when near an EMF source. Any noticeable, recurring ill health that is triggered by an electromagnetic field, and that diminishes or disappears away from the EMF source, constitutes a case of electrical hypersensitivity. While symptoms may diminish quickly after the exposure is reduced, it can take several days, weeks or occasionally months if the person has become severely sensitised, for the effects to disappear.

It is not yet known whether EHS is an independent condition, or a kind of Multiple Environmental Sensitivity Syndrome, linked possibly also to Multiple Chemical Sensitivity Syndrome.

For EHS sufferers living in a high EMF environment, it is like a person with auditory sensitivity trying to carry on normal life with someone shouting in both ears all the time.

Many electrically sensitive people seem to have quite dry skin and can carry high electrostatic charges on their body. Not only can other people experience a ‘zap’ when touching the person, but the electrostatic charges can also be transferred to electronic equipment causing equipment to malfunction. This can sometimes give an appearance of clumsiness or ineptitude, which can lead to a lack of confidence in using electrical equipment. This is quite concerning when young people, even in pre-school nurseries, are being exposed to computers, and they may develop this sensitivity, which can lead to a lifelong lack of confidence and self-esteem problems.

How many people does EHS affect?

People who have EHS develop different symptoms, for reasons that are poorly understood. Some people will react to power-frequency electric fields, some to magnetic fields and some to both. They may (or they may not) also react to radiofrequency fields such as those transmitted by the mobile phone networks, some reacting to the phones, some to the masts, and some to both. Some people will onlyreact to radiofrequency fields and not to power-frequency fields. Some people will even react to sunlight, another part of the EMF spectrum.

Because of this the condition is not an easy one to diagnose. People with EHS often cannot go into hospital, even to visit. Hospitals are full of electrically powered equipment, some giving off very high EMFs, and hospitals have fluorescent lights, a common trigger for EHS and intolerable to most EHS people.

The incidence of EHS seems to be slightly higher in women than in men, and there appear to be significant day to day variations in their sensitivity. Many people with EHS have lower incomes and may be unemployed. These variations may be explained, at least in part, by difference in Health and Safety practices, especially with regard to chemical (and other) exposures in lower paid jobs, and the fact that EHS can lead to the inability to work in a ‘normal’ environment.

The social, work and financial lives of EHS sufferers are likely to be affected by the fact that fluorescent lights are used in public offices (making it hard to make claims for, or to draw, Social Security benefits), shops, libraries, theatres, cinemas, concert halls, restaurants, churches, trains, trams and buses.

A study by the Irish Doctors Environmental Association reported that half the people reporting ill-health effects as a result of living near to mobile phone base stations were unable to work due to the severity of the symptoms. They also led a very restricted social life, feeling like ‘prisoners’ in their own homes, which were not always comfortable places for them to be either.

Even cars have electrical and electronic equipment (power wiring, fan motors, computerised controls and dashboards) that can disturb electrically hypersensitive people, especially in the front seat.

Many trains, railway stations and planes now contain wireless computing systems, so that passengers can access the internet ‘on the move’. City centres are being covered by WiMAX systems, making access for EHS sufferers ever more difficult. Neighbours who are ‘ham’ radio operators can, even unwittingly, make an EHS neighbour’s life almost unbearable. A nearby lamp-post height mobile phone mast can make a house uninhabitable by an EHS person. They may not even be able to go down a road where one of these masts is situated. This makes living a ‘normal’ life almost impossible in severe cases of EHS.

It is generally accepted that probably between 3% and 7% of the population are EHS to some degree and maybe up to 35% show some mild indications of electro-stress.

What are the initiators of EHS?

Electrical hypersensitivity can have a variety of causes; computer monitors (VDUs), fluorescent lights, mobile and cordless phones are believed to be among the most common initiators of the problem; working in high magnetic fields, MRI scans, wireless computing systems, chemical overload, ‘closed head’ injury, allergy, low energy lamps, trauma, electric shock, metallic implants, even lightning strikes are other initiators. Many people experience an abrupt onset of symptoms following exposure to a novel EMF such as fields associated with a new computer, a new phone or new fluorescent lights.

Working in high electromagnetic fields can produce sensitivity. Drivers of electric trains are members of a group in which hypersensitivity can lead to very dangerous consequences. 10 – 25% of UK train drivers report ‘missing time’, time in which they were unaware of their surroundings. However brief this ‘absence’ may be, if it is at a critical place, e.g. coming up to a red light, it is possible that this could lead to fatal accidents.

British biophysicist Peter Alexander said, “Once the individual is sensitized to an agent the initial aggressor is immaterial. The biological reaction will be the same to all agents.” EHS commonly also develops with multiple chemical sensitivity (MCS). Computer monitors, and many other electronic items, give off quite toxic volatile organic chemicals (VOCs) when the cases and electronic components ‘burn in’ from new.

According to the UK’s Building Research Establishment, and a separate Australian study, new houses 1-2 years old can emit many times the level of potentially carcinogenic volatile organic compounds as houses built just 10 years ago. The sources include formaldehyde from treated wooden floors and furniture, toxic compounds from fresh paints and solvents, and hormone disrupting chemicals from carpets and vinyl flooring.

 

Symptoms

Try the questionnaire at the end which includes most of the symptoms experienced by people with electrical hypersensitivity.

 

Tips for avoiding electrical hypersensitivity

Reduction of exposure in the house

There are two main sources of EMFs inside the home. The house wiring, and electrical appliances. Check your house wiring to ensure that field levels where you sleep and sit for extended periods, the two places where your biological systems are at their most vulnerable, are low.

Check the levels from all electrical appliance, especially near the bed and those which have a motor and heater. If you are unsure keep all electrical appliances at least a meter away from your pillow (including un-earthed bedside lights), clock radios, TVs, etc. Cordless phones and mobile phones should not be in the bedroom as they both give off high fields. Cordless phones emit microwave radiation all the time, mobile phones emit at maximum strength intermittently when on standby, and the re-charging unit gives off power-frequency fields as well.

Do not use an induction hob in the kitchen, and keep your distance from all electrical appliances when in use, especially if you are pregnant, are attempting to conceive (men and women) or if you have a compromised immune system due to ill-health or age.

Reduction of exposure at work

Many offices are full of electronic and electric appliances, computers, faxes, printers, photocopiers, air conditioners, de-humidifiers, electric fans, etc. Phones and burglar alarms can use microwaves. Computers are increasingly networked using microwaves. All these can make working life unbearable for the EHS office worker.

In the community

Schools, hospitals, residential homes, shops are all full of fluorescent lighting and other equipment that can provoke idiopathic reactions in the EHS person, making their tolerance level even more sensitised. Most shops have electronic tills, and security tagging devices, for stock control and to prevent theft. All these can produce symptoms for the person with EHS.

Mobile phone street masts are springing up everywhere, in residential areas, city centres, shopping malls, train and bus stations. These can produce very severe symptoms in people with EHS.

Transport

All modern forms of transport (Cars, trains, trams, planes, buses and coaches) can have high levels of electromagnetic fields. Older cars, more basic planes are usually less of a problem. Trains are becoming more of a problem with the addition of wireless computing facilities on board and in stations.

 

Other things you might consider doing to keep as healthy as possible

People with EHS should wear clothes and shoes made of natural materials or even special conductive clothing and footwear that is made for workers in the electronics semiconductor industry. You need to have flooring that is made of natural material, as you build up static charges every time you move your feet. You should ‘earth’ yourself frequently, by touching metal objects, or walking barefoot on the earth. Drink plenty of ‘good’ water, extra to what you take in tea and coffee, which are diuretic. People in general suffer from sub-clinical de-hydration, and it seems to be more of a problem for people with EHS.

Some people with EHS benefit from many complementary health treatments. These have not had a lot of researched done, but there is some information in the book on EHS (below).

For further information see the EMFields website www.emfields.org for the range of Powerwatch publications, ‘Electrical Hypersensitivity, a Modern Illness’ which contains detailed references to the research mentioned in this article, and ‘The Powerwatch Handbook’ which has a chapter on avoiding EHS, and plenty of practical advice on reducing your exposure to potentially damaging electromagnetic fields.

