Mese: <span>Ottobre 2015</span>

Messaggio alle Scuole riguardo i dispositivi senza fili

[Recente nota sull’utilizzo di dispositivi wireless redatta dal Dr. Ronald M. Powell, scienziato americano in pensione, indirizzata alle scuole.
Traduzione in Italiano a cura della Associazione Elettrosmog Sicilia (http://www.elettrosmogsicilia.org/)]

20 Agosto 2015

di Ronald M.Powell, Ph. D.

Se nelle vostre scuole si utilizzano dispositivi wireless, come quelli che usano la tecnologia Wi-Fi, la salute del vostro personale, dei vostri insegnanti, e degli studenti può essere a rischio. Ma questo problema può essere affrontato e risolto con successo, e con beneficio per tutti.

Contesto: i dispositivi senza fili trasmettono informazioni utilizzando le radiazioni a radiofrequenza / microonde. La comunità di ricerca biomedica internazionale ha studiato l’impatto sui sistemi biologici di tali radiazioni per decenni, ma più intensamente negli ultimi anni. La stragrande maggioranza delle migliaia di pubblicazioni di ricerca peer-reviewed di questa comunità, quando sono state finanziate indipendentemente dalle industrie del settore, ha trovato effetti biologici che destano preoccupazione. Inoltre, questi effetti biologici si verificano a intensità di radiazione molto inferiore di quanto si era compreso precedentemente. In parole povere, sta emergendo una crisi sanitaria su scala mondiale e questo sta diventando un segno distintivo del 21° secolo. La comunità di ricerca biomedica internazionale sta cercando di metterci in guardia; ma, come società, non stiamo ancora ascoltando. Spero che questo messaggio possa contribuire a cambiare la situazione.

In qualità di scienziato, vi esorto a esaminare l’impatto sulla salute delle radiazioni a radiofrequenza / microonde generate da dispositivi senza fili. Esempi di tali dispositivi senza fili nel nostro ambiente sono quelli che usano la tecnologia Wi-Fi in tutte le sue varianti; telefoni cellulari e stazioni radio base (specificamente quelle situate nelle vicinanze delle scuole); telefoni cordless; computer con collegamenti senza fili, che siano modelli desktop, laptop o tablet; baby monitor senza fili; contatori elettrici intelligenti con collegamenti radio; elettrodomestici intelligenti con collegamenti radio; e forni a microonde.

Questa crisi è la conseguenza di molti fattori. Di seguito alcuni tra questi:

• Tutti gli esseri viventi sono di natura bioelettrica. Questo è alla base del funzionamento degli elettrocardiogrammi e degli elettroencefalogrammi. Tali esami misurano i deboli segnali elettrici che sono presenti nel cuore e nel cervello. Le attività svolte da tali deboli segnali elettrici, e così tanti altri segnali elettrici negli esseri viventi, possono essere disturbate dalla radiazione a radiofrequenza/microonde.
• Le intensità delle radiazioni a radiofrequenza / microonde artificialmente generate dall’uomo sono in aumento esponenziale e già superano, di molti ordini di grandezza, le intensità con le quali tutta la vita sulla Terra si è evoluta. In poche parole, stiamo annegando in un crescente mare di radiazione artificiale a radiofrequenza / microonde.
• La natura invisibile della radiazione a radiofrequenza / microonde lascia la gente comune e i preposti a prendere decisioni ignari delle intensità crescenti di radiazioni intorno a loro stessi.
• L’autentica utilità dei dispositivi senza fili promuove la negazione dei rischi.
• La pubblicità intensa, la potenza economica, e la potenza politica delle ricche industrie del settore consente loro di controllare il pubblico dibattito e di tenere in mano gli enti di controllo governativi e gli enti legislativi.
• Gli standard federali attuali per la limitazione dell’esposizione del pubblico alle radiazioni a radiofrequenza / microonde sono obsoleti e troppo permissivi. Questi standard sono basati solo sul riscaldamento termico. In pratica, il Governo sostiene che se non si viene cotti dalle radiazioni, allora va tutto bene. Questi standard federali ignorano molti effetti biologici che si verificano a intensità molto inferiori, lasciando il pubblico senza protezione.
• I governi statali e federali stanno sostenendo l’espansione illimitata delle tecnologie radio senza fili, e stanno perfino co-finanziando tale espansione, imponendo l’accettazione della tecnologie radio senza fili da parte del pubblico. Tali azioni rispecchiano una diffusa mancanza di comprensione, o una cecità volontaria per la scienza di base e le sue conseguenze per la salute pubblica.
• Alcune delle più gravi conseguenze dell’esposizione a radiazioni a radiofrequenza / microonde (come danno al DNA, cancro e infertilità) sono particolarmente nefaste perché non danno segni preliminari di allarme.
• Altre conseguenze dell’esposizione danno segnali premonitori (come disturbi del sonno, mal di testa, stanchezza, ronzio nelle orecchie, perdita di memoria, vertigini, aritmia cardiaca, e molti altri); ma questi segnali vengono troppo spesso liquidati in quanto possono avere pure altre cause, complicando l’identificazione della vera causa.
• L’assenza di formazione di routine dei medici sugli effetti biologici della radiazione a radiofrequenza / microonde rende difficile per i medici l’identificare le cause e fornire un orientamento efficace.
• Perfino i soggetti consapevoli non possono controllare la loro esposizione in ambienti condivisi con altri, perché le radiazioni che li circondano, proprio come il fumo causato da altri, è imposto su di loro da individui inconsapevoli. Solo i governi possono risolvere efficacemente questo problema, ed essi attualmente sono parte del problema. Per il momento il pubblico deve proteggersi da sé, e questo richiede un’educazione pubblica.

Fortunatamente, molti dei servizi che i dispositivi radio senza fili offrono possono essere realizzati con ben più sicuri dispositivi con cavo. I dispositivi cablati realizzano la connettività con cavi a fibra ottica, coassiali o Ethernet. I dispositivi cablati sono più veloci, più affidabili e con più alta sicurezza informatica. Tuttavia, essi sono meno mobili, meno convenienti e un po’ più costosi da installare. Ma questi svantaggi impallidiscono in confronto ai benefici di una buona salute. In sintesi, le scuole pubbliche possono proteggere il loro personale, gli insegnanti e gli studenti dai rischi alla salute derivanti dai dispositivi radio senza fili, tra cui quelli utilizzanti Wi-Fi, attraverso la conversione alla connettività cablata, utilizzando cavi Ethernet. Inoltre, agli studenti può essere insegnato un uso sicuro della tecnologia e possono trasferire a casa ciò che imparano per proteggere le loro famiglie.

