Autore: <span>Giorgio Cinciripini</span>

Corte d'appello

Storica sentenza su nesso causale tra cellulare e tumore al cervello

La vertenza del Sig. Romeo, ex dipendente di Telecom Italia, affetto da neurinoma causato da uso intensivo e prolungato del telefono cellulare per motivi lavorativi ha avuto un secondo successo nella Corte di Appello di Torino, dopo la sentenza di primo grado presso il Tribunale di Ivrea.
La testo della sentenza è un ‘capolavoro’!

Si enfatizza la validità della ricerca scientifica INDIPENDENTE, la validità degli studi epidemiologici ed i risultati della soerimentazione su animali condotta da NTP e Ramazzini.
Sviluppa il concetto di causalità pur non essendo disponibili delle certezze assolute.

Si rimanda al testo della sentenza, con evidenziazioni delle parti più significative.

La stampa italiana, le TV ed i media, nella stragrande maggioranza hanno sminuito la valenza di tale risultato.

La Associazione ha emesso un comunicato stampa

I gestori della telefonia passano all’incasso!

I commenti riportati ieri da molti notiziari TV, dalla stampa e da vari siti di informazione web evidenziano come la stragrande maggioranza degli stessi siano vincolati alle entrate pubblicitarie: quale è il comparto economico che investe di più in pubblicità? Lascio ai lettori la risposta …!

La sentenza della Corte d’Appello – che ritengo NON sia stata minimamente letta da nessun giornalista! – esprime con grande precisione e profondità il giudizio della Corte sul nesso causale tra l’uso intensivo di un telefono cellulare e la genesi di Neuromi acustici (tumori) nella parte destra, dove la vittima, Sig. Romeo, poggiava il suo telefono cellulare.

Il risultato del confronto tra i Consulenti d’Ufficio (nominati dal Giudice), ed i consulenti di parte sia del Sig. Romeo che dell’INAIL ha portato alla conclusione che:
“con criterio di elevata probabilità logica, si possa ammettere un nesso eziologico tra la prolungata e cospicua esposizione lavorativa a radiofrequenze emesse da telefono cellulare e la malattia denunciata dal periziato all’INAIL (neurinoma dell’ottavo nervo cranico destro)”
Leggendo la sentenza si evince che, giustamente, sono state portate dai consulenti dell’INAIL tutte le possibili e più disparate argomentazioni per sminuire gli studi epidemiologici presentati, la validità degli studi su animali (NTP, Ramazzini), la valutazione sulla stima del tempo di utilizzo del telefono, etc etc. Punti dialetticamente e competentemente contestati senza dubbi.
Anche lo studio dell’Istituto Superiore di Sanità (rapporto ISTISAN 19/11) del 2019, grazie alla disanima compiuta dall’ISDE (Medici per l’ambiente), nei mesi scorsi, è stato praticamente demolito.
Un altro punto essenziale (come del resto già colonna portante della sentenza della Cassazione di Brescia del 2012 su analoga causa tumore-telefono cellulare ) è quanto riportato dai Consulenti d’Ufficio sulla oggettiva valutazione dei risultati scientifici di “autori che non hanno dichiarato l’esistenza di conflitti di interesse invece sussistenti e che debba essere dato maggior peso ai risultati di studi condotti da ricercatori esenti da tali conflitti, come ad esempio gli studi effettuati da Hardell e collaboratori”

Concludendo,
l’Associazione italiana Elettrosensibili auspica, come detto dal Sig. Romeo in alcune interviste, che si attui quanto già legiferato nel lontano 2001 ovvero la etichettatura di pericolosità degli strumenti wireless.

Giorgio Cinciripini, Paolo Orio

Comunicato Stampa di AIE sul documento dell’Istituto Superiore di Sanità in supporto al 5G

COMUNICATO STAMPA

 

Studio Istisan “Esposizione a radiofrequenze e tumori” dell’Istituto Superiore della Sanità: la valutazione da parte della Associazione Italiana Elettrosensibili

Dopo aver attentamente preso visione del documento redatto dall’ISS, l’Associazione Italiana Elettrosensibili vuole pubblicamente esprimere la propria valutazione sul documento e sull’operato di detto Istituto Pubblico.

 