 

Do EMF Shielding Products Really Work?

Many people have brought our attention to adverts for pendants, buttons, towers, etc. that claim they protect the wearer, or the house, from EMFs.

We have tested some of these, and our extensive range of instrumentation show no change whatsoever in electromagnetic fields as a consequence of wearing the item, putting it on a mobile phone or computer or putting it in a room where the electrically sensitive person sits. In fact some mains-driven towers can make the situation worse.

Most companies wrap up their claims in pseudo-scientific jargon, claiming research in some unrecognised ‘scientific’ institution, by some unheard of authority, with poor, to non-existent, research protocols, using units of scale or measurement that have been devised specially for the task. Pictures showing dramatic changes in blood composition, etc. may be on different scales and/or taken in different situations, making them impossible to compare. Unfortunately, the documentation can look quite convincing to somebody without the experience of making sense of scientific research, which we spend most of our working time doing.

Having said that, we freely admit that we are unable as yet to test any very subtle effects on the human immune system that many claim their item makes. Unfortunately the scientifically validatable instrumentation does not exist in most parts of the world to do this, whatever the claims may be.

Russia has a history of making some really major scientific breakthroughs in areas of the subtle sciences, as for a long time they were unable to match the financial inputs of many Western health services. It is certainly an interesting place to watch for new, very genuine, additions to our biological knowledge.

Meanwhile, we suggest two things. Whatever may (or may not) work at a subtle level, is less likely to be effective if you do not also address the gross infliction of EMFs on the human body. You need to remove these before the subtle energies of the body can have a chance at putting right any damage done. Then only buy gadgets with a money-back guarantee. If it works for you, keep it, if it doesn’t return it and get your money back.

We realise that the person with EHS may need sveral weeks, even months, to feel the benfits of EMF reduction. We have no answer for that.

On the Powerwatch website FAQ section (on the menu on the left hand side of the homepage), Q11 (below) is a useful tool for evaluating the claims made by companies. This was a real-life promotion that was brought to our awareness.

11. How do I know whether I can trust the research done to support mobile phone EMF safety microchips?

 

Electrical Hypersensitivity Questionnaire

Do you suffer from electrical hypersensitivity?

 

Score as follows:

If you have the symptom described:

Frequently – score 2
Occasionally – score 1
Never – score 0

 

Do you suffer from:

  1. Numbness, weakness or prickling sensations in your joints or limbs
  2. Feelings of abnormal tiredness or weakness that cannot be explained by your life commitments
  3. Changes in your ability to think clearly or finding it difficult to concentrate, depending on where you are
  4. Aches and pains, cramps or muscle spasms in your joints, bones and muscles in your shoulders, arms, legs, feet, wrists, ankles, elbows and pelvis. Fibromyalgia
  5. Headaches
  6. Tenseness
  7. Restlessness, anxiety
  8. Memory loss
  9. Sleep disturbance, insomnia
  10. Feebleness, dizziness, tremors
  11. A tendency to skin redness, itchiness, rashes, tingling or dry skin
  12. Abdominal pain, digestive problems, irregular bowel movements, sickness
  13. Feeling too hot, fever
  14. A smarting, irritating sensation, a pain, or a feeling as if there is grit in your eyes. Blurred vision or flickering before the eyes
  15. Nosebleeds or blood pressure changes
  16. Heart arrhythmias or irregularities, palpitations or chest pain
  17. Toothache or neuralgia
  18. Hair loss
  19. Hearing clicks, humming, buzzing, hissing or a high-pitched whine
  20. Sensitivity to light, especially fluorescent lights or computer screens (sometimes, though rarer, even daylight)
  21. Bouts of unusual irritability, rage, violence, destructiveness, feeling hostile
  22. Thyroid problems
  23. A generalised feeling of impending influenza that never quite breaks out
  24. Depression
  25. ‘Missing time’, blackouts or convulsions.

If you scored 15 to 25 out of 50, you may be one of the 35 per cent of people suffering from some degree of electro-stress. If you scored more than 25, you may have developed EHS.

» Learn about the associated problem of “dirty electricity

 

Discuss:

Electrical Sensitivity/Hypersensitivity Forums

[IT]

Cosa è la Sindrome da Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS)?
La Sindrome da Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS) è una combinazione di almeno tre fattori:

  1. una sensibilità naturale, simile a quella di altre reazioni idiopatiche o allergiche, che non è tipica della popolazione generale.
  2. una sensibilizzazione innescata da una varietà di sostanze con le quali si viene comunemente in contatto, che possono essere una o più.
  3. una sensibilizzazione per un qualche incidente che abbia la capacità di danneggiare le comunicazioni bioelettrochimiche all’interno del corpo.

Alcune persone sono Elettricamente Sensibili, cioè possono percepire la presenza dei Campi Elettromagnetici (CEM), ma non sono da questi influenzate negativamente.
Altre persone possono percepire oppure no la presenza dei Campi Elettromagnetici, ma possono diventare gravemente malate in loro presenza [ATTENZIONE! E’ per questo che i test effettuati sui soggetti affetti da EHS, aspettandosi che questi percepiscano la presenza dei CEM come prova della loro Elettrosensibilità, sono assolutamente fuorvianti!]. Ci si riferisce a queste persone come Elettromagneticamente Ipersensibili (EHS).
Le persone che hanno sviluppato la EHS hanno un disturbo fisiologico, caratterizzato da reazioni neurologiche e idiopatiche, che chiaramente appaiono o si intensificano vicino a fonti di Campi Elettromagnetici, quali elettrodomestici, soprattutto videoterminali (monitor di computer), linee elettriche, luci fluorescenti, telefoni cellulari, telefoni cordless, computer wireless (WLAN), stazioni radio base di telefonia mobile, ecc.

Essere EHS significa sperimentare sensazioni ricorrenti di stress o malattia, quando si è in prossimità di una fonte di CEM.
Ogni evidente e ricorrente problema di salute che venga provocato da un Campo Elettromagnetico e che diminuisca o scompaia lontano dalla fonte di CEM, costituisce un caso di Ipersensibilità Elettromagnetica. Sebbene i sintomi possano diminuire rapidamente dopo che l’esposizione venga ridotta, possono essere necessari diversi giorni, settimane o talvolta mesi affinché gli effetti scompaiano, se la persona è diventata gravemente sensibilizzata.

Non è ancora noto se l’EHS sia una condizione autonoma, o una sorta di sindrome da sensibilità multipla ambientale, legata forse anche alla Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla.

Per chi soffre di EHS vivere in un ambiente ad alti livelli di CEM, è come per una persona con una sensibilità uditiva cercare di condurre una vita normale con qualcuno che le gridi in entrambe le orecchie per tutto il tempo.

Sembra che molte persone Elettricamente Sensibili abbiano la pelle molto secca e possano trasportare alte cariche elettrostatiche sul loro corpo. Non solo le altre persone possono sperimentare uno “zapping” quando toccano la persona Elettrosensibile, ma le cariche elettrostatiche possono anche essere trasferite alle apparecchiature elettroniche provocando in queste dei malfunzionamenti. Questo a volte può dare una parvenza di goffaggine o inettitudine, che può portare ad una mancanza di fiducia nell’uso di apparecchiature elettriche. Tutto ciò è abbastanza preoccupante quando i soggetti giovani, anche in asili nido, sono esposti ai computer e possono sviluppare questa sensibilità, che può portare ad una mancanza di fiducia e a problemi di autostima per il resto della loro vita.

Quante persone sono ammalate di EHS?

Le persone che hanno l’EHS sviluppano sintomi differenti per ragioni che sono poco conosciute.
Alcune persone reagiscono ai Campi Elettrici delle linee elettriche [nota: in bassa frequenza], alcune ai Campi Magnetici e altre ad entrambi.