Come punto di partenza consigliato per esplorare le preoccupazioni riguardanti le radiazioni generate dai dispositivi radio senza fili, ho allegato un elenco commentato di riferimenti e un elenco commentato di video. Si prega di vedere, in particolare, il video (1), chiamato “Wi-Fi nelle scuole, i fatti”, realizzato in Australia, a pagina 6.

Saluti.

Ronald M. Powell, Ph.D.
20316 Highland Hall Drive
Montgomery Village, MD 20886-4007
Telephone: 301-926-7568
Email: ronpowell@verizon.net

Il mio profilo

Sono uno scienziato del Governo USA in pensione (Ph.D., Fisica applicata, Università di Harvard, 1975). Durante la mia carriera, ho lavorato per l’Ufficio Esecutivo del Presidente, la National Science Foundation, e il National Institute of Standards and Technology. Per queste organizzazioni, rispettivamente, ho svolto valutazioni di programmi di ricerca e sviluppo, ricerca su politiche ambientali, e sviluppo di misure a supporto di industrie del settore elettronico ed elettrico e della comunità di ricerca biomedica. Attualmente interagisco con altri scienziati e medici di tutto il mondo sull’impatto dell’ambiente – incluso l’ambiente elettromagnetico a radiofrequenza / microonde – sulla salute umana.

LISTA DI RIFERIMENTI CON ANNOTAZIONI

La comunità internazionale di ricerca biomedica ha condotto migliaia di studi che cercano di identificare gli effetti biologici dell’esposizione ai campi elettromagnetici sia alle basse che alle alte frequenze, estendendosi alla regione delle microonde. Sono così tanti gli studi i quali hanno trovato effetti biologici seri originati da tali campi, a intensità precedentemente ritenute sicure, che sono necessarie immediate misure per allertare l’opinione pubblica e per abbassare i livelli di esposizione consentiti.

La revisione più massiccia di letteratura biomedica è il BioInitiative Report del 2012 di 1479 pagine che considera circa 1800 pubblicazioni di ricerca biomedica, la maggior parte delle quali uscite nei precedenti cinque anni. Il BioInitiative Report del 2012 è stato preparato da un gruppo internazionale di 29 esperti, tra cui molti Ph.D. e medici, da dieci nazioni tra cui gli USA che ha contribuito con il maggior numero. La revisione conclude che “La continua implementazione di tecnologie e dispositivi radio senza fili pone la salute pubblica globale a rischio a causa del commercio illimitato del settore wireless a meno che siano implementati dei limiti di esposizione nuovi e di gran lunga inferiori e forti avvertimenti precauzionali.

BioInitiative Working Group, Cindy Sage, M.A. and David O. Carpenter, M.D., Editors, BioInitiative Report: A Rationale for Biologically-based Public Exposure Standards for Electromagnetic Radiation, December 31, 2012 http://www.bioinitiative.org

Un gruppo di sei medici in Oregon, guidato dal Dott. Paul Dart, ha rilasciato nel Giugno 2013, una revisione di 79 pagine di 279 pubblicazioni di ricerca biomedica. Questa review esamina la questione salute rispetto a “telefoni cellulari, stazioni radio base, Wi-Fi, contatori intelligenti e altri dispositivi che emettono radiofrequenza o frequenza estremamente bassa”. Questa review osserva che “E’ necessario ridurre gli attuali livelli di esposizione, invece di aumentarli. La FCC – Federal Communications Commission deve proteggere specialmente i gruppi vulnerabili nella popolazione inclusi i bambini e gli adolescenti, le donne in gravidanza, gli uomini in età riproduttiva, gli individui con sistemi immunitari compromessi, gli anziani e i lavoratori.” Questa review è pubblicata sul sito web della FCC al link titolato “Health Effects of RF – Research Review (87)”.

Biological and Health Effects of Microwave Radio Frequency Transmissions, A Review of the Research Literature, A Report to the Staff and Directors of the Eugene Water and Electric Board, June 4, 2013
http://apps.fcc.gov/ecfs/comment/view?id=6017465430

Michael Bevington, nel 2013, ha pubblicato un libro che riassume le risultanze di 1828 pubblicazioni di ricerca biomedica. Il libro descrive i sintomi causati dall’esposizione a radiazione elettromagnetica, le molte malattie associate con tale esposizione, e i livelli di rischio relativo associati con specifiche sorgenti di radiazione elettromagnetica. Le citazioni degli articoli includono gli indici PMID per un facile reperimento sul database PubMed.gov del National Institute of Health. Questo sito web fornisce il più grande indice di letteratura di ricerca biomedica nel mondo. Electromagnetic Sensitivity and

Electromagnetic Hypersensitivity: A Summary by Michael Bevington NEW EDITION: March 2013
http://www.es-uk.info

Circa 200 scienziati di 39 nazioni hanno sottoscritto un appello internazionale alle Nazioni Unite e all’Organizzazione Mondiale della Sanità nel Maggio 2015. Questi scienziati chiedono una migliore protezione per il pubblico dai danni da radiazione prodotti da molte sorgenti radio, 4 tra cui “telefoni cellulari e cordless e le loro stazioni radio base, Wi-Fi, antenne per radiodiffusione, contatori intelligenti, e baby monitors” tra gli altri. Complessivamente questi scienziati hanno pubblicato circa 2000 articoli di ricerca sull’argomento.

https://www.emfscientist.org/index.php/emf-scientist-appeal

L’agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha già classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza nella classe 2B (“possibile cancerogeno”), principalmente sulla base dell’aumentato rischio di cancro al cervello. Tale decisione ha avuto luogo nel 2011. Da allora, si è incrementata la ricerca che supporta una classificazione più severa del rischio (“probabile cancerogeno” o anche “noto cancerogeno”)

http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2011/pdfs/pr208_E.pdf

L’American Academy of Environmental Medicine (AAEM), che forma i medici per la Certificazione in Medicina Ambientale, ha dichiarato: “AAEM sostiene fortemente l’utilizzo di connessioni internet cablate, e incoraggia l’evitamento della radiofrequenza come il Wi-Fi, telefoni cellulari e cordless e loro stazioni radio base e ‘contatori intelligenti’.” AAEM afferma inoltre che “la letteratura scientifica peer reviewed dimostra la correlazione tra esposizione a RF (radiofrequenza) e malattie neurologiche, cardiache e polmonari come pure disordini riproduttivi e allo sviluppo, disfunzioni immunologiche, tumori e altre condizioni di salute. L’evidenza è inconfutabile.” AAEM conclude: “Installare tecnologia Wi-Fi nelle scuole e in spazi pubblici rischia di essere un diffuso pericolo per la salute pubblica che il sistema medico non è ancora preparato ad affrontare.