  1. Gli Autori hanno sapientemente bilanciato studi positivi e studi negativi al fine di neutralizzare gli evidenti effetti nocivi sulla salute umana, introducendo vizi di forma, sostanza ed omissione qui sotto elencati:
    1. Non sono stati valutati i conflitti di interesse dei ricercatori e le relative fonti di finanziamento degli studi, inserendo lavori gravati da ricerca dipendente dall’industria notoriamente rassicuranti rispetto la nocività sulla salute.
    2. Non hanno voluto servirsi dell’enorme raccolta organica, aggiornata e completa di ricerca bibliografica pubblicamente disponibile (Bionitiative Report) la quale, dopo la ‘pulizia’ da lavori dipendenti dal finanziamento privato, riporta (ben documentandoli) un numero enormemente superiore di articoli scientifici con un fortissimo sbilanciamento a favore di effetti sull’uomo.
    3. Gli Autori, sorprendentemente, non hanno citato i due lavori più importanti degli ultimi dieci anni, a conclusione delle due più rilevanti ricerche tossicologiche su animali mai svolte nel Mondo: dell’americano NTP National Toxicological Program e dell’italiano Istituto Ramazzini (Bologna) che porteranno, con certezza, alla revisione della classificazione della IARC (WHO) del livello di pericolosità delle radiazioni non ionizzanti da possibili cancerogene a probabilecancerogene (se non a cancerogene)!
  2. L’istituto Superiore di Sanità conferma palesemente con questo documento la sua posizione Negazionista che ha saputo costantemente reiterare in questi due decenni! Sempre impegnati a sostenere la validità del paradigma coniato dall’Istituto tedesco ICNIRP (con il quale l’Istituto ha tessuto un rapporto di dipendenza e di interazione sistematici) che vede solamente negli effetti termici i potenziali danni da radiazioni.
  3. L’ISS abdica al suo ruolo statutario ed istituzionale di tutela della salute pubblica per essere sinergico alla strategia economica della nostra Nazione finalizzata alla realizzazione del nuovo protocollo di connessione dati wireless, 5G, che comporta un forte ed ubiquitario incremento dei già altissimi livelli di inquinamento elettromagnetico. Infatti nel momento in cui, grazie all’impegno di piccolissime associazioni locali e nazionali, arriva dalla ‘periferia’ la richiesta di moratoria, finalizzata ad una valutazione scientifica della salubrità del 5G, ecco che scende in campo l’ISS con il suo ruolo Negazionista
  4. A proposito di Negazionismo, con la implementazione del 5G voluto dalla industria e dal Governo, si disattende al Protocollo di Norimberga (1948) sulla indispensabilità dello esplicito assenso alla sperimentazione da parte di chi la subisce (che sarebbero poi tutti i cittadini!) poiché tale tecnologia non è stata ancora doverosamente valutata per i suoi effetti sanitari in studi e verifiche di laboratorio indipendenti.

 

Associazione Italiana Elettrosensibili
www.elettrosensibili.it

Workshop elettrosensibilità 30-31 marzo 2019

30/31 Marzo 2019: Workshop su Elettrosensibilità, 5G, Elettrosmog

Il nostro evento con workshop e ospiti per parlare di elettrosensibilità e campi elettromagnetici.

Elettrosensibilità: i rischi per la salute servizio di Telecolor

Ecco gli ospiti che sono intervenuti al nostro workshop

Vuoi ascoltare tutte le relazoni dell'evento di Milano?
Ecco gli interventi su youtube.

Oratore minuti link
A. Grieco 29 Guida minima ai CEM
video - presentazione
F. Belpoggi 31 video
O. Johansson 84 video
A. Di Fonte 27 video
20 video
A. Zucchero 45 video
D. Rodriguez 21 Medicina legale ed elettrosensibilità
video - presentazione
S. Bertone 35 video
V. Sergi 32 video
V. Rossitto 13 video
L. Masiero 20 video
M. Greco 24 video

 

Interviste della giornalista Claudia Barigozzi di Telecolor a:

  • Paolo Orio
  • Olle Johansson
  • Nunzia Difonte
  • Daniele Rodriguez
  • Stefano Bertone
  • Giorgio Cinciripini

Lectio Magistralis

del Prof. Olle Johansson a Milano

https://www.youtube.com/watch?v=3Ph0usiT9lg

Vicovaro: primo evento della Alleanza Stop 5G

2 Marzo 2019 : grazie al gruppo Alleanza Stop 5G si è tenuto un riuscito incontro a Vicovaro (paese ad Est di Roma) che ha coinvolto fino a 140 persone interessate ad affrontare insieme quest atematica: il 5G.

 

AIE ha partecipato con una importante delegazione di ben sei consiglieri e soci.

 

E’ stato fatto uno stralcio dei tanti interventi che si sono susseguiti nell’arco della giornata.

 

 

Giorgio Cinciripini all'Università di Crema gennaio 2019

Il Bene comune dell’aria e la elettrosensibilità

Giorgio Cinciripini all'Università di Crema gennaio 2019

Presso la  UNI-CREMA  il ns Vice presidente, Giorgio Cinciripini, è stato invitato a tenere una lezione in tema di campi elettromagnetici, impatto sulla salute e ... 5G!

L'approccio è stato "ambientalista" cioè legato alla perdita del controllo del Aria come bene comune.

Giorgio Cinciripini - L'aria è un bene comune?

Evento UPM di Cattolica: intervento di A.I.E.

La Associazione UPM  Un Punto Macrobiotico ha chiesto alla ns associazione di portare un contributo informativo sull’inquinamento elettromagnetico, sulla elettrosensbilità e sull’avvento del 5G.

Hanno partecipato Nunzia  DiFonte e Giorgio Cinciripini .

Erano presenti un centinaio di associati UPM.

Alla fine degli interventi diverse sono state le domande e le richieste di approfondimenti.