Essi possono (oppure no) reagire anche ai Campi a Radiofrequenza [nota: in alta frequenza]  come quelli trasmessi dalle reti di telefonia mobile, alcuni reagire ai telefoni, alcuni alle stazioni radio base (SRB) e alcuni ad entrambi.
Alcune persone reagiscono solo ai Campi a Radiofrequenza e non a Campi delle linee elettriche. Alcune persone reagiscono anche alla luce del sole, un’altra parte dello spettro Elettromagnetico.

A causa di ciò, la condizione non è facile da diagnosticare.
Le persone con l’EHS spesso non possono andare in ospedale, anche solo per una visita.
Gli ospedali sono pieni di apparecchiature ad alimentazione elettrica, alcune delle quali emanano campi elettromagnetici molto alti, e gli ospedali hanno luci fluorescenti, un “trigger” comune della EHS ed intollerabili per la maggior parte delle persone affette da questa condizione.

L’incidenza della EHS sembra essere leggermente superiore nelle donne rispetto agli uomini e sembrano esserci significative variazioni giornaliere nella sensibilità.
Molte persone con l’EHS hanno redditi più bassi e possono essere disoccupate. Queste variazioni possono essere spiegate, almeno in parte, da differenze nelle prassi di Salute e Sicurezza [sul lavoro] specialmente per quanto riguarda le esposizioni chimiche (e altre) nei lavori meno retribuiti, e dal fatto che l’EHS può comportare l’impossibilità di lavorare in un ambiente lavorativo “normale”.

La vita sociale, lavorativa e finanziaria dei malati EHS è suscettibile di essere colpita dal fatto che le luci fluorescenti sono utilizzate in uffici pubblici (il che rende difficile fare richieste per, o attingere a, benefit di Sicurezza Sociale), negozi, biblioteche, teatri, cinema, sale da concerto, ristoranti, chiese, treni, tram e autobus.

Uno studio condotto dalla Associazione per l’Ambiente dei Medici Irlandesi ha riportato che la metà delle persone le quali hanno riferito effetti nocivi alla salute per il fatto di vivere vicino alle Stazioni Radio Base della telefonia mobile, non sono state in grado di lavorare a causa della gravità dei sintomi.
Hanno anche condotto una vita sociale molto limitata, sentendosi come “prigionieri” nelle loro case, che in aggiunta non erano sempre posti confortevoli nei quali vivere [nota: a causa dell’inquinamento indoor e di quello proveniente da fonti esterne, appartamenti/case dei vicini inclusi].

Anche le auto hanno apparecchiature elettriche ed elettroniche (cavi di alimentazione, motori del ventilatore, controlli computerizzati e cruscotti), che possono disturbare le persone Ipersensibili Elettricamente, soprattutto sul sedile anteriore.

Molti treni, stazioni ferroviarie e aerei ora sono dotati di sistemi informatici senza fili, cosicché i passeggeri possano accedere a internet mentre sono in movimento.
I centri urbani sono coperti da sistemi di trasmissione WiMAX, rendendo l’accesso per chi soffre di EHS sempre più difficile.
I vicini che siano radioamatori possono, anche inconsapevolmente, rendere la vita di un vicino con l’EHS quasi insopportabile [nota: ma attenzione, anche i vicini che banalmente  usino il Wi-Fi in casa possono rovinare la vita di un soggetto con l’EHS, costringendolo ad abbandonare la propria abitazione per smettere di soffrire! E ci si chiede se questa sia una cosa accettabile.].
Una vicina Stazione Radio Base della telefonia mobile all’altezza di un lampione può rendere una casa inabitabile per una persona con l’EHS. Essi possono anche non essere in grado di transitare in una strada dove si trovi uno di questi ripetitori. Questo rende quasi impossibile vivere una vita “normale” nei casi di EHS severa.

E’ generalmente accettato che tra il 3% ed il 7% circa della popolazione sia EHS ad un vario livello di gravità e forse fino al 35% mostra alcuni lievi segni di elettro-stress.

Cosa scatena la EHS?

L’Ipersensibilità Elettrica può avere una varietà di cause; monitor per computer (VDT), luci fluorescenti, telefoni cellulari e cordless si ritiene siano tra i promotori più comuni del problema; lavorare in elevati campi magnetici, scansioni con la RM [nota: le Risonanze Magnetiche sono un riscontro anamnestico comune fra gli Elettrosensibili!], sistemi informatici wireless, sovraccarico chimico, traumi cranici chiusi, allergia, lampadine a risparmio energetico, traumi, shock elettrici, impianti metallici, anche fulmini sono altri iniziatori. Molte persone sperimentano un inizio brusco dei sintomi in seguito all’esposizione ad un nuovo CEM come i campi associati ad un nuovo computer, un nuovo telefono o nuove luci fluorescenti.

Lavorare in forti campi elettromagnetici può produrre la sensibilità. I conducenti di treni elettrici appartengono ad un gruppo nel quale l’ipersensibilità può portare a conseguenze molto pericolose. Il  10-25% dei macchinisti britannici riportano un “vuoto temporale”, periodo in cui non erano coscienti dell’ambiente che li circondava. In ogni caso, per quanto questa “assenza” possa essere breve, se è in un luogo critico, ad esempio nell’avvicinamento ad un semaforo rosso, è possibile che possa portare ad incidenti mortali.

Il biofisico britannico Peter Alexander ha detto: “Una volta che l’individuo è sensibilizzato ad un agente, l’aggressore iniziale è irrilevante. La reazione biologica sarà la stessa per tutti gli agenti.”
L’EHS si sviluppa comunemente anche insieme alla sensibilità chimica multipla (MCS).
I monitor dei computer, e molti altri articoli elettronici, emettono sostanze chimiche organiche volatili molto tossiche (VOCs), quando gli involucri e le componenti elettroniche “bruciano” da nuovi.

Secondo il Building Research Establishment del Regno Unito, e uno studio Australiano separato, le case nuove di 1-2 anni possono emettere diverse volte il livello di composti organici volatili potenzialmente cancerogeni rispetto a case costruite solo 10 anni fa. Le fonti comprendono formaldeide da pavimenti in legno trattati e mobili, composti tossici da vernici fresche, e solventi e sostanze chimiche in grado di alterare gli ormoni da tappeti e pavimenti in vinile.

Sintomi

Provate il questionario alla fine, che comprende la maggior parte dei sintomi sperimentati da persone con Ipersensibilità Elettrica.

Suggerimenti per evitare l’Ipersensibilità Elettrica

Riduzione dell’esposizione in casa

Ci sono due principali fonti di Campi Elettromagnetici all’interno della casa. Il cablaggio nella casa [nota: ovvero le linee elettriche] e gli apparecchi elettrici. Controllate il cablaggio della vostra casa per assicurarvi che i livelli di campo in cui dormite e vi sedete per lunghi periodi ti tempo, i due luoghi in cui i sistemi biologici sono maggiormente vulnerabili, siano bassi.

Controllate i livelli [nota: di emissione in bassa frequenza] da tutte le apparecchiature elettriche, in particolare vicino al letto e quelle che abbiano motore e impianto riscaldante. Se non siete sicuri, mantenete tutti gli apparecchi elettrici ad almeno un metro di distanza dal vostro cuscino (comprese lampade da comodino non messe a terra), radiosveglie, TV, ecc.

Telefoni cordless e cellulari non dovrebbero stare in camera da letto poichè entrambi emanano alti Campi [nota: in alta frequenza]. I telefoni cordless emettono radiazioni a microonde per tutto il tempo, i telefoni cellulari emettono ad intermittenza al massimo della potenza quando sono in standby, ed in aggiunta l’unità di ricarica emana Campi in bassa frequenza.

Non utilizzate un piano di cottura a induzione in cucina e mantenetevi a distanza da tutti gli apparecchi elettrici quando sono in uso, soprattutto se siete incinte, state tentando di concepire (uomini e donne) o se disponete di un sistema immunitario compromesso a causa di problemi di salute o età.