AAEM, Wireless Radiofrequency Radiation in Schools, November 14, 2013
http://www.aaemonline.org/pdf/WiredSchools.pdf

L’American Academy of Pediatrics (AAP), I cui 60000 dottori si prendono cura dei nostri bambini, supporta lo sviluppo di standard per l’esposizione a radiazione a radiofrequenza più restrittivi che proteggano meglio il pubblico, particolarmente i bambini. L’AAP, in una lettera alla Federal Communications Commission (FCC) e alla Food and Drug Administration (FDA), datata 29 Agosto 2013, dichiara che “I bambini non sono piccoli adulti e che sono impattati sproporzionatamente da tutte le esposizioni ambientali, inclusa la radiazione da telefono cellulare. Gli standard FCC attuali non prendono in considerazione tali distinte vulnerabilità e non usano modelli specifici a donne in stato di gravidanza e a bambini. E’ essenziale che ogni nuovo standard per telefoni cellulari o altri dispositivi radio senza fili siano basati sulla protezione delle popolazioni più giovani e maggiormente vulnerabili per assicurare che siano salvaguardate in tutta la loro vita.

http://apps.fcc.gov/ecfs/document/view?id=7520941318

Il Governo USA ha una grande responsabilità per la crescita esponenziale dei livelli di radiazione da dispositivi radio senza fili nell’ambiente. Nel 1996, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato, e il presidente ha firmato, il Telecommunications Act. Sotto la pressione delle industrie del telefono cellulare, tale legge includeva questa disposizione: “Nessun governo statale o locale o strumento di essi possono disciplinare il collocamento, la costruzione e la modifica degli impianti per i servizi radio personali [stazioni di telefonia mobile] sulla base degli effetti ambientali delle emissioni a radiofrequenza nel caso in cui tali impianti siano conformi alle norme della Commissione Federale delle Comunicazioni [FCC] riguardanti tali emissioni.”. Poiché le norme della Commissione Federale delle Comunicazioni sulla esposizione a radiazioni sono così permissive, questa disposizione impedisce ai governi statali e locali di proteggere la loro popolazione dalle radiazioni delle stazioni di telefonia mobile, per motivazioni di preoccupazione per la salute.

Telecommunications Act of 1996
https://transition.fcc.gov/Reports/tcom1996.pdf

La Commissione Federale delle Comunicazioni (FCC) ha agito in partnership con le industrie del settore wireless consentendo livelli di radiazione di gran lunga superiori a quelli che la letteratura di ricerca biomedica indica siano necessari per proteggere la salute umana. Il successo delle industrie wireless nel controllare la FCC, le commissioni del Congresso degli Stati Uniti che supervisionano la FCC e l’esecutivo è dettagliato in una nuova monografia del Centro di Etica dell’Università di Harvard. Come esempio di tale controllo, il Presidente recentemente nominato, come capo della FCC, l’ex capo della CTIA – l’Associazione Wireless, che è l’organizzazione di lobbying più importante per il settore wireless. Questo, ovviamente, è il fenomeno cosiddetto della “porta girevole”.

Norm Alster, Captured Agency: How the Federal Communications Commission is Dominated by the Industries It Presumably Regulates (2015)
http://ethics.harvard.edu/news/new-e-books-edmond-j-safra-research-lab

Inoltre, il “American Recovery and Investment Act del 2009” del Governo USA ha fornito finanziamenti che sono stati utilizzati per motivare l’installazione di contatori intelligenti radio (anche chiamata la “Advanced Metering Infrastucture” o “AMI” – infrastruttura di contabilizzazione avanzata) offrendo una partecipazione nei costi ai gestori pubblici che avrebbero adottato tali contatori.

https://www.smartgrid.gov/recovery_act/overview/smart_grid_investment_grant_program.html

Molti stati hanno poi esteso l’impatto del sopra citato Atto imponendo l’accettazione dei contatori intelligenti radio da parte del pubblico. Questi contatori contengono trasmettitori e ricevitori a microonde e sono collocati su, o all’interno ogni casa. Un documento redatto per ordine di una corte Californiana indica che ogni contatore intelligente diffonde impulsi di radiazioni in media 10000 volte al giorno e fino a un massimo di 190000 volte al giorno. Tali impulsi inondano il vicinato con radiazioni, ogni giorno e ogni notte per tutto l’anno.

http://emfsafetynetwork.org/wp-content/uploads/2011/11/PGERFDataOpt-outalternatives_11-1-11-3pm.pdf

Sempre di più, la gente sta diventando consapevole della minaccia che le radiazioni a radiofrequenza pongono sulla salute. L’opposizione iniziale si concentra primariamente sulle sorgenti di esposizione imposte, specialmente quando gli individui esposti comprendono bambini non ancora nati e bambini piccoli, poiché sono tra i soggetti più vulnerabili. Così, l’opposizione iniziale più forte affiora per l’installazione di ripetitori telefonici, specialmente nelle vicinanze di scuole; per il Wi-Fi nelle scuole; e per i contatori intelligenti wireless piazzati sulle case o al loro interno. La maggior parte di stati attualmente hanno gruppi di opposizione, e alcuni stati hanno anche 10 o 20 di tali gruppi. Tali gruppi stanno cercando una liberazione attraverso gli enti regolatori statali, attraverso le legislature statali, e attraverso i tribunali. Di seguito è riportato un esempio delle centinaia di siti web USA che rispecchiano la natura e la portata dell’opposizione per l’espansione sfrenata della tecnologia wireless. Tali siti cercano di educare il pubblico e i decisori, e, quindi, di promuovere azioni di risposta fondate su basi scientifiche.