Riportiamo qui copia della presentazione che parte da un approccio ‘naturalistico’, ovvero il riconoscimento del Bene Comune chiamato Aria per arrivare alla definizione della elettrosensbilità, diagnosi e terapia.

Qui c’è il link al documento 

Ma un “mondo intelligente” è necessariamente buono per noi?

Traduzione di una nota di Theodora Scarato is Executive Director of Environmental Health Trust  (link)

 

Sono considerazioni molto assennate e condivisibili legate a quanto sta avvenendo negli USA.  Ma lo stesso sta avvenendo in Italia, con una eco molto più ristretta.
Le situazioni sono molto simili ed in particolare come le lobby della telefonia hanno blindato il loro business con leggi (come con la nostra famosa Legge Gasparri del 2003) che non permette a nessuno (cittadino e comune) di contestare una installazione motivandola per gli aspetti sanitari!

La Scarato chiede ai lettori americani una mobilitazione perché in queste settimane nel parlamento USA si stanno legiferando regole che puntano alla massima e più veloce implementazione del 5G, eliminando tutti i possibili contrasti ed opposizioni locali: vengono rese illegali!
Ed in Italia ?!  cosa sta avvenendo, cominciando con la bozza del decreto ministeriale che aleggia nel Ministero per lo Sviluppo Economico  che vuole decuplicare il livello massimo di radiazioni ?

vedere

 

http://e-smogfree.blogspot.com/2018/09/ma-un-mondo-intelligente.html

 

 

Lifi: una opzione alternativa al Wifi

Cosa è il Lifi:   è il ‘wifi’ basato sulla trasmissione non di radiofrequenze ma della luce solare (LED).

Ventaggi:  maggiore volecità di trasmissione, più sicurezza dei dati, non inquinamento da radiazioni elettromagnetiche dello spettro delle tossiche radiofrequenze

Svantaggi: non passa nei muri

Nei ultimi anni più gruppi di ricerca nel mondo hanno innovato la tecnologia della trasmissione dati con l’idea di utilizzare l’allora nuova modalità di illuminazione che era il LED.

Già ne abbiamo dato notizia già dal 2013 per una presentazione alla Università di Glasgow (vedere ) , una iniziativa di un’azienda russa (vedere) , notizie che Apple era interessata ad acquisire la tecnolgia per iPhone (vedere) ed ultimo una news di installazione di una connessione Wifi in una scuola di Edimburgo (vedere)

 

 

Nel frattempo dai prototipi si è passati a prodotti commerciali.

Mentre in Italia abbiamo colto dalla rassegna stampa la presenza di una azienda del Gruppo VDA che con il contributo della Regione Friuli Vebezia Giulia offre soluzioni di Lifi per aziende; nell’ambito europeo dalla Università di Edimburgo è stato creato uno ‘spin-off’ ovvero una piccola società di scopo alla guida del Prof  Haas (vedere riferimento sopra).

 

La Associazione ha ricevuto contatti di un altro attore industriale, italo-svizzero, che vorrebbe sperimentare in Italia, in particolare nelle scuole,  facendo leva sulla ‘salubrità’ della tecnologia in alternativa al solito wifi.

 

Cosa dire della tossicità?

Come al solito, in caso di nuove tecnologie prima di avere test e valutazioni di laboratorio ci vuole tempo, in quanto gli enti di ricerca debbono essere finanziati da chi ha interesse …  oppure dal Pubblico!

Ho trovato uno studio del Scientific Committee on Health, Environmental and Emerging Risks (SCHEER): Preliminary Opinion on the potential risks to human health of Light Emitting Diodes 10 (LEDs). Vedere qui.

In sintesi estrema, con l’ utilizzo ‘normale’ (ovvero per illuminazione) del Lifi non si vedono problematiche ovviamente legate all’occhio.  Ho posto ad amici ricercatori internazionali lo stesso quesito e mi hanno proposto vecchi studi in vitro su azione delle radiazioni solari (blu-viola)  su organismi cellulari. In definitiva, sembrerebbe che non ci siano controindicazioni.   In ogni caso molto ragionevolmente, eventuali effetti negativi saranno ben inferiori all’usuale flusso di radiofrequenze che viaggiano permanentemente allo interno della stanza, appartamento, ufficio !

Quindi, stante le informazioni finora acquisite, il Lifi può essere una valida alternativa al wifi, da proporre come risposta alla tipica domanda che viene a noi posta:  < senza wifi come facciamo a … vivere ?!>.

 

 

 

 

Sondaggio presso i soci

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Riteniamo di fondamentale importanza poter contare sulla vostra cortese collaborazione ai fini di un sano e corretto sviluppo del Piano di Comunicazione a vantaggio di tutta la nostra associazione.
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1) Quali sono i pregi dell’associazione che attualmente riscontri?
2) E quali i difetti?
3) Cosa cambieresti?
4) Quali sono gli obiettivi che ragionevolmente ritieni raggiungibili dall’associazione?
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Grazie a voi tutti, i nostri più cordiali saluti, …
Il consiglio direttivo di Associazione Italiana Elettrosensibili