Riduzione dell’esposizione sul luogo di lavoro

Molti uffici sono pieni di apparecchi elettronici ed elettrici, computer, fax, stampanti, fotocopiatrici, condizionatori d’aria, de-umidificatori, ventilatori elettrici, ecc.
Telefoni e allarmi antifurto possono utilizzare Microonde.
I computer sono sempre più collegati in rete con le Microonde [nota: Wi-Fi]. Tutto ciò può rendere la vita lavorativa insopportabile per un impiegato d’ufficio che abbia l’EHS.

Nella comunità

Scuole, ospedali, case di riposo, negozi sono tutti pieni di lampade fluorescenti e altre attrezzature che possono provocare reazioni idiopatiche nelle persone affette da EHS, rendendo il loro livello di tolleranza ancora più sensibilizzato. La maggior parte dei negozi hanno casse elettroniche e dispositivi per l’etichettatura di sicurezza, per il controllo delle scorte e per prevenire il furto. Tutto ciò può produrre sintomi alla persona con EHS.

Ripetitori di telefonia mobile stradali stanno spuntando ovunque, in zone residenziali, centri urbani, centri commerciali, stazioni dei treni e degli autobus. Questi possono produrre sintomi molto gravi nelle persone con EHS.

Trasporto

Tutte le moderne forme di trasporto (automobili, treni, tram, aerei, autobus e pullman) possono avere alti livelli di Campi Elettromagnetici.
Le auto vecchie, gli aerei più essenziali sono di solito meno problematici.
I treni sono sempre più problematici per l’aggiunta di servizi di computing wireless a bordo e nelle stazioni.

Altre cose che potreste considerare di fare per mantenervi il più sani possibile

Le persone con EHS devono indossare abiti e scarpe fatte di materiali naturali o anche speciali indumenti e calzature conduttivi fatti per i lavoratori nel settore dei semiconduttori  per l’elettronica.
È necessario disporre di pavimentazione fatta di materiale naturale, poiché voi create cariche statiche ogni volta che muovete i piedi.
Dovreste “mettere a terra” voi stessi frequentemente, toccando oggetti metallici, o camminando a piedi nudi per terra.
Bevete molta acqua “buona”, in aggiunta a quella che assumete bevendo tè e caffè, che sono diuretici.
Le persone in generale soffrono di disidratazione sub-clinica e questo sembra essere un grosso problema per le persone con EHS.

Alcune persone con l’EHS beneficiano di molti trattamenti sanitari complementari.
Non c’è stato un gran lavoro di ricerca al riguardo, ma c’è qualche informazione nel libro sulla EHS (in basso).

Per ulteriori informazioni consultate il sito web EMFields www.emfields.org per la serie di pubblicazioni di Powerwatch, “Electrical Hypersensitivity, a Modern Illness” (“Ipersensibilità Elettrica, una Malattia Moderna”) che contiene riferimenti dettagliati alla ricerca menzionata nel presente articolo, e “The Powerwatch Handbook” (“Il Manuale di Powerwatch”) che ha un capitolo su come evitare l’EHS, e un sacco di consigli pratici per ridurre la vostra esposizione ai Campi Elettromagnetici potenzialmente dannosi.

I prodotti per schermare i CEM funzionano veramente?

Molte persone hanno portato la nostra attenzione a pubblicità per ciondoli, bottoni, torri, ecc. che affermano di proteggere dai Campi Elettromagnetici chi li indossa o la casa.

Abbiamo testato alcuni di questi, e la nostra vasta gamma di strumenti non ha mostrato alcun cambiamento nei Campi Elettromagnetici in seguito all’aver indossato l’oggetto, all’averlo messo su un telefono cellulare o un computer o all’averlo messo in una stanza dove si siede la persona elettricamente sensibile. Di fatto alcune torri con alimentazione [elettrica] possono peggiorare la situazione.

La maggior parte delle aziende imbelletta le proprie affermazioni con gergo pseudo-scientifico, sostenendo di aver fatto svolgere la ricerca in qualche istituzione “scientifica” non riconosciuta, da alcune autorità mai sentite prima, con protocolli di ricerca da poveri ad inesistenti, utilizzando unità di scala o di misurazione che sono state messe a punto appositamente per l’attività.
Immagini che mostrano drammatici cambiamenti nella composizione del sangue, ecc. possono essere su scale diverse e/o prese in situazioni diverse, rendendole impossibili da confrontare.
Purtroppo, la documentazione può apparire abbastanza convincente a qualcuno che manchi di esperienza nel dare un senso alla ricerca scientifica, cosa che noi facciamo la maggior parte del nostro tempo lavorativo.

Detto questo, noi francamente ammettiamo che non siamo ancora in grado di testare gli effetti molto fini sul sistema immunitario umano che molti sostengono riesca ad avere il loro oggetto. Purtroppo la strumentazione scientificamente validabile per fare questo non esiste nella maggior parte del mondo, qualsiasi cosa venga affermata.

La Russia ha una storia nel fare alcune scoperte scientifiche davvero importanti  nei settori delle scienze sottili, poichè per lungo tempo non è stata in grado di uguagliare gli ingressi finanziari di molti Servizi Sanitari Occidentali. E’ sicuramente un posto interessante dove guardare per nuove, molto genuine, aggiunte alla nostra conoscenza biologica.

Nel frattempo, vi suggeriamo due cose. Qualunque cosa possa (o non possa) lavorare a un livello sottile, ha meno probabilità di essere efficace se non si affronta anche la grossa inflizione dei Campi Elettromagnetici sul corpo umano. È necessario rimuovere questi prima che le energie sottili del corpo possano avere la possibilità di mettere a posto qualsiasi danno fatto. Quindi acquistate solo gadget con una garanzia di rimborso. Se funziona per voi tenetevelo, se non funziona restituitelo e fatevi dare indietro i soldi.

Ci rendiamo conto che la persona con l’EHS può avere bisogno di diverse settimane, addirittura mesi, per sentire i benefici della riduzione dei campi elettromagnetici. Non abbiamo alcuna risposta in merito a questo.

Nella sezione FAQ del sito Powerwatch (nel menu sul lato sinistro della home page), Q11 (sotto) è uno strumento utile per valutare le affermazioni fatte dalle aziende. Questa è stata una promozione di vita reale portata alla nostra consapevolezza.

11. Come faccio a sapere se posso fidarmi della ricerca fatta per sostenere la sicurezza elettromagnetica dei microchip del cellulare?

Questionario sulla Ipersensibilità Elettromagnetica

Soffrite di Ipersensibilità Elettromagnetica?

I punteggi sono i seguenti:

Se avete il sintomo descritto:

Frequentemente – segnate 2
Occasionalmente – segnate 1
Mai – segnate 0

Soffrite di:

– Sensazioni di intorpidimento, debolezza o formicolio nelle articolazioni o agli arti

– Sensazione di stanchezza anormale o debolezza che non possono essere spiegate dai vostri impegni di vita

– Cambiamenti nella vostra capacità di pensare con lucidità o difficoltà a concentrarvi, a seconda di dove vi trovate

– Dololenzia o dolorabilità, crampi o spasmi muscolari nelle vostre articolazioni, ossa e muscoli di spalle, braccia, gambe, piedi, polsi, caviglie, gomiti e pelvi. Fibromialgia

– Mal di testa

– Tensione

– Agitazione, ansia

– Perdita di memoria

– Disturbi del sonno, insonnia

– Debolezza, vertigini, tremori

– Tendenza ad arrossamenti della pelle, pizzicore, eruzioni cutanee, prurito o pelle secca

– Dolore addominale, problemi digestivi, movimenti intestinali irregolari, indisposizione

– Sensazione di essere troppo caldi, febbre

– Sensazione di bruciore o irritazione, dolore, o sensazione come se ci fosse sabbia nei tuoi occhi. Visione offuscata o tremolio davanti agli occhi

– Sangue dal naso o cambiamenti della pressione sanguigna

– Aritmie cardiache o irregolarità, palpitazioni o dolore al petto

– Mal di denti o nevralgie

– Perdita di capelli

– Percezione uditiva di clic, ronzio, brusio, fischio o sibilo acuto

– Sensibilità alla luce, in particolare di lampade fluorescenti o schermi di computer (a volte, seppur più raramente, anche di luce del giorno)

– Eccessi di irritabilità inusuale, rabbia, violenza, distruttività, sentendosi ostili

– Problemi alla tiroide

– Sensazione generalizzata di influenza imminente che mai del tutto si manifesta

– Depressione

– “Vuoti temporali”, black-out o convulsioni.