The BabySafe Project
http://www.babysafeproject.org/the-science/

National Association for Children and Safe Technology
http://www.nacst.org/

Take Back Your Power’s index to groups in the USA opposed to wireless smart meters http://takebackyourpower.net/directory/us/

Smart Grid Awareness, a Website by Skyvision Solutions, Consumer Protection Advocate
http://smartgridawareness.org

LISTA DI VIDEO CON ANNOTAZIONI

Esistono centinaia di video su Internet che riguardano l’impatto delle radiazioni a radiofrequenza sulla salute. Qui ne sono richiamati solo alcuni, i quali forniscono una buona introduzione a questo argomento. Con una ricerca su Internet se ne troveranno molti di più.

(1) Una introduzione ai rischi per la salute posti dalla tecnologia Wi-Fi nelle scuole

Wi-Fi in Schools, the Facts (September 9, 2013) (18 minutes)
produced by Wi-Fi in Schools Australia
https://www.youtube.com/watch?v=QQryZbxlqXI&feature=youtu.be

(2) vasta panoramica dell’impatto delle radiazioni elettromagnetiche sulla salute umana, in particolare alle frequenze delle microonde, con un accento particolare sui bambini e l’ambiente scolastico

Electromagnetic Radiation Health for Children 2014 (70 minutes)
by Dr. Erica Mallery-Blythe, a UK physician
https://www.youtube.com/watch?v=sNFdZVeXw7M

(3) Documentario sui tentativi del settore wireless per sopprimere l’informazione al pubblico sugli effetti alla salute delle radiazioni a radiofrequenza

Microwaves, Science & Lies (2014) (90 minutes)
by Jean Heches and Nancy de Meritens (of France)
https://vimeo.com/ondemand/17755/89417454

(4) Testimonianze video da parte di individui danneggiati dalle radiazioni generate da terminali senza fili

Cell Phones Cause Cancer (October 17, 2012) (9 minutes)
by Jimmy Gonzalez, Esq.
https://www.youtube.com/watch?v=DIlOVJd0lA8

Woman suffers acute radiation exposure from a bank of smart meters (January 21, 2015) (3 minutes).
Produced by Maryland Smart Meter Awareness
https://www.youtube.com/watch?v=F9QzuWPw6Y0&feature=youtu.be

Man experiences adverse health effects from exposure to a smart meter (March 7, 2013) (3 minutes).
By Garic Schoen of Gaithersburg, MD produced by Maryland Smart Meter Awareness
http://marylandsmartmeterawareness.org/smart-meter-news/maryland-ms-resident-testimony-toeconomic-matters-committee-re-hb1038-on-march-14-2013/

Individuals with high sensitivity to the radiation from wireless devices search for increasingly rare safe environments. Searching for a Golden Cage (May 8, 2014) (13 minutes)
produced by Nadav Neuhaus
http://time.com/golden-cage/

Originale: https://skyvisionsolutions.files.wordpress.com/2015/08/message-to-public-schools-about-wireless-devices.pdf

Tradotto liberamente da Ass. Elettrosmog Sicilia Settembre 2015

Versione PDF della traduzione scaricabile al seguente link:

http://www.elettrosmogsicilia.org/pdf/riferimenti/messaggio-alle-scuole-Dr-Powell.pdf

Influence of non ionizing radiation of base stations on the activity of redox proteins in bovines

[C’è chi parla di EFFETTO NOCEBO (ovvero di reazioni negative o disturbi indesiderati che un soggetto manifesterebbe per AUTOSUGGESTIONE in seguito alla esposizione ad un qualsiasi agente percepito erroneamente come dannoso) per spiegare i disturbi lamentati dai soggetti Elettrosensibili.
Certamente gli enzimi di detossificazione endogeni dei bovini studiati in questo lavoro, ed i bovini stessi, non erano a conoscenza e soprattutto non avevano coscienza della presenza di stazioni radio base nelle vicinanze!]

BMC Vet Res. 2014 Jun 19;10:136. doi: 10.1186/1746-6148-10-136.

By:
Michael Hässig1*, Marietta Wullschleger1, Hanspeter Naegeli2, Jaqueline Kupper2,Bernhard Spiess3, Niels Kuster4, Myles Capstick4 and Manuel Murbach4

1Department of Farm Animals, University of Zurich, Winterthurerstrasse 260, CH-8057 Zurich, Switzerland
2Institute of Pharmacology and Toxicology, Zurich, Switzerland
3Section for Ophthalmology, University of Zurich, Winterthurerstrasse 260, CH-8057 Zurich, Switzerland
4IT’IS Foundation ETH Zurich, CH-8092 Zurich, Switzerland
*Corresponding author: Michael Hässig mhaessig@vetclinics.uzh.ch

ARTICLE INFO

Article history
Received: 27 november 2013
Accepted: 4 June 2014
Published: 19 June 2014

Keywords
Bovine
Non ionizing radiation (NIR)
Handy antenna
Oxidative stress

ABSTRACT

BACKGROUND:
The influence of electromagnetic fields on the health of humans and animals is still an intensively discussed and scientifically investigated issue (Prakt Tierarzt 11:15-20, 2003; Umwelt Medizin Gesellschaft 17:326-332, 2004; J Toxicol Environment Health, Part B 12:572-597, 2009). We are surrounded by numerous electromagnetic fields of variable strength, coming from electronic equipment and its power cords, from high-voltage power lines and from antennas for radio, television and mobile communication. Particularly the latter cause’s controversy, as everyone likes to have good mobile reception at anytime and anywhere, whereas nobody wants to have such a basestation antenna in their proximity.RESULTS:
In this experiment, the NIR has resulted in changes in the enzyme activities. Certain enzymes were disabled, others enabled by NIR. Furthermore, individual behavior patterns were observed. While certain cows reacted to NIR, others did not react at all, or even inversely.CONCLUSION:
The present results coincide with the information from the literature, according to which NIR leads to changes in redox proteins, and that there are individuals who are sensitive to radiation and others that are not. However, the latter could not be distinctly attributed – there are cows that react clearly with one enzyme while they do not react with another enzyme at all, or even the inverse. The study approach of testing ten cows each ten times during three phases has proven to be appropriate. Future studies should however set the post-exposure phase later on.Fonti:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24946856

http://www.biomedcentral.com/1746-6148/10/136

Versione PDF integrale scaricabile al seguente link:

