Questo studio dettagliato descrive la grave e progressiva malattia ambientale di Alessandra (italiana, nata nel 1952), ex‑insegnante, con doppia diagnosi di EHS e MCS.
La malattia iniziò nel 2005 con sintomi neurologici (parestesie, debolezza e tachicardia), evolvendo poi in una debilitante EHS. I sintomi principali includono tremori interni violenti, perdita improvvisa di forza, dolore toracico, rigidità muscolare e vertigini, tutti innescati da fonti elettromagnetiche. Una potente stazione UMTS vicino alla sua casa fu identificata come causa principale, costringendola a dormire in garage o in un casale.
Il mancato riconoscimento della sua condizione ha portato a una profonda isolazione: ha rinunciato all’insegnamento per mansioni amministrative, evitando numerose antenne e dispositivi elettronici sul lavoro. A casa deve allontanarsi da tutti gli elettrodomestici (persino il frigorifero) e utilizzare misure di schermatura come muri spessi e pellicole protettive.
Alla EHS si aggiunge una MCS in peggioramento, innescata da sostanze come profumi, vernici e gas di scarico, causando soffocamento e forti mal di testa. Le analisi del sangue hanno mostrato un anomalo colore rosso mattone e impilamento dei globuli rossi (formazione Rouleaux) durante gli episodi più gravi.
Il caso evidenzia un fallimento catastrofico del supporto sociale: le è stato negato il prepensionamento e suo figlio di 20 anni mostra sintomi simili, seppur più lievi, entrambi con basso calcio ionizzato. La lotta quotidiana di Alessandra per una vita funzionale e sicura dimostra perché EHS e MCS devono essere formalmente riconosciute come disabilità legittime in tutta l’Unione Europea.