Se avete totalizzato da 15 a 25 su 50, potreste essere uno del 35 per cento di soggetti che soffrono di un certo grado di elettro-stress.
Se avete totalizzato più di 25, potreste avere sviluppato l’EHS.

Source/Fonte:

http://www.ei-resource.org/illness-information/related-conditions/electrical-sensitivity/

UNDARK AND THE RADIUM GIRLS – LA VERNICE UNDARK E LE RAGAZZE DEL RADIO…La storia è destinata a ripetersi?

[Cambiano le tecnologie, cambiano le abitudini di vita, ma la natura dell’essere umano rimane la stessa, portandolo ad incorrere nei medesimi errori.

A seguire riportiamo la triste vicenda delle “Radium Girls” (“Le Ragazze del Radio”), che circa un secolo fa subirono danni gravissimi in seguito all’esposizione ad una vernice radioattiva.

Leggendola saltano subito all’occhio le inquietanti similitudini con ciò che sta accadendo attualmente con la telefonia mobile e le tecnologie wireless: si sa che fanno male (gli studi che lo hanno dimostrato sono numerosissimi), ma chi fa business con queste tecnologie cerca di fare controinformazione e promuoverne l’uso, l’esposizione delle persone procede inesorabilmente ed alla fine ci si troverà a contare le vittime.

Un secolo fa sono state delle povere operaie indifese a farne le spese, ma loro:
1) avevano necessità di lavorare,
2) sono state colpite in modo circoscritto perché erano le uniche ad aver subìto una esposizione così intensa,
3) non potevano tutelarsi in alcun modo perché all’epoca non era facile reperire informazioni.
Nel caso della tecnologia Wireless la situazione è ben diversa:
1) viene maggiormente utilizzata a scopo ludico,
2) danneggia non solo l’utilizzatore ma anche chi si trovi in prossimità delle onnipresenti fonti di emissione elettromagnetica, configurando quindi il rischio di un danno su scala estremamente ampia,
3) le informazioni sulla sua pericolosità sono reperibili online e, nell’era dell’informazione, essere disinformati può rivelarsi un peccato MORTALE.

La traduzione in Italiano segue la versione in lingua originale.]

Written by Alan Bellows, copyright © 28 December 2006.

RG

 

In 1922, a bank teller named Grace Fryer became concerned when her teeth began to loosen and fall out for no discernible reason. Her troubles were compounded when her jaw became swollen and inflamed, so she sought the assistance of a doctor in diagnosing the inexplicable symptoms. Using a primitive X-ray machine, the physician discovered serious bone decay, the likes of which he had never seen. Her jawbone was honeycombed with small holes, in a random pattern reminiscent of moth-eaten fabric.

As a series of doctors attempted to solve Grace’s mysterious ailment, similar cases began to appear throughout her hometown of New Jersey. One dentist in particular took notice of the unusually high number of deteriorated jawbones among local women, and it took very little investigation to discover a common thread; all of the women had been employed by the same watch-painting factory at one time or another.

In 1902, twenty years prior to Grace’s mysterious ailment, inventor William J. Hammer left Paris with a curious souvenir. The famous scientists Pierre and Marie Curie had provided him with some samples of their radium salt crystals. Radioactivity was somewhat new to science, so its properties and dangers were not well understood; but the radium’s slight blue-green glow and natural warmth indicated that it was clearly a fascinating material. Hammer went on to combine his radium salt with glue and a compound called zinc sulfide which glowed in the presence of radiation. The result was glow-in-the-dark paint.

Hammer’s recipe was used by the US Radium Corporation during the First World War to produce Undark, a high-tech paint which allowed America’s infantrymen to read their wristwatches and instrument panels at night. They also marketed the pigment for non-military products such as house numbers, pistol sights, light switch plates, and glowing eyes for toy dolls. By this time the dangers of radium were better understood, but US Radium assured the public that their paint used the radioactive element in “such minute quantities that it is absolutely harmless.” While this was true of the products themselves, the amount of radium present in the dial-painting factory was much more dangerous, unbeknownst to the workers there.

US Radium employed hundreds of women at their factory in Orange, New Jersey, including Grace Fryer. Few companies at that time were willing to employ women, and the pay was much higher than most alternatives, so the company had little trouble finding employees to occupy the rows and rows of desks. They were required to paint delicate lines with fine-tipped brushes, applying the Undark to the tiny numbers and indicator hands of wristwatches. After a few strokes a brush tended to lose its shape, so the women’s managers encouraged them to use their lips and tongues to keep the tips of the camel hair brushes sharp and clean. The glowing paint was completely flavorless [note: significant is the fact that a woman, similarly to what now happens to EHS people who have problems when exposed to EMF, gave up working with the Undark paint because unlike the others she felt a sour and highly disturbing taste when she sharpened the brush with her mouth , and this saved her life!], and the supervisors assured them that rosy cheeks would be the only physical side effect to swallowing the radium-laced pigment. Cause for concern was further reduced by the fact that radium was being marketed as a medical elixir for treating all manner of ailments [note: at that time touted as a cure-all, it was later on revealed to be one of the worst carcinogens along with cigarette smoke!].

The owners and scientists at US Radium, familiar with the real hazards of radioactivity, naturally took extensive precautions to protect themselves. They knew that Undark’s key ingredient was approximately one million times more active than uranium, so company chemists often used lead screens, masks, and tongs when working with the paint. US Radium had even distributed literature to the medical community describing the “injurious effects” of radium. But inside the factory, where nearly every surface sparkled with radioluminescence, these dangers were unknown. For a lark, some of the women even painted their fingernails and teeth with radium paint on occasion, to surprise their boyfriends when the lights went out.

RG
A US Radium dial painting factory

In 1925, three years after Grace’s health problems began, a doctor suggested that her jaw problems may have had something to do with her former job at US Radium. As she began to explore the possibility, a specialist from Columbia University named Frederick Flynn asked to examine her. Flynn declared her to be in fine health. It would be some time before anyone discovered that Flynn was not a doctor, nor was he licensed to practice medicine, rather he was a toxicologist on the US Radium payroll. A “colleague” who had been present during the examination— and who had confirmed the healthy diagnosis— turned out to be one of the vice-presidents of US Radium. Many of the Undark painters had been developing serious bone-related problems, particularly in the jaw, and the company had begun a concerted effort to conceal the cause of the disease. The mysterious deaths were often blamed on syphilis to undermine the womens’ reputations, and many doctors and dentists inexplicably cooperated with the powerful company’s disinformation campaign.

In the early 1920s, US Radium hired the Harvard physiology professor Cecil Drinker to study the working conditions in the factory. Drinker’s report was grave, indicating a heavily contaminated work force, and unusual blood conditions in virtually everyone who worked there. The report which the company provided to the New Jersey Department of Labor credited Cecil Drinker as the author, however the ominous descriptions of unhealthy conditions were replaced with glowing praise, stating that “every girl is in perfect condition.” Even worse, US Radium’s president disregarded all of the advice in Drinker’s original report, making none of the recommended changes to protect the workers.

The fraudulent report was discovered by a colleague of Drinker’s named Alice Hamilton in 1925. Her letter prompted Drinker to make the information public by publishing his original report in a scientific journal. US Radium executives were furious, and threatened legal action, but Drinker published his findings nonetheless. Among other things, his report stated:

“Dust samples collected in the workroom from various locations and from chairs not used by the workers were all luminous in the dark room. Their hair, faces, hands, arms, necks, the dresses, the underclothes, even the corsets of the dial painters were luminous. One of the girls showed luminous spots on her legs and thighs. The back of another was luminous almost to the waist….”

US Radium was a defense contractor with deep pockets and influential contacts, so it took Grace Fryer two years to find a lawyer willing to take on her former employer. A young attorney from Newark named Raymond Berry filed the suit in 1927, and four other radium-injured dial painters soon joined in. They sought $250,000 each in damages.