COWS and EMF 1746-6148-10-136.pdf

Linea guida dell’Associazione Medica Austriaca per la diagnosi e il trattamento di problemi di salute e malattie collegate ai campi elettromagnetici (sindrome EMF)

[Fondamentale contributo alla diagnosi e trattamento della Sindrome da Ipersensibilità Elettromagnetica.
Traduzione in Italiano a cura della Associazione Elettrosmog Sicilia (www.elettrosmogsicilia.org)]

Articolo dell’Austrian Medical Association’s EMF Working 
Group (AG-EMF)
Adottato al meeting dei funzionari di medicina ambientale dell’Associazione Medica Regionale e dell’Associazione Medica Austriaca il 3 Marzo 2012 in Vienna.

Introduzione
C’è stato un brusco aumento di problemi di salute aspecifici, spesso associati a stress che sempre più presentano l’esigenza per il medico di una diagnosi complessa differenziata. Una causa a cui è stata concessa poca attenzione finora è la crescente esposizione a inquinamento elettromagnetico (elettrosmog) a casa, al lavoro e durante le attività ricreative, che si verifica in aggiunta allo stress cronico nella vita personale e lavorativa.
Esso si correla a una situazione generale di stress cronico che può condurre a esaurimento.

Come possono i medici rispondere a questi sviluppi?
L’Associazione Medica Austriaca ha sviluppato una linea guida per la diagnosi differenziata e il trattamento potenziale di problemi di salute collegati a stress aspecifico associato ad elettrosmog. Il suo elemento centrale è un questionario per il paziente consistente in una valutazione generale dei sintomi da stress e una valutazione specifica dell’esposizione a elettrosmog.
La linea guida è intesa come un aiuto nella diagnosi e nel trattamento dei problemi di salute collegati ai campi elettromagnetici (EMF).

Premessa
Molte persone sono esposte in modo crescente, a vari livelli, a una combinazione di campi elettrici (EF, Electric Fields), campi magnetici (MF, Magnetic Fields) e campi elettromagnetici (EMF, ElectroMagnetic Fields) di varie forme di segnale, intensità e applicazioni tecniche per periodi di tempo variabili, colloquialmente riferito come elettrosmog.

I medici sono messi a confronto con disturbi non specifici senza cause chiaramente identificabili (Huss and Röösli 2006). Si è sospettato che le condizioni ambientali come la crescente esposizione della popolazione alle onde radio, emesse ad esempio dai telefoni cordless, stazioni base cellulari, telefoni cellulari, GPRS, UMTS, schede dati per computer portatili e wireless LAN (WLAN), ma anche esposizione a campi elettrici e magnetici emessi da linee elettriche, dispositivi e attrezzature, possano giocare un ruolo causale (Blake Levitt e Lai 2010). Per la professione medica, questo fa sorgere nuove esigenze nella diagnosi e nel trattamento. Una questione centrale per l’attribuzione causale di sintomi è la valutazione della variazione in problemi di salute rispetto ai fattori tempo e luogo, che è di particolare rilievo per cause ambientali quale l’esposizione a EMF.

In Austria si sta attualmente introducendo la quarta generazione di telefonia mobile (LTE), come pure lo “smart metering” (per la misura dei consumi di elettricità, gas e acqua), avendo come risultato una esposizione aggiuntiva nella popolazione.

Nuove tecnologie e applicazioni sono state introdotte senza la sicurezza circa i loro effetti sulla salute, facendo sorgere nuove sfide per la medicina. Ad esempio, le questioni dei cosiddetti effetti non-termici e gli effetti potenziali a lungo termine di esposizioni a bassa dose sono stati appena investigati prima della loro introduzione. Alcuni pazienti sospettano un collegamento tra esposizione a campi elettromagnetici e i loro problemi di salute. Inoltre, i medici sono sempre più di fronte a problemi di salute con cause non identificate. Perseguire una strategia di trattamento basata sulla testimonianza in questo contesto è una impresa difficile per una diagnosi differenziata.

In Austria, non ci sono limiti legittimati democraticamente per proteggere la popolazione dalle esposizioni EMF. Le raccomandazioni del WHO, compilate dall’International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection (ICNIRP 1998), sono basate su un modello termico. Queste raccomandazioni furono introdotte dall’Unione Europea nella sua Raccomandazione del Concilio del 1999 (EU-Ratsempfehlung 1999) e dall’Austria nel suo pre-standard OVE/ONORM E 8850:2006 02 01 (ONORM 2006) senza tenere in considerazione effetti non-termici di lungo termine.

Nell’Agosto 2007, la BioInitiative, un gruppo internazionale di esperti, ha pubblicato un resoconto esauriente richiedendo misure preventive come riparo dall’esposizione EMF sulla base dell’evidenza scientifica disponibile (BioInitiative 2007). Consequentemente, l’Agenzia Europea per l’Ambiente ha paragonato l’elettrosmog ad altri rischi ambientali come l’asbesto o il benzene (EEA 2007).

Nell’Aprile 2009, una risoluzione del Parlamento Europeo richiese una rivisitazione dei limiti EMF contenuti nella Raccomandazione del Concilio EU del 1999, la quale fu basata sulle linee guida dell’ICNIRP, in riferimento al BioInitiative Report (EU Parliament 2009).

Nel Maggio 2011, l’Assemblea Parlamentare del Concilio Europeo ha adottato il report “I potenziali pericoli dei campi elettromagnetici e i loro effetti sull’ambiente” (PACE 2011). Il report richiede numerose misure per proteggere gli uomini e l’ambiente, specialmente dai campi elettromagnetici ad alta frequenza. Una delle raccomandazioni è di “prendere tutte le ragionevoli misure per ridurre l’esposizione ai campi elettromagnetici, specialmente alle frequenze radio dai telefoni mobili, e particolarmente l’esposizione di bambini e giovani i quali appaiono essere i più a rischio di tumori alla testa”.

Sempre in Maggio 2011, un gruppo di esperti dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, un agenzia del WHO, ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come possibili carcinogenici (Gruppo 2B) per gli uomini (IARC 2011).

Un rilevamento telefonico rappresentativo (n=2048, età > 14 anni) attuato nel 2004 in Svizzera ha fornito una frequenza del 5% (95% CI 4-6%) per una “diagnosi” auto-attribuita di elettrosensibilità (Schreirer et al. 2006).

In un altro rilevamento eseguito in Svizzera, nel 2001, 394 rispondenti attribuirono problemi di salute specifici all’esposizione EMF. Tra altri elementi, i seguenti sintomi furono riportati come frequenti: problemi del sonno (58%), mal di testa (41%), nervosismo (19%), stanchezza (18%) e difficoltà di concentrazione (16%). I rispondenti elencarono le stazioni base telefoniche (74%), telefoni cellulari (36%), telefoni cordless (29%) e linee di alta tensione (27%) come cause. Due terzi dei rispondenti avevano preso misure per ridurre i loro sintomi, la più frequente misura consistente nell’evitare l’esposizione. Rimarchevolmente, solo il 13% aveva consultato il loro medico (Roosli et al. 2004).

Mentre uno studio del 2006 di Regel et al. descriveva nessun effetto da esposizione, due provocation studies [un provocation study è uno studio dove i soggetti sono esposti all’elemento che si pensa induca una risposta o a un finto elemento che non dovrebbe provocare risposta, ndr] sull’esposizione di individui “elettrosensibili” e individui di controllo a segnali di stazione base telefonica (GSM, UMTS, o entrambi) trovò un calo significativo dello stato di benessere dopo esposizione a UMTS negli individui che riportavano sensibilità (Zwaborn et al. 2003, Eltiti et al. 2007). L’analisi dei dati disponibili sull’esposizione di persone residenti vicino stazioni base telefoniche ha prodotto chiare indicazioni di effetti avversi sulla salute (Santini et al. 2002, Navarro et al. 2003, Hutter et al. 2006, Abdel-Rassoul et al. 2007, Blettner et al. 2008).

Sulla base della letteratura scientifica sulle interazioni dei campi elettromagnetici con i sistemi biologici, vari meccanismi di interazione sono possibili. Un meccanismo plausibile a livello intracellulare e intercellulare, ad esempio, è l’interazione attraverso la formazione di radicali liberi o di stress ossidativo e nitrosativo (Friedmann et al. 2007, Simkó 2007, Pall 2007, Bedard and Krause 2007, Pacher et al. 2007, Desai et al. 2009). Si basa sull’ aumentata formazione di peroxynitrite (ONOO-) da una reazione di monossido di azoto (NO) con superossido (O2-). A causa della suo lungo tempo di dimezzamento, peroxynitrite danneggia un elevato numero di processi metabolici e componenti della cellula.

Questa introduzione può servire come una spiegazione plausibile di molti problemi di salute, sintomi e la loro progressione osservata nel contesto dell’esposizione EMF. Ci sono indicazioni crescenti che la sindrome EMF (EMFS) dovrebbe essere annoverata tra i disordini multisistemici (Pall 2007) come Chronic Fatigue Syndrome (CFS), Multiple Chemical Sensitivity (MCS), fibromyalgia (FM) and Post Traumatic Stress Disorder (PTSD).

In Svezia. La sindrome EMF è denominata come electrohypersensitivity (EHS), considerata come una menomazione fisica e riconosciuta come una disabilità. Con riferimento alla risoluzione ONU 48/96, Annesso, del 20 Dicembre 1993 (UN 1993), le amministrazioni locali riconoscono supporto ai soggetti con EHS. I lavoratori con EHS hanno un diritto di supporto dai loro datori di lavoro in modo da consentirgli di lavorare nonostante la loro menomazione. Alcuni ospedali in Svezia sono muniti di stanze con bassa esposizione EMF.

L’Associazione Medica Austriaca considera un suo dovere e una sua missione il fornire ai membri della professione medica una raccolta dello stato attuale del dibattito scientifico e politico da un punto di vista medico e con raccomandazioni specifiche di azione in questa prima linea guida. La linea guida può solo essere migliorata attraverso suggerimenti, critiche e correzioni. A causa del rapido sviluppo delle varie tecnologie, le raccomandazioni necessitano di aggiornamento continuo. Invitiamo di conseguenza tutti i professionisti medici di trasmettere i loro contributi per la prossima edizione della linea guida al seguente indirizzo di posta elettronica: post@aerztekammer.at

[continua]

Versione PDF completa del documento scaricabile al seguente link:

Austrian-EMF-Guidelines-2012_IT

Epidemiological Evidence for a Health Risk from Mobile Phone Base Stations

[Storica e fondamentale review che acclara il legame tra esposizione alle radiazioni emesse dalle stazioni radio-base di telefonia mobile e gli effetti biologico/sanitari sulla popolazione esposta, sino ad un raggio di 500 metri.
Elettrosensibilità e neoplasie sono le patologie correlate.]

INT J OCCUP ENVIRON HEALTH 2010;16:263–267

By:
VINI G. KHURANA, LENNART HARDELL, JORIS EVERAERT, ALICJA BORTKIEWICZ, MICHAEL CARLBERG, MIKKO AHONEN

Human populations are increasingly exposed to microwave/radiofrequency (RF) emissions from wireless communication technology, including mobile phones and their base stations. By searching PubMed, we identified a total of 10 epidemiological studies that assessed for putative health effects of mobile phone base stations. Seven of these studies explored the association between base station proximity and neurobehavioral effects and three investigated cancer. We found that eight of the 10 studies reported increased prevalence of adverse neurobehavioral symptoms or cancer in populations living at distances < 500 meters from base stations. None of the studies reported exposure above accepted international guidelines, suggesting that current guidelines may be inadequate in protecting the health of human populations. We believe that comprehensive epidemiological studies of longterm mobile phone base station exposure are urgently required to more definitively understand its health impact. Key words: base stations; electromagnetic field (EMF); epidemiology; health effects; mobile phone; radiofrequency (RF); electromagnetic radiation.

INTRODUCTION
Mobile phone base stations are now found ubiquitously in communities worldwide. They are frequently found near or on shops, homes, schools, daycare centers, and hospitals (Figure 1). The radiofrequency (RF) electromagnetic radiation from these base stations is regarded as being low power; however, their output is continuous. (1) This raises the question as to whether the health of people residing or working in close proximity to base stations is at any risk.