As the legal battle ensued, New York dentist Joseph P. Knef examined the jawbone from one of the deceased dial painters named Amelia Maggia. In the last few months of her life the bone had become so decayed that Dr. Knef had been forced to remove it from his patient. Her official cause of death had been listed as syphilis, but Knef suspected otherwise. He exposed the bone to dental film for a time, and then developed it. Patterns on the film indicated an absurd level of radiation, and he confirmed the findings with an electroscope.

RG
A severe instance of “Radium jaw” from 1924

As the weeks and months were consumed by the slow-moving court system, the women’s health rapidly deteriorated. At their first appearance in court in January 1928, two were bedridden, and none could raise their arms to take the oath. Grace Fryer, still described by reporters as “pretty,” was unable to walk, required a back brace to sit up, and had lost all of her teeth. The “Radium Girls” began appearing in headlines nationwide, and the grim descriptions of their hopeless condition reached Marie Curie in Paris. “I would be only too happy to give any aid that I could,” she said, adding, “there is absolutely no means of destroying the substance once it enters the human body.”

The women proved too ill to attend the following hearing, which occurred in April. Despite strenuous objections from the women’s lawyer, the judge adjourned the case until September because several US Radium witnesses were summering in Europe, and would consequently be unavailable. Walter Lippmann, the editor of the influential New York World newspaper, wrote of the judge’s decision, calling it a “damnable travesty of justice… There is no possible excuse for such a delay. The women are dying. If ever a case called for prompt adjudication, it is the case of five crippled women who are fighting for a few miserable dollars to ease their last days on earth.” In a later editorial, he wrote, “This is a heartless proceeding. It is unmanly, unjust and cruel. This is a case which calls not for fine-spun litigation but for simple, quick, direct justice.”

The national outrage over the delay prompted the courts to reschedule the hearing for early June, but days before the trial, Raymond Berry and US Radium agreed to allow U.S. District Court Judge William Clark to mediate an out-of-court settlement. Berry and the Radium Girls accepted their opponent’s offer reluctantly, despite learning that their mediator was a US Radium Corporation stockholder. Their situation was too desperate to refuse; the women were not expected to live much longer. Each woman would receive $10,000— equivalent to about $100,000 today— and have all of their medical and legal expenses paid. They would also receive a $600 per year annuity for as long as they lived. Unsurprisingly, few of the annuity payments were collected.

The last of the famous Radium Girls died in the 1930s, and many other former factory workers died of radium poisoning without finding justice. Later medical research would determine that radium behaves much like calcium inside the body, causing it to concentrate in the teeth and bones. By shaping their brushes with their lips as instructed by their knowledgeable supervisors, the dial painters had ingested anywhere from a few hundred to a few thousand microcuries of radium per year. One tenth of a microcurie is now considered to be the maximum safe exposure. Marie Curie herself died of radiation-related ailments in 1934. Because radium has a half-life of 1,600 years, her lab notebooks are said to be too highly contaminated to be safely handled even today. Radium continued to be used to illuminate watches until about 1968, but under much safer conditions.

RG
A US Radium ad for “Undark” paint

It is uncertain how many people were sickened or killed by Undark and similar radioactive pigments over the years, but US Radium alone employed an estimated 4,000 radium dial painters. Though they were not the only radium-painting business in the US, they were arguably the most evil. However one positive development did appear in the wake of the women’s legal struggle and subsequent media attention; In 1949 the US Congress passed a bill making all occupational diseases compensable, and extended the time during which workers could discover illnesses and make a claim. Thanks to the Radium Girls and their success in bringing attention to the deplorable conditions in US factories, industrial safety standards in the US were significantly tightened over the following years, an improvement which definitely spared countless others from similar fates.

[IT]

LA VERNICE UNDARK E LE RAGAZZE DEL RADIO

Nel 1922, una cassiera di banca di nome Grace Fryer si preoccupò quando i suoi denti iniziarono ad allentarsi e cadere senza apparente motivo. I suoi problemi si aggravarono quando la mascella divenne gonfia ed infiammata, così cercò l’aiuto di un medico per avere una diagnosi degli inspiegabili sintomi. Utilizzando un primitivo macchinario a raggi X, il medico scoprì un grave deterioramento delle ossa, ad un livello che non aveva mai visto. La sua mandibola aveva un aspetto a nido d’ape con piccoli fori, secondo un pattern casuale che ricordava il tessuto tarlato.

Mentre una serie di medici cercava di risolvere il misterioso disturbo di Grace, casi simili cominciarono ad apparire in tutta la sua città natale del New Jersey. Un dentista, in particolare, prese atto del numero insolitamente alto di mandibole deteriorate tra le donne locali e gli servì una indagine molto piccola per scoprire un trait d’union; tutte le donne erano state alle dipendenze della stessa fabbrica nella quale si dipingevano i quadranti degli orologi, in un periodo o in un altro.

Nel 1902, 20 anni prima della misteriosa malattia di Grace, l’inventore William J. Hammer lasciò Parigi con un curioso souvenir. I famosi scienziati Pierre e Marie Curie gli avevano fornito alcuni campioni dei loro cristalli di sale di radio. La radioattività era in qualche modo nuova alla scienza, così le sue proprietà ed i suoi pericoli non erano ben compresi; ma il lieve bagliore blu-verde del radio ed il naturale calore, indicavano che era chiaramente un materiale affascinante. Hammer combinò il suo sale di radio con colla ed un composto chiamato solfuro di zinco, che brillava in presenza di radiazioni. Il risultato fu una vernice che brillava al buio.

La ricetta di Hammer venne utilizzata dalla US Radium Corporation durante la Prima Guerra Mondiale per produrre Undark, una vernice ad alta tecnologia che permise ai fanti americani di leggere di notte i loro orologi da polso ed i cruscotti. Essa inoltre commercializzò il pigmento per prodotti non militari, come numeri civici, mirini delle pistole, placche degli interruttori della luce e occhi luminosi per bambole. In questo periodo i pericoli del radio vennero meglio compresi, ma la US Radium rassicurò il pubblico sul fatto che la loro vernice utilizzava l’elemento radioattivo in “quantità così piccole da essere assolutamente innocuo”. Mentre questo era vero per i prodotti stessi, la quantità di radio presente nella fabbrica dove si tingevano i quadranti degli orologi era molto più pericolosa, all’insaputa dei lavoratori.

La US Radium impiegò centinaia di donne nella sua fabbrica a Orange, New Jersey, tra cui Grace Fryer. Poche aziende in quel momento erano disposte ad assumere donne e la paga era molto più elevata rispetto alla maggior parte delle alternative, per cui l’azienda non ebbe grossi problemi a trovare lavoratrici per occupare le file e file di banchi. Ad esse venne chiesto di dipingere linee delicate con pennelli a punta fine, applicando la vernice Undark ai piccoli numeri e indicatori degli orologi da polso. Dopo un paio di colpi un pennello tendeva a perdere la sua forma, così i manager delle donne le incoraggiavano ad utilizzare le labbra e la lingua per mantenere affilate e pulite le punte dei pennelli di pelo di cammello. La vernice brillante era totalmente insapore [nota: significativo è il fatto che una donna, come adesso accade agli Elettrosensibili i quali sono disturbati dai CEM, rinunciò a lavorare con la vernice Undark poichè, a differenza delle altre, percepiva un sapore acre e fortemente disturbante quando arrotava le setole del pennellino con la bocca, e questo le salvò la vita!] ed i supervisori assicuravano che avere guance rosee sarebbe stato l’unico effetto collaterale dell’inghiottire il pigmento unito al radio. Ogni motivo di preoccupazione venne ulteriormente ridotto dal fatto che il radio veniva commercializzato come un elisir medico per il trattamento di tutti i tipi di disturbi [nota: all’epoca spacciato come un toccasana, esattamente come è avvenuto per il fumo di sigaretta è stato poi rivelato essere uno dei peggiori cancerogeni per l’uomo!].