METHODS
By searching PubMed and using keywords such as base station, mast, electromagnetic field (EMF), radiofrequency (RF), epidemiology, health effects, mobile phone, and cell phone, and by searching the references of primary sources, we were able to find only 10 human population studies from seven countries that examined the health effects of mobile phone base stations. Seven of the studies explored the association between base station proximity and neurobehavioral symptoms via population-based questionnaires; the other three retrospectively explored the association between base station proximity and cancer via medical records. A meta-analysis based on this literature is not possible due to differences in study design, statistical measures/risk estimates, exposure categories, and endpoints/outcomes. The 10 studies are therefore summarized in chronological order (Table 1).

RESULTS AND DISCUSSION
We found epidemiological studies pertaining to the health effects of mobile phone base station RF emissions to be quite consistent in pointing to a possible adverse health impact. Eight of the 10 studies reported increased prevalence of adverse neurobehavioral symptoms or cancer in populations living at distances < 500 meters from base stations. The studies by Navarro et al., (2) Santini et al., (3) Gadzicka et al., (4) and Hutter et al. (5) reported differences in the distance-dependent prevalence of symptoms such as headache, impaired concentration, and irritability, while Abdel-Rassoul et al. (6) also found lower cognitive performance in individuals living ≤ 10 meters from base stations compared with the more distant control group. The studies by Eger et al. (7) and Wolf and Wolf (8) reported increased incidence of cancer in persons living for several years < 400 meters from base stations. By contrast, the large retrospective study by Meyer et al. (9) found no increased incidence of cancer near base stations in Bavaria. Blettner et al. (10) reported in Phase 1 of their study that more health problems were found closer to base stations, but in Phase 2 (11) concluded that measured EMF emissions were not related to adverse health effects (Table 1).
Each of the 10 studies reviewed by us had various strengths and limitations as summarized in Table 1. Pertaining to those base station studies in which EMF measurements were not carried out, (3,4,7,9) it should be noted that distance is not the most suitable classifier for exposure to RF-EMF. Antennae numbers and configurations, as well as the absorption and reflection of their fields by houses, trees, or other geographic hindrances may influence the exposure level. Further, self-estimation of distance to nearest base station is not the best predictor of exposure since the location of the closest base station is not always known. Such exposure misclassification inevitably biases any association towards null. Multiple testing might also produce spurious results if not adjusted for, (3,5) as might failure to adjust for participant age and gender. (7) Latency is also an important consideration in the context of cancer incidence following or during a putative environmental exposure. In this regard, the study by Meyer et al. (9) found no association between mobile phone base station exposure and cancer incidence, but had a relatively limited observation period of only two years. On the other hand, the studies by Eger et al. (7) and Wolf and Wolf8 found a significant association between mobile phone base station exposure and increased cancer incidence, although the approximate five-year latency between base station exposure and cancer diagnosis  Other problems in several population-based questionnaires are the potential for bias, especially selection (8) and participation (2,3,5,6,11) biases, and self-reporting of outcomes in combination with the exposure assessment methods used. For example, regarding limitations in exposure assessment, in a large two-phase base station study from Germany,(12,13) of the Phase 1 participants (n = 30,047), only 1326 (4.4%) participated with a single “spot” EMF measurement recorded in the bedroom for Phase 2. Further, health effect contributions from all relevant EMF sources and other non-EMF environmental sources need to be taken into account. (12) We acknowledgethat participant concern instead of exposure could be the triggering factor of adverse health effects, however this “nocebo effect” does not appear to fully explain the findings. (4,5) Further, the biological relevance of the overall adverse findings (Table 1) is supported by the fact that some of the symptoms in these base-station studies have also been reported among mobile phone users, such as headaches, concentration difficulties, and sleep disorders. (13,14) Finally, none of the studies that found adverse health effects of base stations reported RF exposures above accepted international guidelines, the implication being that if such findings continue to be reproduced, current exposure standards are inadequate in protecting human populations. (15)

CONCLUSIONS
Despite variations in the design, size and quality of these studies as summarized in Table 1, it is the consistency of the base-station epidemiological literature from several countries that we find striking. In particular, the increased prevalence of adverse neurobehavioral symptoms or cancer in populations living at distances < 500 meters from base stations found in 80% of the available studies. It should be pointed out that the overall findings of health problems associated with base stations might be based on methodological weaknesses, especially since exposure to RF electromagnetic radiation was not always measured.
There are some proposed mechanisms via which low-intensity EMF might affect animal and human health, (16,17) but full comprehensive mechanisms still remain to be determined. (18,19) Despite this, the accumulating epidemiological literature pertaining to the health effects of mobile phones (13,20) and their base stations (Table 1) suggests that previous exposure standards based on the thermal effects of EMF should no longer be regarded as tenable. In August 2007, an international working group of scientists, researchers, and public health policy professionals (the BioInitiative Working Group) released its report on EMF and health. (21) It raised evidence-based concerns about the safety of existing public limits that regulate how much EMF is allowable from power lines, cellular phones, base stations, and many other sources of EMF exposure in daily life. The BioInitiative Report (21) provided detailed scientific information on health impacts when people were exposed to electromagnetic radiation hundreds or even thousands of times below limits currently established by the FCC and International Commission for Non-Ionizing Radiation Protection in Europe (ICNIRP). The authors reviewed more than 2000 scientific studies and reviews, and have concluded that: (1) the existing public safety limits are inadequate to protect public health; and (2) from a public health policy standpoint, new public safety limits and limits on further deployment of risky technologies are warranted based on the total weight of evidence. (21) A precautionary limit of 1 mW/m2 (0.1 microW/cm2 or 0.614 V/m) was suggested in Section 17 of the BioInitiative Report to be adopted for outdoor, cumulative RF exposure. (21) This limit is a cautious approximation based on the results of several human RF-EMF studies in which no substantial adverse effects on well being were found at low exposures akin to power densities of less than 0.5 – 1 mW/m2.2,5,22–26 RF-EMF exposure at distances > 500 m from the types of mobile phone base stations reviewed herein should fall below the precautionary limit of 0.614 V/m.

References
(1) Khurana VG, Teo C, Kundi M, Hardell L, Carlberg M. Cell phones and brain tumors: A review including the long-term epidemiologic data. Surg Neurol. 2009;72:205-214.
(2) Navarro EA, Segura J, Portolés M, Gómez-Perretta C. The microwave syndrome: A preliminary study in Spain. Electromag Biol Med. 2003;22:161–169.
(3) Santini R, Santini P, Le Ruz P, Danze JM, Seigne M. Survey study of people living in the vicinity of cellular phone base stations. Electromag Biol Med. 2003;22:41-49.
(4) Gadzicka E, Bortkiewicz A, Zmyslony M, Szymczak W, Szyjkowska A. Assessment of subjective complaints reported by
people living near mobile phone base stations [Abstract]. Biuletyn PTZE Warszawa. 2006;14:23-26.
(5) Hutter HP, Moshammer H, Wallner P, Kundi M. Subjective symptoms, sleeping problems, and cognitive performance in
subjects living near mobile phone base stations. Occup Environ Med. 2006;63:307-313.
(6) Abdel-Rassoul G, El-Fateh OA, Salem MA, Michael A, Farahat F, El-Batanouny M, Salem E. Neurobehavioral effects among inhabitants around mobile phone base stations. Neurotoxicology. 2007;28:434-440.
(7) Eger H, Hagen KU, Lucas B, Vogel P, Voit H. Einfluss der raumlichen nahe von mobilfunksendeanlagen auf die krebsinzidenz. [The influence of being physically near to a cell phone transmission mast on the incidence of cancer]. Umwelt-Medizin-Gesellschaft. 2004;17:326-332.
(8) Wolf R, Wolf D. Increased incidence of cancer near a cell-phone transmitter station. Int J Cancer Prev. 2004;1:123-128.
(9) Meyer M, Gartig-Daugs A, Radespiel-Troger M. Cellular telephone relay stations and cancer incidence. Umweltmed Forsch Prax. 2006;11:89-97.
(10) Blettner M, Schlehofer B, Breckenkamp J, Kowall B, Schmiedel S, Reis U, Potthoff P, Schüz J, Berg-Beckhoff G. Mobile phone base stations and adverse health effects: Phase 1 of a populationbased, cross-sectional study in Germany. Occup Environ Med. 2009;66:118-123.
(11) Berg-Beckhoff G, Blettner M, Kowall B, Breckenkamp J, Schlehofer B, Schmiedel S, Bornkessel C, Reis U, Potthoff P, Schüz J. Mobile phone base stations and adverse health effects: Phase 2 of a cross-sectional study with measured radio
frequency electromagnetic fields. Occup Environ Med. 2009; 66:124-130.
(12) Neubauer G, Feychting M, Hamnerius Y, Kheifets L, Kuster N, Ruiz I, Schüz J, Uberbacher R, Wiart J, Röösli M. Feasibility of future epidemiological studies on possible health effects of mobile phone base stations. Bioelectromagnetics. 2007;28:224-230.
(13) Khan MM. Adverse effects of excessive mobile phone us. Int J Occup Environ Health. 2008;21:289-293.
(14) Söderqvist F, Carlberg M, Hardell L. Use of wireless telephones and self-reported health symptoms: A population-based study among Swedish adolescents aged 15-19 years. Environ Health 2008;7:18.
(15) Hardell L, Sage C. Biological effects from electromagnetic field exposure and public exposure standards. Biomed Pharmacother. 2008;62:104-109.
(16) Salford LG, Nittby H, Brun A, Grafström G, Malmgren L, Sommarin M, Eberhardt J, Widegren B, Persson BRR. The mammalian brain in the electromagnetic fields designed by man with special reference to blood-brain barrier function, neuronal damage and possible physical mechanisms. Prog Theor Phys Suppl. 2008;173:283-309.
(17) Sheppard AR, Swicord ML, Balzano Q. Quantitative evaluations of mechanisms of radiofrequency interactions with biological molecules and processes. Health Phys. 2008;95:365-396.
(18) Khurana VG. Cell phone and DNA story overlooked studies. Science. 2008;322:1325.
(19) Yang Y, Jin X, Yan C, Tian Y, Tang J, Shen X. Case-only study of interactions between DNA repair genes (hMLH1, APEX1, MGMT, XRCC1 and XPD) and low-frequency electromagnetic fields in childhood acute leukemia. Leuk Lymphoma. 2008; 49:2344-2350.
(20) Hardell L, Carlberg M, Soderqvist F, Hansson Mild K. Metaanalysis of long-term mobile phone users and the association with brain tumours. Int J Oncol. 2008;32:1097-1103.
(21) Sage C, Carpenter D, eds. BioInitiative Report: A rationale for a biologically-based public exposure standard for electromagnetic fields (ELF and RF) [Internet]. 2007 [cited April 3, 2009]. Available from: http://www.bioinitiative.org.
(22) Kundi M, Hutter HP. Mobile phone base stations – Effects on wellbeing and health. Pathophysiol. 2009;16:123-35.
(23) Henrich S, Ossig A, Schlittmeier S, Hellbrück J. Elektromagnetische Felder einer UMTS-Mobilfunkbasisstation und
mögliche Auswirkungen auf die Befindlichkeit—eine experimentelle Felduntersuchung [Electromagnetic fields of a UMTS
mobile phone base station and possible effects on health – results from an experimental field study]. Umwelt Med Forsch Prax. 2007;12:171-180.
(24) Thomas S, Kühnlein A, Heinrich S, Praml G, Nowak D, von Kries R, Radon K. Personal exposure to mobile phone frequencies and well-being in adults: A cross-sectional study based on dosimetry. Bioelectromagnetics. 2008;29:463-470.
(25) Zwamborn APM, Vossen SHJA, van Leersum BJAM, Ouwens MA, Makel WN. Effects of global communication system radiofrequency fields on well being and cognitive functions of human subjects with and without subjective complaints. Organization for Applied Scientific Research (TNO), Physics and Electronics Laboratory: The Hague, Netherlands, 2003.
(26) Regel SJ, Negovetic S, Röösli M, Berdinas V, Schuderer J, Huss A, Lott U, Kuster N, Achermann P. UMTS base station like exposure, well being and cognitive performance. Environ Health Perspect. 2006;114:1270-1275.


Versione PDF integrale scaricabile al seguente link:

Khurana+et+al+2010