I proprietari e gli scienziati alla US Radium, che avevano familiarità con i reali rischi correlati alla radioattività, naturalmente avevano preso molte precauzioni per proteggersi. Sapevano che l’ingrediente chiave della Undark era di circa un milione di volte più attivo dell’uranio, così i chimici della società spesso usavano schermi di piombo, maschere e pinze quando lavoravano con la vernice. La US Radium aveva anche distribuito letteratura per la comunità medica che descriveva gli “effetti pregiudizievoli” del radio. Ma dentro la fabbrica, dove quasi ogni superficie scintillava per la radioilluminescenza, questi pericoli erano sconosciuti. Per scherzo, alcune delle donne si erano anche occasionalmente dipinte unghie e denti con la vernice al radio, per sorprendere i loro fidanzati quando le luci si spegnevano.

Nel 1925, tre anni dopo che i problemi di salute di Grace erano iniziati, un medico suggerì che i suoi problemi alla mandibola potessero avere a che fare con il suo precedente impiego alla US Radium. Quando lei iniziò ad indagare tale possibilità, uno specialista della Columbia University di nome Frederick Flynn chiese di esaminarla. Flynn dichiarò che la donna era in buona salute. Questo un po’ di tempo prima che qualcuno scoprisse che Flynn non era un medico, né aveva la licenza per esercitare la professione medica, ma piuttosto era un tossicologo sul libro paga della US Radium. Un “collega” che era presente durante la visita– e che aveva confermato la diagnosi di buona salute– si era rivelato essere uno dei vicepresidenti della US Radium. Molte pittrici che avevano ultilizzato la Undark, avevano sviluppato gravi problemi ossei legati in particolare alla mascella e l’azienda aveva iniziato a concentrare gli sforzi per nascondere la causa della malattia. Le morti misteriose vennero spesso imputate alla sifilide per minare la reputazione delle donne e molti medici e dentisti inspiegabilmente collaborarono con la campagna di disinformazione della potente società.

Nei primi anni ’20, la US Radium assunse il fisiologo professore di Harvard Cecil Drinker per studiare le condizioni di lavoro nella fabbrica. La relazione di Drinker era grave, indicando una forza lavoro altamente contaminata ed insolite condizioni del sangue in praticamente tutti coloro che ci avevano lavorato. La relazione che la società fornì al Dipartimento del Lavoro del New Jersey accreditava Cecil Drinker come autore, ma le descrizioni inquietanti di condizioni malsane vennero sostituite con brillanti lodi, affermando che “ogni ragazza è in perfette condizioni”. Ancora peggio, il presidente della US Radium ignorò tutti i consigli nella relazione originaria di Drinker, non attuando alcuna delle modifiche consigliate per proteggere le lavoratrici.

Il rapporto fraudolento venne scoperto nel 1925 da una collega di Drinker di nome Alice Hamilton. La sua lettera spinse Drinker a rendere pubbliche le informazioni, pubblicando il suo rapporto originale in una rivista scientifica. I dirigenti della US Radium erano furiosi e minacciarono azioni legali, ma Drinker pubblicò comunque le sue scoperte. Tra le altre cose, la sua relazione affermava:

“I campioni di polvere raccolti nel laboratorio da varie posizioni e dalle sedie non utilizzate dai lavoratori, erano tutti luminosi nella stanza buia. I loro capelli, volti, mani, braccia, collo, abiti, biancheria, anche i corsetti delle pittrici dei quadranti di orologio erano luminosi. Una delle ragazze ha mostrato punti luminosi sulle sue gambe e cosce. La schiena di un’altra era luminosa quasi fino alla vita…. ”

La US Radium era un appaltatore della difesa con tasche profonde e contatti influenti, quindi servirono due anni a Grace Fryer per trovare un avvocato disposto ad occuparsi del suo ex-datore di lavoro. Un giovane avvocato da Newark di nome Raymond Berry presentò la causa nel 1927 e altre quattro pittrici di quadranti fosforescenti danneggiate dal radio presto si unirono. Chiesero 250 mila dollari ciascuna in danni.

Mentre era in corso la battaglia legale, il dentista di New York Joseph P. Knef esaminò la mandibola di una delle pittrici di quadranti morta di nome Amelia Maggia. Negli ultimi mesi della sua vita, l’osso era diventato così decaduto che il dottor Knef era stato costretto a rimuoverlo dalla sua paziente. La sua causa ufficiale di morte era stata indicata come sifilide, ma Knef sospettava altro. Espose l’osso alla pellicola dentale per una volta e poi la sviluppò. I pattern sul film indicavano un assurdo livello di radiazioni ed egli confermò i risultati con un elettroscopio.

Mentre settimane e mesi venivano dissipati da un sistema giudiziario che lavorava lentamente, la salute delle donne si era rapidamente deteriorata. Alla loro prima apparizione in tribunale nel gennaio 1928, due erano a letto e nessuna poteva alzare le braccia per fare il giuramento. Grace Fryer, descritta dai giornalisti come ancora “carina”, era incapace di camminare, necessitava di un rinforzo posteriore per sedersi e aveva perso tutti i suoi denti. Le “Radium Girls” iniziarono a comparire nei titoli a livello nazionale e le descrizioni cupe della loro condizione disperata raggiunsero Marie Curie a Parigi. “Sarei ben felice di dare qualsiasi aiuto possibile,” disse, aggiungendo, “non c’è assolutamente alcuna possibilità di distruggere la sostanza una volta che entra nel corpo umano.”

Le donne si dimostrarono troppo malate per partecipare alla successiva udienza, che avvenne nel mese di aprile. Nonostante le strenue obiezioni dell’avvocato delle donne, il giudice rinviò il caso a settembre, perché diversi testimoni della US Radium passavano l’estate in Europa e conseguentemente non sarebbero stati disponibili. Walter Lippmann, direttore dell’influente giornale New York World, scrisse della decisione del giudice, definendola una “condannabile parodia della giustizia… Non vi è alcuna possibile giustificazione per un tale ritardo. Le donne stanno morendo. Se mai un caso dovesse andare incontro ad un rapido giudizio, è il caso di cinque donne storpie che lottano per pochi miserabili dollari per facilitare i loro ultimi giorni sulla terra “. In un successivo editoriale egli scrisse: “Si tratta di un procedimento senza cuore. E’ disumano, ingiusto e crudele. Questo è un caso che non richiede un fine contenzioso, ma una semplice, veloce, diretta giustizia”.

L’indignazione nazionale per il ritardo indusse i giudici a riprogrammare l’udienza per l’inizio di giugno, ma giorni prima del processo, Raymond Berry e la US Radium accettarono di consentire al giudice distrettuale William Clark di mediare una soluzione amichevole. Berry e le “Ragazze del Radio” accettarono a malincuore l’offerta dell’avversario, nonostante avessero saputo che il loro mediatore era un azionista della US Radium Corporation. La loro situazione era troppo disperata per rifiutare; non ci si aspettava che le donne vivessero molto più a lungo. Ogni donna avrebbe ricevuto $ 10,000– pari a circa 100.000 dollari oggi– e sarebbero state pagate tutte le spese mediche e legali. Avrebbero anche ricevuto $ 600 all’anno di rendita per tutto il tempo in cui sarebbero vissute. Non sorprende che poche delle rendite annuali vennero prese.

L’ultima delle famose “Radium Girls” morì nel 1930 e molte altre ex-operaie morirono per avvelenamento da radio senza trovare giustizia. Più tardi la ricerca medica determinò che il radio si comporta come il calcio all’interno del corpo, facendo sì che si concentri in denti e ossa. Nel plasmare i loro pennelli con le labbra secondo le istruzioni dei loro ben informati supervisori, le pittrici di quadranti avevano ovunque ingerito da poche centinaia a qualche migliaio di microcurie di radio all’anno. Un decimo di microcurie è ora considerato la massima esposizione sicura. Marie Curie stessa morì di malattie legate alle radiazioni nel 1934. Poiché il radio ha un tempo di dimezzamento di 1.600 anni, i suoi quaderni di appunti di laboratorio sono ancora oggi detti essere troppo altamente contaminati per poter essere maneggiati in modo sicuro. Il radio continuò ad essere usato per illuminare gli orologi fino a circa il 1968, ma in condizioni molto più sicure.

Non è chiaro quante persone siano state fatte ammalare o siano state uccise da vernice Undark e pigmenti radioattivi simili nel corso degli anni, ma la sola US Radium impiegò secondo le stime 4.000 pittrici di quadranti al radio. Anche se non fu l’unico business della radio-pittura negli Stati Uniti, è stato probabilmente il più crudele. Tuttavia uno sviluppo positivo si è presentato a seguito della lotta legale delle donne e della successiva attenzione dei media; nel 1949 il Congresso degli Stati Uniti ha approvato una legge rendendo tutte le malattie professionali risarcibili e ha esteso il tempo durante il quale i lavoratori potevano scoprire le malattie e fare una domanda di risarcimento. Grazie alle “Radium Girls” ed al loro successo nel portare l’attenzione sulle condizioni deplorevoli nelle fabbriche degli Stati Uniti, gli standard di sicurezza industriali negli Stati Uniti andarono significativamente incontro ad un giro di vite nel corso degli anni seguenti, un miglioramento che sicuramente ha risparmiato innumerevoli altri/e da un destino simile.

Fonte:

http://www.damninteresting.com/undark-and-the-radium-girls/

Convegno su PATOLOGIE DA CAUSA AMBIENTALE: SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA (MCS) ed ELETTROSENSIBILITA’ (EHS) – Lecco, 18 settembre 2015

Servizio della rete televisiva “Teleunica” (http://www.teleunica.tv/) sul Convegno “PATOLOGIE DA CAUSA AMBIENTALE: SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA (MCS) ed ELETTROSENSIBILITA’ (dal cellulare al wi-fi) : UNA REALE EMERGENZA SANITARIA”, organizzato dalla Associazione Italiana Elettrosensibili e voluto da una giovane lecchese costretta a vivere reclusa in casa proprio a causa di queste rare malattie, tenutosi venerdì 18 settembre 2015 presso l’Ospedale A. Manzoni di Lecco.

Ne soffre l’1-3% della popolazione: le patologie da causa ambientale come la Sensibilità Chimica Multipla e la Elettrosensibilità rappresentano una vera e propria emergenza sanitaria.

Locandina dell’evento al seguente link:
https://elettrosensibili.files.wordpress.com/2015/08/locandina_convegno_lecco_2015-page-001.jpg

Da "Il Giornale di Lecco" del 21 settembre 2015.
Da “Il Giornale di Lecco” del 21 settembre 2015.

 

Promemoria: Brussels International Scientific Declaration on Electromagnetic Hypersensitivity and Multiple Chemical Sensitivity 2015

ANTEFATTO:

Dopo il quinto congresso dell’Appello di Parigi tenutosi il 18 maggio 2015 presso la “Royal Academy of Medicine” di Bruxelles ed incentrato sul tema delle ipersensibilità ambientali, gli scienziati Europei, Americani e Canadesi partecipanti hanno deciso all’unanimità di creare un gruppo di lavoro e scrivere una Dichiarazione Internazionale Comune per richiedere un riconoscimento ufficiale di queste nuove malattie e delle loro conseguenze sanitarie in tutto il mondo.

Con questa Dichiarazione, oltre ad invitare enti ed istituzioni nazionali e internazionali (ed in particolare l’OMS) ad assumersi con urgenza le proprie responsabilità in termini di riconoscimento di Elettroipersensibilità e Sensibilità Chimica Multipla come malattie reali, includendole conseguentemente nella Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD), hanno invitato le suddette istituzioni a: 1) adottare semplici misure cautelari di prevenzione dei danni da esposizione ai Campi Elettromagnetici, 2) informare le popolazioni in merito al problema, 3) nominare dei veri e propri gruppi di esperti indipendenti per valutare i rischi sanitari in totale obiettività scientifica (cosa che allo stato attuale non accade).

Testualmente viene detto:

“We, physicians, acting in accordance with the Hippocratic Oath, we, scientists, acting in the name of scientific truth, we all, medical doctors and researchers working in different countries worldwide, hereby state in full independence of judgment,

 that a high and growing number of persons are suffering from EHS and MCS worldwide;
 that EHS and MCS affect women, men and children;
 that on the basis of the presently available peer-reviewed scientific evidence of adverse health effects of electromagnetic fields (EMFs) and various chemicals, and on the basis of clinical and biological investigations of patients, EHS is associated with exposure to EMFs and MCS with chemical exposure;
 that many frequencies of the electromagnetic spectrum (radio- and microwave-frequencies as well as low and extremely low frequencies) and multiple chemicals are involved in the occurrence of EHS and MCS respectively;
 that the trigger for illness can be acute high intensity exposure or chronic very low intensity exposure and that reversibility can be obtained with a natural environment characterized by limited levels of anthropogenic EMFs and chemicals;
 that current case-control epidemiological studies and provocative studies aiming at reproducing EHS and/or MCS are scientifically difficult to construct and due to the present design flaws are in fact not suitable to prove or disprove causality; in particular because objective inclusion/exclusion criteria and endpoint evaluation criteria need to be more clearly defined; because responses to EMFs/chemicals are highly individual and depend on a variety of exposure parameters; and finally because test conditions are often reducing signal-to-noise ratio thereby obscuring evidence of a possible effect;
 that the nocebo effect is not a relevant nor a valid explanation when considering scientifically valuable blind provocation studies, since objective biological markers are detectable in patients as well as in animals;
 that new approaches are emerging for clinical and biological diagnosis and for monitoring of EHS and MCS including the use of reliable biomarkers;
 that EHS and MCS may be two faces of the same hypersensitivity-associated pathological condition and that this condition is causing serious consequences to health, professional and family life;
 finally that EHS and MCS ought therefore to be fully recognized by international and national institutions with responsibility for human health.

In view of our present scientific knowledge, we thereby stress all national and international bodies and institutions, more particularly the World Health Organization (WHO), to recognize EHS and MCS as true medical conditions which acting as sentinel diseases may create a major public health concern in years to come worldwide i.e. in all the countries implementing unrestricted use of electromagnetic field-based wireless technologies and marketed chemical substances.
Inaction is a cost to society and is not an option any more.

Although our scientific knowledge still remains to be completed, we unanimously acknowledge this serious hazard to public health, urgently requiring the recognition of this condition at all international levels, so that persons can benefit from adapted diagnostic tools, innovative treatments, and above all, that major primary prevention measures are adopted and prioritized, to face this worldwide pan-epidemic in perspective.

According to the present scientific knowledge and taking into account the precautionary principle, we unanimously recommend that true information in the use of chemicals and wireless technologies be made accessible to the public and precautionary regulation measures applying particularly to children and other vulnerable population subgroups be urgently taken as it should be the case regarding chemicals in the application of the European Registration Evaluation Authorisation and Restriction of Chemicals (REACH) regulation.
To fulfill these objectives, we unanimously request that institutional committees designed for evaluating the risks of EMFs and chemicals be constituted by scientists acting in clear science-based independency and so exclude any experts with industry affiliation.

We therefore ask all national and international bodies and institutions to be aware of this critical environmental health issue and to take urgently their responsibility, more specifically WHO, updating its 2005 and 2014 consideration on EHS and recognizing EHS and MCS as part of the WHO International Classification of Diseases (ICD) as it is already particularly the case in Germany and Japan which classified MCS under a specific code. EHS and MCS should be represented by separate codes under the WHO ICD in order to increase awareness by the medical community, governments, politicians and the general public; to foster research on the population that acquires these pathological syndromes; and, to train medical doctors on effective medical prevention measures and treatments.

COSA STA PER ACCADERE:

Una risposta a questa Dichiarazione è attesa per il 15 settembre 2015.

Al seguente link potete trovare il PDF della versione integrale della Dichiarazione Scientifica Internazionale 2015 su EHS ed MCS:

BRUXELLES